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A Proposito Di Celebrazioni Per L'unità D'italia


17 gennaio 2011 ore 10:45   di commark  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 264 persone  -  Visualizzazioni: 493

Al di là di ogni retorica che solitamente accompagna qualsiasi evento celebrativo, la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, dovrebbe essere l'occasione per un'analisi serena di un evento complesso che purtroppo dovrebbe avvicinare piuttosto che allontanare le varie anime del paese. Ormai non è più tempo di parlare del passato solo in termini celebrativi, ma di porre delle basi differenti in un paese che purtroppo non è stato mai veramente unito e che ritrova un minimo di coesione solo in occasione delle vittorie della Nazionale ed è purtroppo triste constatare che il tricolore in Italia venga esposto sui balconi in concomitanza dello svolgersi dei campionati mondiali di calcio.

Che ci sia stata una "piemontesizzazione" del Sud Italia oggi è cosa sostenuta da tutti gli storiografi, mentre rimane irrisolta la cosiddetta "questione meridionale" che purtroppo nasce proprio nel momento in cui i contadini del Sud non parteciparono al moto risorgimentale, in realtà gli uomini che avevano diretto il Risorgimento nazionale erano in prevalenza grandi proprietari terrieri ostili alla promozione di ogni riforma agraria, ma perchè si sviluppò questa frattura che poi oggi è causa in parte del sentimento di antistato che sembra pervadere ampi strati della popolazione meridionale, non necessariamente collusa con la malavita organizzata?


Inizialmente Garibaldi potè godere dell'appoggio dei contadini e questo avvenne nelle prime settimane immediatamente successive al suo sbarco a Marsala avvenuto l'11 maggio 1860, poi questo appoggio venne meno quando i contadini rivendicarono la terra e le truppe garibaldine impedirono l'insurrezione dei contadini che minacciavano i ceti possidenti locali, l'episodio della sanguinosa repressione della rivolta che avvenne a Bronte è uno degli episodi più emblematici di tutta la storia risorgimentale che fatica ancora oggi ad essere compresa da molte persone che vedono l'amministrazione dello Stato lontana dai loro bisogni.............c'è un filo che collega quegli episodi a Terzigno, molti purtroppo lo hanno ignorato.

Non resta quindi che leggere serenamente tutto il periodo risorgimentale perchè solo in questo modo si potranno educare le nuove generazioni a un nuovo patto di concordia tra cittadini ormai così lacerati e divisi che vedono queste celebrazioni come degli inutili eventi presieduti da politici sempre più lontani dalla vita reale della popolazione. Il federalismo passa anche attraverso questa chiave di lettura, nessuno lo dovrebbe dimenticare, compresi i cittadini che lo sostengono.

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