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Referendum 2011, Quorum Raggiunto Il 57 Ha Votato, Risultati Validi Il Si Oltre Il 90 Percento


13 giugno 2011 ore 18:12   di 1econ  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 348 persone  -  Visualizzazioni: 563

13 Giu. 2011. Urne chiuse alle 15.00 per il Referendum 2011, Quorum Raggiunto, alle urne oltre il 57 percento dei votanti, risultati validi il SI vola oltre il 90 percento su tutti e 4 i quesiti. Tutti e 4 i quesiti referendari hanno dunque raggiunto il Quorum, cioè la maggioranza degli aventi diritto che si sono recati alle urne, esprimendo il loro voto sui quesiti posti, e rendendo tale risultato valido. Infatti i referendum hanno valore solo se i votanti sono almeno il 50% 1 elettore tra gli aventi diritto. In questa tornata il Quorum era posto a 25.209.425 votanti.

Stando alle fonti del Ministero dell’Interno è stato raggiunto il Quorum, con il 57% degli aventi diritto che si sono presentati alle urne, rendendo così valido il risultato. Stando ai primi spogli inoltre pare che oltre il 90% di coloro che hanno votato, hanno votato SI e quattro i tutti quesiti.Grande successo quindi per i promotori dei quesiti referendari, che sono riusciti a raggiungere la soglia perché i risultati siano validi e hanno anche ottenuto una schiacciante maggioranza di voti a favore.


Per quanto riguarda il nucleare, viene posta una grande pietra contro l’installazione di centrali nucleari in Italia, dopo il disastro Giapponese di Fukushima, ponendo inoltre una rilevanza Europea verso la dismissione delle centrali all’interno della Comunità Europea. Questo avverrà purtroppo in tempi medio-lunghi, ma la fine dell’utilizzo delle Centrali Nucleari per produrre energia è una prospettiva ormai certa. L’abbandono delle centrali nucleari sarebbe molto più immediata se i paesi che hanno centrali nucleari attive, venissero chiamati ad accantonare corpose cifre come fondi in caso di disastro e questa sarebbe una questione corretta ed urgente. Infatti nella collettività, ancor prima che nella politica europea, si sta affermando un concetto di penalizzare chi utilizza il nucleare per produrre energia. La scelta dei cittadini quindi è stata contro il Nucleare, per la seconda volta quesito referendario che raggiunge il Quorum e che viene bocciata. Il futuro delle energie si sposta come giusto sul fronte delle rinnovabili, e delle aziende del settore che peraltro oggi brillano in borsa dopo i risultati del referendum. Verranno chiamate a fare ricerca, sviluppo ed investimenti per far progredire le tecnologie per produrre energie rinnovabili.

I due referendum sulla gestione dell’acqua come bene pubblico, hanno raggiunto il quorum e una maggioranza bulgara, a conferma che i cittadini non hanno voluto il privato come gestore di un bene della collettività. Anche se su questo quesito, parlare di pubblico e privato diventa molto barocco, stante le multi-utility S.p.A. quotate gestite da capitali pubblici e privati, che si comportano come grandi aziende private. Il voto è nobile, ma il panorama italiano è talmente frastagliato, diversificato e multicolore che spesso diventa difficile distinguere privato e pubblico. In questo quesito passa la linea del Si per una gestione pubblica, speriamo che il pubblico sia davvero più bravo a gestire un bene comune, nell’interesse comune, cioè forniture adeguate, servizio adeguato, investimenti produttivi a costi contenuti accessibili a tutti.

Per ultimo il legittimo impedimento ha ottenuto un Si e sarebbe stato francamente impensabile, quanto folle il contrario. In nessun paese al Mondo esiste una situazione anomala in cui chi rappresenta il popolo sovrano può sottrarsi al giudizio dei magistrati sostenendo di non aver tempo di recarsi dai magistrati. In tutto il mondo occidentale capitalistico e garantista (Canada-Stati Uniti-Regno Unito-Giappone-Europa) chi viene accusato di reati penali, prima si dimette e affronta il giudizio. Qualora ritenuto innocente si ricandida. Se viene giudicato colpevole, sconta la condanna e si dedica ad altre attività non politiche. In Italia invece la “Casta” ha ritenuto “inutile” sottoporsi al giudizio sostenendo che la giustificazione :”Ho da fare” sia un valido motivo per non farsi processare! Però il risultato della consultazione popolare (osteggiata) è stato inesorabile, il popolo ha detto:”Anche se ha degli impegni deve trovare il tempo di sottoporsi al giudizio della magistratura”. Una posizione molto garantista che non obbliga alle dimissioni nessuno, ma che pone un significato di uguaglianza di fronte alla legge che deve essere uguale per Tutti.

E' un diritto di tutti andare a votare, peccato che solo il 57 percento abbia ritenuto di esprimere la propria opinione, sarebbe stato più bello vedere un 100 percento di votanti, esempio di democrazia partecipata.

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