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Sakineh E Le Altre


3 novembre 2010 ore 10:00   di Martha  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 280 persone  -  Visualizzazioni: 508

Sakineh non è stata giustiziata. Dopo mesi di mobilitazione internazionale, di appelli e di raccolte di centinaia di migliaia di firme, ieri la triste storia di Sakineh Mohammadi Ashtiani sembrava essere giunta al capolinea. Il Comitato Internazionale contro le esecuzioni aveva fatto sapere, attraverso una nota, che il governo di Teheran ne aveva autorizzato l’esecuzione, forse già per oggi 3 Novembre. Le diplomazie di tutto il mondo si erano immediatamente attivate, riuscendo a fermare l’esecuzione in extremis. La sorte di Sakineh, rimane, però appesa ad un filo.

La donna, 43 anni e due figli, si trova rinchiusa dal 2006 nel carcere di Tabriz per il reato di adulterio e di concorso in omicidio per l’uccisione del marito. Reati sulla cui fondatezza, per altro, sussiste più di un ragionevole dubbio. Il suo caso ha suscitato le dure proteste della comunità internazionale e una incessante campagna della stampa straniera, tanto che le autorità iraniane hanno deciso di commutare la condanna: da lapidazione ad impiccagione. Tuttavia, la condanna a morte non è stata annullata e il governo di Teheran ha fatto sapere di non sopportare le ingerenze “del mondo occidentale” nei loro affari di giustizia. Ieri la doccia fredda.


Il caso di Sakineh è diventato emblematico. Tante, troppe donne nei paesi integralisti islamici subiscono la sua stessa sorte. Purtroppo, in Iran, non si tratta di un caso isolato: altre 14 donne sono in attesa della pena di morte. E il caso di Sakineh potrebbe rappresentare un precedente importante: fermare la condanna della donna, potrebbe significare la fine di questa inutile barbarie.

Auguriamoci che le critiche, le proteste e le pressioni politiche ma anche civili, dei comuni cittadini, riescano nel loro intento e fermino definitivamente questa condanna. E diamo anche noi, nel nostro piccolo, un contributo. La pena di morte è un atto di violenza inaudita e gratuita al quale la coscienza di ogni essere umano dovrebbe ribellarsi.

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