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Sic Transit Gloria Mundi?


22 ottobre 2011 ore 19:50   di erpidi  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 522 persone  -  Visualizzazioni: 800

Sic Transit Gloria Mundi? Più che un commento sull’essere la gloria dei mortali effimera, quel che mi interesserebbe sapere è come verranno spartite le spoglie dell’operazione Libia. Noi abbiamo fornito basi militari (senza le quali ben poca azione militare sarebbe occorsa), operazioni in mare, appoggio aereo e, sicuramente, un lavoro oscuro, ma effettivo di intelligence in loco. Chi la sta facendo da padroni però sono Francia ed Inghilterra, che se pur hanno fornito la maggior parte della componente militare (aerea e navale, che si sappia), non avrebbero ottenuto i risultati che vediamo senza la disponibilità delle basi Italiane. Dicono che l’aereo che ha “beccato” il convoglio di Gheddafi sia stato un Mirage, ebbene se Mirage era poteva esser partito solo che da una delle basi italiane. Nessun Mirage ha l’autonomia per operare su Misurata in azioni di appoggio al suolo partendo dal territorio Metropolitano Francese (a meno che non sia partito da basi Tunisine o Algerine….), anche nel caso che venga rifornito in volo partire dalla Corsica o dal Sud della Francia è dura.

Comunque senza la disponibilità italiana i ribelli non avrebbero potuto ricevere l’appoggio completo dal cielo che gli è stato essenziale per conquistare il controllo sul territorio libico. A parte le considerazioni di carattere squisitamente militare, quelle politico economiche sono di rigore. Non carine per noialtri però.


Avremmo tutto il diritto di sederci al tavolo delle divisioni per lo sfruttamento delle risorse naturali libiche e per la ricostruzione del paese, fatto d’obbligo dopo una rivoluzione così drammatica e combattuta. Sirte, Misurata e Tripoli saranno sicuramente state toccate duramente dai combattimenti, così come i porti ed aeroporti, i depositi e le infrastrutture (militari e non), le strade e acquedotti, che, ricordiamolo, in guerra sono bersagli essenziali da bombardare e rendere inutilizzabili. Molte sono le Nazioni pronte a “partecipare” alla ricostruzione e alla divisione sulle disponibilità di petrolio e gas naturale.

Noi eravamo ben piazzati in Libia all’epoca del Colonnello, che aveva anche investito in molte aziende italiane (e lì sarà da vedere se i diritti del nuovo Stato Libico varranno o se ci sarà un contenzioso legale da parte dei sopravvissuti –tanti- ed innocenti -pochi- della famiglia Gheddafi). Molte delle infrastrutture petrolifere e i gasodotti sono “nati” per l’utilizzo delle nostre società del settore. Dovremmo avere un posto di rilievo nelle divisioni e nei vantaggi derivati dall’aver supportato il governo rivoluzionario.

Dovremmo.

Due sono i fattori che mi fanno scrivere al condizionale e che inficiano un nostro profondo coinvolgimento nella ricostruzione e sfruttamento. E aggiungo, prima di spiegare, che ne avremmo un bisogno disperato per contribuire a rilanciare la nostra economia, che trarrebbe giovamento notevolissimo dall’intervenire nella riorganizzazione dello Stato Libico.
Ma le nostre chances di ricoprire un ruolo importante sono scarsine, credo. Riassumo con due scarne frasi. (1) Scarso peso internazionale e (2) il nostro passato di amici di Gheddafi.

Troppo è stato il nostro coinvolgimento con il Colonnello tanto politico quanto economico nel passato perché passi in silenzio o non venga usato contro di noi. Diciamocela tutta l’intervento finanziario libico in Italia ci è servito ed ha portato molto profitto al nostro Paese. Per anni la Libia ha investito in Italia. Fiat, Eni, Finmeccanica, Unicredit per nominare alcune società in cui i Libici hanno investito. La Francia soprattutto è sempre stata invidiosa del nostro ruolo di Nazione privilegiata da Gheddafi (che ce l’ha fatta sudare questa posizione), e non mancherà di farcela pagare. La “Grandeur” di Sarkozy, che a me ricorda tanto quella di De Gaulle, ha portato la Francia ad avere un ruolo di preminenza nella guerra di supporto alla rivoluzione libica e difficilmente molleranno la presa.

In aggiunta alla nostra storia di amici-di-Gheddafi c’è la situazione politica interna italiana che tutto fa meno che aiutarci ad avere peso internazionale. La crisi, economica internazionale ed interna, e quella politica nostrana stanno facendoci perdere punti. Il nostro Governo è sputtanato internazionalmente. A ciò hanno contribuito sia le disavventure scandalistiche e giudiziarie di Berlusconi (che ci stanno facendo ridere dietro da tutto il mondo), sia la politica del fango che tanto un’ala dell’ordinamento giudiziario, quanto una parte (notevole) dei Media stanno attuando e che non ci permettono di avere peso internazionale. E, credetemi, ci vorranno anni per riacquistarne anche se dovessimo tirare fuori domani dal cilindro uno statista di vaglia, personaggio che nel panorama politico disastrato nostrano non c’è manco a inventarcelo.

Non abbiamo un Premier che abbia carisma internazionale (che abbiamo visto bene di svergognare, poderosamente aiutati anche dalle sue leggerezze e da quelle della compagine di Maggioranza, Lega e Fini sopra tutti), non abbiamo un Capo di un eventuale Governo-Ombra che possa sostituirlo, anzi un Governo-Ombra NON c’è chè non c’è un’Opposizione valida in Italia. Siamo allo sbando come Nazione, come Governo, come Parlamento. Unico baluardo fra i tanti disastri Italiani sembra essere il Presidente Napolitano a cui la Costituzione non consente più di tanto, che ha ormai un’età veneranda e che molti Parlamentari non rispettano. Pochino per darci una regolata.

L’arte di arrangiarci non ci aiuterà questa volta. Sarkozy e la Merkel non ce ne perdoneranno una, né lo faranno Cameron e Obama. La vedo bigia. Mi ricorda tanto la situazione di alcuni Paesi dell’America del Sud prima che i Cinesi vi arrivassero coi loro portafogli ben forniti a risolvergli i problemi. E molti ormai sperano che i Cinesi entrino coi loro capitali a risolvere i nostri problemi economici dimenticando che il Regno di Mezzo non è l’America generosa del Piano Marshall. Il Regno Medio (come si chiamano i Cinesi, cioè coloro che si considerano i naturali intermediari fra gli Dei ed il resto del mondo) non è generoso. Lì si attua una politica di lavoro, di serietà e pragmatismo che noi ci sogniamo. Se i Cinesi arriveranno in Italia ed investiranno parte delle loro enormi disponibilità finanziarie in noi non avremo dei gentili padroni, ma gente seria, concreta, esigente e lavoratrice come noi manco ci sogniamo.

Grazie Bossi & Calderoli, grazie Berlusconi & Fini, grazie Bersani & Bindi! Siete riusciti, per i beati fatti vostri senza rispetto per il Popolo che lì vi ci ha messo, a distruggere il Bel Paese!

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