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Siria: 'stato Di Controllo' Non Si Ferma, Morti E Feriti


22 aprile 2011 ore 20:03   di chucara2000  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 601 persone  -  Visualizzazioni: 1170

Non diciamo che non erano già preparti i fedelissimi di Assad, lo si sapeva prima che iniziasse la preghiera islamica tant’è che i giornali di stamattina parlavano già di possibili scontri. La Siria è scesa nuovamente in piazza in tante città e tanti sobborghi nonostante ieri, giovedì, il presidente Bashar Assad avesse decretato la fine dello stato di emergenza che, ricordiamo, durava ininterrottamente dal 1963.

Sarà forse perché nonostante l’abrogazione dello stato di emergenza ieri emesso, la stessa sera i militari del regime hanno arrestato 35 studenti nel corso di una manifestazione all’università di Aleppo? Risulta chiaro che il regime di Assad non ci sta a mollare neanche di un centimetro e promette nella speranza di far sopire le illusioni degli oppositori.


La conta dei morti, si perché non si tratta di “scontri” come si sono visti anche in Europa nelle varie manifestazioni studentesche e non che si sono avute in questi anni, li si parla di gas lacrimogeni, bastonate date per uccidere e spari tra la folla. La CNN ha diffuso il dato che sono circa 40 i morti ma il numero tenderà a salire durante la sera. Secondo i manifestanti i morti sarebbero oltre sessanta.

Siria: 'stato Di Controllo' Non Si Ferma, Morti E Feriti

Perché questi scontri, perché manifestare? Secondo Malath Aumran, uno dei leader degli oppositori “la revoca dello stato d'emergenza non cambia nulla perché i servizi di sicurezza non sono sottoposti ad alcuna legge”( Ndr. Insomma una forza di polizia segreta che ha, tra gli altri, il compito di intervenire con ogni potere durante le manifestazioni di piazza, come quella forza sovranazionale che si sta insediando - si è già insediata - in Europa, l'Eurogendorf). Secondo l’attivista per la difesa dei diritti dell’uomo, Haitham Maleh, l’abrogazione dello stato di emergenza “è una buona cosa ma insufficiente alle richieste riformiste del paese”.

La Siria si trova geograficamente nel centro nevralgico degli scontri ideologici, quasi a fare da coscinetto, infatti confina con la Turchia, Israele, Giordania, Libia ed Iracq. Si affaccia anche sul mediterraneo ma non ci sono profughi che cercano di scappare dal paese in massa come si è visto in altri paesi, il popolo Siriano vuole restare nella propria terra chiedendo solo che non vengano calpestati i diritti, chiedendo la libertà che è dovuta ad ogni uomo.

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