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Storie Di Mafia Quotidiana


23 maggio 2011 ore 20:06   di inspired  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 546 persone  -  Visualizzazioni: 1454

Si festeggiava il Capodanno del 1974 a casa di Stefano Bontade, capomafia poi assassinato dai Corleonesi. La villa appena ristrutturata era, manco a dirlo, bellissima. Il cibo era fornito da uno dei migliori ristoranti di Palermo che procurava anche i camerieri, tutti vestiti di bianco. Tra gli invitati c’erano i coniugi Riccobono, Giovanni Bontade, fratello di Stefano, anche lui in gentile compagnia, Giovanni e Mimmo Teresi, costruttori edili, affaristi, politicanti.

Sul tavolo innumerevoli bottiglie di champagne per brindare al nuovo anno tra baci e abbracci. Dopo il brindisi, il tavolo fu sparecchiato ed arrivarono le carte per giocare a “piatto, un tipico gioco siciliano. Il banco distribuisce le carte ed i giocatori dicendo “Piatto!” scoprono la loro: se è più alta del 5 vincono la posta altrimenti la perdono.


Soldi da perdere ne avevano un’infinità. Da qualche anno gestivano anche il nuovo business della droga. Le donne si sedettero vicine le une alle altre ad un’estremità del tavolo. Fino a qualche anno prima sarebbero rimaste in disparte ma era una nuova epoca ed anche all’interno dei clan mafiosi le donne cominciarono ad emanciparsi.

Gli uomini guardarono la propria carta e cominciarono a scommettere ma senza fare puntate esagerate. Pur potendo contare su ingenti somme, erano restii ad esibirle nel gioco. Le puntate non superavano quasi mai le 100.000 lire che pure erano molto di più di uno stipendio medio del 1974. Il mazziere fece il giro del tavolo e quando arrivò alle signore la musica cambiò.

Fu la moglie di Giovanni Bontade a rompere gli indugi: “Un milione!”, esclamò. Il marito arrossì e gli altri uomini lo guardarono increduli. Poi fu il turno della signora Riccobono: “Due milioni!”. Gli uomini si guardarono perplessi. Per loro quelle cifre erano comunque insignificanti ma era una questione di principio: non stava bene giocare somme così alte. Le donne però ci presero gusto e continuarono a giocare forte vincendo e divertendosi.

Il padrone di casa provò a protestare ma la moglie lo zittì ed il gioco continuò alla loro maniera. Si trattava della prima sconfitta di “Cosa Nostra” o almeno di quel Clan. Infatti a casa Riina non sarebbe mai successo.

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