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L' Ultimo Caso Di Malasanità Nel Lazio E I Camper Della Polverini


17 luglio 2011 ore 15:40   di Montalbano  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 315 persone  -  Visualizzazioni: 637

La situazione della sanità laziale, è ormai del tutto allo sbando. L'ultimo caso di malasanità nella regione governata da Renata Polverini, ha visto la morte di Giorgio Manni, 51enne che per cinque volte, è stato rimandato a casa dagli ospedali a cui aveva chiesto aiuto. Come ha riferito la famiglia in una intervista al Messaggero: "Ha implorato di essere ricoverato perché aveva grossi dolori all'altezza dei reni e non riusciva a respirare. Ma in quattro diversi ospedali di Roma gli hanno risposto che poteva curarsi a casa. Solo la sesta volta quando ormai le sue condizioni erano disperate, al pronto soccorso di Subiaco hanno ceduto e hanno deciso di trasferirlo al Policlinico Tor Vergata, dove l'altro giorno è morto».

Sembrano cronache da terzo mondo, ma è la triste realtà di un settore sanitario, quello laziale, che è stato praticamente massacrato dalla riorganizzazione voluto dalla Regione e portato avanti a colpi di blocco del turn over che stanno costringendo il personale medico e gli infermieri a turni di lavoro massacranti. Per non parlare della chiusura di tutta una serie di strutture (Subiaco, Bracciano, Monterotondo, Amatrice, Rocca Priora, Acquapendente, Montefiascone, Roncigliano, Ceccano, Ceprano Anagni, Ferrentino, Itri, Pontecorvo, Aquino e Nuova Regina Margherita, Magliano, Sezze e Gaeta, ma forse ne abbiamo dimenticato qualcuno) che potrebbero fungere da valvola di sfogo ed impedire il sovraccarico delle strutture rimanenti e il ripetersi di episodi come quello di cui stiamo dando cronaca.


Sembra incredibile, ma strutture di questa importanza, che servono zone altrimenti mal collegate (basti pensare che i cittadini che prima andavano all'ospedale di Magliano, adesso debbono gravitare sugli ospedali umbri) dovrebbero essere sostituite, secondo la Polverini, da camper. Non state leggendo male, gli ospedali vengono smantellati e al loro posto vengono messi dei camper. E la cosa divertente è che proprio la Governatrice del Lazio, dopo aver promesso nel settembre del 2010 che non avrebbe mai chiuso ospedali, ha fatto promozione a questa sua strampalata trovata con una campagna dal titolo eloquente: "Mi state a cuore". Visite specialistiche fatte in strutture che non sono attrezzate, impossibilità di intervenire qualora venga riscontrato qualche problema, approssimazione, questa è la realtà di questa estemporanea e propagandistica iniziativa. Sembra di essere su "Scherzi a parte" e invece è tutto vero.

Una realtà alla quale vanno aggiunti casi come quello di cui stiamo parlando, che potrebbero tranquillamente essere evitati se non si fossero portati strutture e personale medico e paramendico in una situazione di stress da sovraccarico. Ma ormai, in Italia, la parola d'ordine è tagliare, tutto il possibile, anche se ne va della salute dei cittadini. Tutto, tranne i ricchi appannaggi di politici e clientele ad essi collegati. Tanto si vive una volta sola...

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