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Una Gita Ad Avetrana


24 ottobre 2010 ore 23:18   di Jerry52  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 272 persone  -  Visualizzazioni: 494

Il sindaco di Avetrana ha dovuto far chiudere le strade che portano ai luoghi in cui è avvenuto l’omicidio di Sara Scazzi.
E questo perché il paese era invaso da turisti che volevano vedere, sentire il brivido dell’emozione, cercare, chissà, qualche “vibrazione” negativa.

Naturalmente gli antichi romani si emozionavano a veder uccidere i gladiatori, nel Medioevo si accorreva a veder bruciare le streghe o ghigliottinare i nobili durante la Rivoluzione francese. Ma questo era tanti anni fa.


Si poteva sperare che, man mano che la società diventava più civile, più matura, migliorasse anche la sensibilità, il senso di ciò che è giusto o sbagliato, opportuno o no, umano o no. Invece eccoci qui a considerare il comportamento di chi usa una giornata festiva per andare a cercare un bagno nell’orrore. Perché delle persone “normali” possono comportarsi così?
La visibilità che è stata data a questa tragedia è incredibile: carta stampata e televisioni hanno dato, e stanno dando tutt’ora, il primo posto alla notizia: e tutto nel nome dei soldi, perché si dà il primo posto a quello che fa audience e porta pubblicità. Al punto che delle associazioni di genitori hanno telefonato per protestare, per questo bombardamento che sta ferendo i nostri figli.

Non sembra affatto che siamo diventati più civili: gli stessi media che hanno tanto parlato di Sara propongono come ideali i vari tronisti, veline e via dicendo, rendendo ridicolo e superato ogni valore morale che possa venir proposto. L’importante è apparire in televisione, ad ogni costo, perché solo così si dimostra di esistere.
Al contrario, appare ridicolo chi parli non tanto dei tradizionali grandi valori, ma anche soltanto di qualcosa di più semplice: mantenere la parola data, avere rispetto per la propria dignità e per quella degli altri, agire nei limiti del buon gusto, avere il senso della misura, non dare spettacolo di sé e così via. È tutta roba sorpassata.
Può allora essere normale, per chi ha subito una tale diseducazione, pensare che sia logico farsi una gitarella ad Avetrana, magari assieme ai figli, che potranno il giorno dopo raccontare a scuola di esserci stati, di aver visto.

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