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Una Interessante Riflessione Sulla Tav In Val Di Susa


1 agosto 2011 ore 11:56   di Montalbano  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 928 persone  -  Visualizzazioni: 1550

Continuano le polemiche sulla TAV in Val di Susa, tra incidenti e manifestazioni contrarie nelle quali a pacifiche famigliole, spesso, vanno a mischiarsi frange antagoniste cui, con ogni probabilità, dell’opera non importa nulla, ma che hanno come unico scopo quello di dar luogo ad episodi clamorosi che richiamino l’attenzione dell’opinione pubblica su di loro. E nella confusione, spesso viene sacrificata l’informazione su un opera che, secondo chi la vuole, è necessaria per agganciare l’Italia ai flussi di merci verso l’est europeo, mentre per i contrari è totalmente inutile, in quanto il movimento di merci sulla tratta tra Torino e Lione è ormai da molti anni stagnante, se non in calo. Chi ha ragione? I pareri sono molti e contrastanti. La cosa che dovrebbe fare chi vuole informarsi realmente su cosa stia succedendo, a mente sgombra da possibili implicazioni derivanti dalla fede politica, è andare a sentire cosa dicono gli esperti e, capire se questi sono mossi da secondi fini (che è cosa comunque difficile). Io ho provato a farmi una idea, spulciando tra le tante opinioni espresse e ho trovato alcune cose interessanti.

Ad esempio, Francesco Ramella, esperto del settore trasporti e membro dell’Istituto Bruno Leoni, afferma testualmente: “«Io sono molto critico su tutta la vicenda dell'Alta Velocità ma ho argomenti diversi dai no-Tav: la verità però è che questo investimento non si giustifica sul versante economico. La spesa è molto elevata e i guadagni assolutamente modesti». Credo che il suo parere sia interessante, in quanto Ramella non ha proprio nulla in comune con i comitati No-Tav, che, secondo lui si opporrebbero a tutto, a prescindere, mentre il suo è un parere fondato su dati di fatto. Secondo lui, l’opera non alcun fondamento economico: costerebbe circa 15 miliardi (ma c’è chi porta la cifra complessiva a perlomeno 17) che non sarebbero a carico dei privati, ma dello Stato. Il quale, per poter trovare le risorse, dovrebbe o aumentare la spesa pubblica o aumentare le tasse.


La cosa realmente interessante detta da Ramella, è però questa, e qui si dovrebbe riflettere con molta attenzione: poiché le persone che utilizzano la tratta non sono molte (si parla di poche migliaia all’anno), il progetto originario, che prevedeva appunto una tratta riservata alle persone è stata ampliata alle merci. Il movimento complessivo, anche in questo caso, è però poca cosa, ormai da molto tempo. Insomma, stiamo parlando di una linea molto secondaria, sia che si tratti di trasporto passeggeri che di merci. E non è neanche vero che la TAV porterebbe ad uno spostamento del traffico merci dalla gomma al ferro, in quanto la prima è comunque più conveniente. Infine, Ramella demolisce quello che dovrebbe essere l’assunto che muove i favorevoli alla TAV, in base al quale la linea è necessaria per agganciare l’Italia al traffico che da Lisbona va verso l’Ucraina (noto come Corridoio Quinto): Portogallo e Ucraina, non hanno alcun progetto in proposito, quello di cui si parla, è solo un tratto di pennarello partorito da qualche burocrate europeo per giustificare la propria funzione e il ricco emolumento ad essa collegato.

Altra imprecisione smontata da Ramella, è quella riguardante i vantaggi che deriverebbero al nostro paese a livello di finanziamenti. Sinora si è sempre parlato di 670 milioni di finanziamenti europei, peccato che la cifra vada spartita tra Italia e Francia. Insomma, per poter avere 335 milioni di euro di finanziamenti, lo Stato italiano dovrebbe accollarsi al minimo una spesa di 15 miliardi di euro, quello stesso Stato che nei prossimi anni sarà chiamato ad un gigantesco sforzo per rimettere a posto i disastrati conti pubblici. A questo punto, la domanda non può che essere: cui prodest?

L’ultima precisazione riguarda proprio l’autore di queste riflessioni. Il quale potrebbe essere semplicemente un No TAV travestito da agnello. Che espleterebbe la sua mansione di buono in un ipotetico gioco delle parti, mentre i puri e duri si oppongono fisicamente alle forze di polizia mandate a presidiare i cantieri. Quello che Ramella dice, in chiusura, sgombra il campo anche da questa ipotesi: “… il principio che la tranquillità della zona debba cedere il passo a un interesse superiore non mi trova contrario, il problema è che in questo caso l'interesse superiore non c'è.” Come dargli torto?

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Commenti

 
  • Michele Ferraudo
    #1 Michele Ferraudo

Articoli contrari al Tav faziosi e imprecisi sene leggono parecchi. Il potere dei signori della gomma, in Italia, è incontrastabile. Tuttavia un pezzo fazioso e pieno di menzogne come questo non lo avevo mai letto. Saluti

Inserito 1 agosto 2011 ore 15:10
 

Naturalmente avresti potuto smontare pezzo per pezzo le argomentazioni di Ramella. Naturalmente non hai saputo farlo. E hai fatto una pessima figura, tipica di chi non ha argomenti...

Inserito 1 agosto 2011 ore 15:22
 
  • Michele Ferraudo
    #3 Michele Ferraudo

Naturalmente chi propone un pezzo con la premessa di essere neutrale e poi segue le tesi di un unico lavoro dovrebbe essere forse più preciso. Dicendo che si riporta UN punto di vista, magari diffuso tra i No Tav, ma nel panorama generale estremamente isolato. Ad esempio dicendo che gli svizzeri, i francesi e agli austriaci, nonostante la crisi, puntano su tunnel ferroviari di base e limitano il trasporto su gomma. In Svizzera rifiutano, con 4 referendum, il raddoppio del traforo stradale del Gottardo e vogliono 3 tunnel ferroviari da 50 km, in Austria vogliono spostare i tir dall'autobrennero al tunnel ferroviario non meno lungo. Potevi, ad esempio, raccontare che in valle di Susa a pochi chilometri dal presidio di Chiomonte, la Sitaf, la concessionaria autostradale del plurinquisito gruppo Gavio, sta scavando il raddoppio del traforo autostradale del Frejus, con l'assenso del movimento no tav. 15 km di buco per 10 di diametro con lo smarino trasportato lungo tutta la valle dai tir. E, per concludere, ricordare che le "alternative stradali" che Ramella e Ponti suggeriscono di usare costano morti, malattie e ipotecano il nostro futuro. Certo poi, forse, è meglio qualche tumore al polmone in più che spendere quei soldi. Lo dice Ramella, dell'Istituto Bruno Leoni, che pensa che la sanità e la scuola pubblica sian un limite allo sviluppo liberale del capitalismo. Comunque gli studi indipendenti, compresi quelli dell'osservatorio cui hanno partecipato tecnici no tav, dicono che l'opera serve. I no tav, invece di ribattere ai numeri, hanno sconfessato i loro esperti e si sono ritirati dall'osservatorio...

Inserito 1 agosto 2011 ore 15:58
 

Sei in grado di smentire il fatto che su quella tratta il traffico merci è stagnante da anni? Mi sembra di no. Tu dici che la TAV serve. A chi serve, se le merci non ci sono? Aspetto risposte con dati certi. Dimenticavo: se lo dice Ramella, uno che è contrario alla scuola e alla sanità pubblica, per cui è difficile confonderlo con frange movimentiste, mi sento confortato nell'opposizione alla TAV...

Inserito 1 agosto 2011 ore 16:30
 

Dimenticavo: io cittadino di un paese che sta affogando nei debiti, dovrei accollarmi altre tasse per pagare dei lavori che non servono a nulla, se non a creare l'occasione per il solito giro di bustarelle? Ma per favore...

Inserito 1 agosto 2011 ore 16:33
 
  • Michele Ferraudo
    #6 Michele Ferraudo

Esiste una analisi costi/benefici, i lavori dell'osservatorio con dati certificati anche dagli esperti nominati dai notav, oltre alle scelte di paesi, come Svizzera, Francia e Austria che battono la strada dell'alta velocità ferroviaria e dei tunnel di base per attraversare le alpi, paesi che hanno meno corruzione, sprechi e mafia del nostro. L'unica alternativa alla Torino Lione, come si evince leggendo gli studi liberisti di Ponti e Ramella, è utilizzare le "alternative stradali", e, secondo loro, risparmiare. Solo che nei conti che fanno non mettono, ad esempio, il costo sociale delle malattie causate dall'inquinamento, ovvero il tema dell'esaurimento dei combustibili fossili. L'Italia sconta una arretratezza che incide sulla nostra capacità di produrre ricchezza senza devastare l'ambiente o lavorare con stipendi da fame e senza diritti, a differenza di quanto avviene negli altri paesi europei. Anche il sistema dei trasporti è arretrato e basato in prevalenza sulla gomma. Mi sai spiegare perché gli ambientalisti nel resto d'Europa vogliono il tav? Perché in Svizzera si oppongono, con successo, al raddoppio del Gottardo ed insistono per i tre tunnel di base nonostante la crisi con la riduzione dei traffici e delle risorse? E perché in valsusa scavano il nuovo tunnel autostradale senza che nessuno dica nulla? Per opporsi alla Torino Lione esisterebbe una via semplicissima: convincere i francesi. Invece nelle valli francesi le amministrazioni locali, che hanno tutelato l'ambiente molto meglio di quelle del versante italiano, il tav lo vogliono. Perché a loro "l'inutilità" dell'opera non risulta così chiara?

Inserito 2 agosto 2011 ore 01:48
 

Intanto cominciamo col dire che, per fortuna, le amministrazioni francesi, sono meno corrotte di quelle italiane, per cui, almeno lì, hanno la sicurezza che l'opera non si trasformerà, qualora la si faccia (speriamo mai), in una occasione, l'ennesima, per impiantarci un bel giro di bustarelle. Poi, torno a fare la domanda, visto che hai parlato di analisi costi/benefici: il traffico merci su quella tratta, in questi anni, è aumentato in maniera esponenziale, l'unica che potrebbe giustificare i 15- 17 miliardi di spesa di uno Stato indebitato sino all'osso del collo? Aspetto ancora una risposta basata sui dati, il resto è inutile chiacchiericcio.

Inserito 2 agosto 2011 ore 09:34
 
  • Micheke Ferraudo
    #8 Micheke Ferraudo

I dati controllati e condivisi dicono che su quella tratta il traffico aumenterà, che è bene che aumenti quello ferroviario e che i benefici in termini di tempo e di costi nell'attraversamento delle alpi con un percorso più breve e con meno pendenze giustificano un investimento che è molto inferiore a quello riportato nell'articolo. Questi sono i dati che hanno convinto le amministrazioni francesi e l'Unione Europea che finanzia direttamente solo altri tre progetti simili in tutto il continente. Che ci sia poi qualche professore del politecnico di Torino che dica che è meglio far correre quel traffico sulla vecchia linea e sui tir non mi pare determinante. I famosi esperti no tav del politecnico di Torino, dicevano che anche la metropolitana di Torino fosse inutile, che non servissero nuovi binari sotto terra ma che bastasse comprare dei semafori intelligenti e dei tram nuovi. Dicendo gratis una boiata che altri si fecero pagare cara dall'azienda automobilistica torinese, come emerso nelle inchieste giudiziarie. Molte voci si levarono sempre dal poli per dire che l'elettrificazione delle ferrovie fosse inutile, che la scelta migliore sarebbero state le locomotive diselelettriche sempre di Fiat! Il Presidente no tav della Comunità Montana è dirigente Sitaf, che è la committente di quasi tutti gli studi che ispirano i no tav, e da sempre, come Marco Ponti, sostiene la necessità di raddoppio dei tunnel del Frejus e del Bianco, esattamente l'opposto di quanto pensano nel resto d'Europa. Non mancano, tra gli esperti no tav, altri dirigenti e consulenti del mondo autostradale, o fans sfegatati del traffico su gomma che girano con il mega suv di Hummer. Insomma prima di convincersi che hanno ragione coloro che hanno avuto fino ad ora sempre torto e che hanno trasformato la pianura padana nella zona con l'aria più inquinata d'Europa bisogna avere ben altro che i lavori di Ponti, Ramella & C. Altrimenti mi sento più tranquillo a pensarla come gli svizzeri che applaudire chi fece smontare a Torino persino i filobus per sostituirli con puzzolente autobus a gasolio....

Inserito 2 agosto 2011 ore 11:12
 

I dati controllati e condivisi da te medesimo? Tutti dicono che su quella tratta il traffico è in calo da anni e basta andare a controllarli. Ma visto che sei così sicuro di quello che dici, sicuramente adesso mi posterai i dati in proposito, no? Poi, lasciamo stare la boutade sull'investimento, visto che i dati, quelli sì ufficiali, parlano di una cifra che parte dai 15 miliardi e non si sa a quanto andrà a finire. E non è una cifra inventata da Ramella o da altri, ma è la cifra che tutti, anche a livello governativo, adombrano. Io comunque aspetto sempre i dati e le cifre ufficiali. Infine, mi fanno pena quelli che cercano di screditare gli altri con le menate sul SUV, come quella cui hai dato luogo tu nelle tue righe. A me non piacciono gli intolleranti e tu stai dimostrando una idea di come concepisci la democrazia, veramente desolante. Sin dalle righe di esordio...

Inserito 2 agosto 2011 ore 11:49
 
  • Michele Ferraudo
    #10 Michele Ferraudo

Non vedo cosa ci sia di intollerante nel ricordare che in Italia esiste una forte corrente di pensiero che predilige il trasporto su gomma. E che a questa tendenza non è estranea una parte del movimento ambientalista. E che alla stessa appartengono anche gli autori dello studio citato, che propngoo di utilizzare le alternative stradali. E' invece inquietante che questa "predilezione" venga nascosta. Ad esempio l'ok al raddoppio del traforo autostradale sarà stato deciso e pubblicizzato nelle assemblee popolari del movimento no tav? E chi ha deciso di non contestare mai in 22 anni una sola inaugurazione di Sitaf, neanche quando eranopresenti ministri e sottosegretari? I dati, comunque, sono quelli dell'osservatorio. Se negl ultimissma anni il transito al Frejus è diminuito qeusto dipende solo dai lavori che si stanno svolgendo nel traforo.

Inserito 2 agosto 2011 ore 12:42
 

I dati dell'osservatorio. Astronomico? Un po' vago come riferimento non trova? I DATI DE CHE? SI fa presto a dire dati. Lei li ha letti? Siamo curiosi anche noi di verificarli. Per favore ci fornisca un link dove si possano consultare o li scannerizzi e li pubblichi (devono essere pubblici per forza). Almeno ragioniamo su qualcosa di concreto e non 'sui dati'. Non so se avete notato, ma quando un politico sta per dire una stronzata galattica, la precede sempre con la frase "I dati ci dicono", tanto per rendere più digeribile la stronzata, che comunque galattica rimane. Oggi la parola dati è un passepartout per poter dire o negare qualsiasi bestialità. I dati ci dicono che l'economia italiana regge, i dati ci dicono che questa maggioranza è solida nel paese i dati dicono chiaramente che la crisi sta finendo. I dati.. I dati, quando si citano, bisogna poi anche mostrarli - sempre che esistano - altrimenti si finisce per bersi qualsiasi cosa, anche la più assurda. Non basta: attenti anche qualora i dati ci siano davvero ( cioè una volta su dieci ), spesso vengono fatti quadrare a seconda di ciò che è interesse mostrare. Un po' come alle medie quando, nei compiti in classe di matematica, si faceva uscire il risultato suggerito dai compagni nei modi più funambolici e fantasiosi. 1. Mostrare sempre i dati che si citano, 2. dire sempre CHI li ha prodotti 3. verificare con chi ha rapporti chi li ha prodotti. SOLO dopo si può ragionare, altrimenti sembra più opportuno non citarli del tutto.

Inserito 2 agosto 2011 ore 13:00
 
  • Michele Ferraudo
    #12 Michele Ferraudo

http://www.torino-lione.it/quaderni.htm Ai lavori dell'Osservatorio hanno partecipato anche due esperti nominati dalla Comunità Montana, Angelo Tartaglia ed Andrea Debernardi che è stato anche l'autore del primo storico studio sull'uso della linea ferroviaria storica ammodernata , quello di Polinomia. Debernardi concorda, almeno in parte, con i dati e con gli argomenti portati dalle Ferrovie nell'osservatorio e da sempre è un sostenitore della necessità di operare in Italia ana "cura del ferro". Debernardi predispone quindi la proposta F.A.R.E. che prevede la realizzazione delle Torino Lione per fasi. I no tav senza se e senza ma, invece di sconfessare i dati, con una scelta tutta politica, sconfessano Debernardi ed escono dall'Osservaotrio per la difficoltà a confrontarsi con elementi oggettivi e preferendo rifugiarsi in un no pregiudiziale ed ideologico. Resta il fatto che il primo studio a proporre di non realizzare il traforo di base potenziando invece la linea storica e l'autostrada è di Sitaf (Stef/Setec), cioè la concessionaria autostradale che è anche in diretta competizione con la ferrovia. C'è da chiedersi perché i "dati" di Ramella convincano solo politici italiani come Burlando che non hanno mai avuto grandi sensibilità ambientali, e non, ad esempio, quelli francesi.

Inserito 2 agosto 2011 ore 15:54
 

Io sto ancora aspettando i dati sul traffico merci sulla tratta Torino-Lione, gli unici che potrebbero dire se hanno ragione favorevoli o contrari alla TAV. Se non vengono postati dati, che dicano che su quella tratta c'è un aumento considerevole del traffico merci ogni anno, e non esistono, è inutile continuare la discussione e vuol dire solo che la TAV è una bufala pazzesca...

Inserito 2 agosto 2011 ore 16:30
 

Non trovo i dati sul traffico merci in quei 'quaderni'. Dove sono esattamente quei dati? Dove li ha letti? http://www.mdftorino.it/wp-content/uploads/2010/03/DecresciTAV-I-volumi-di-traffico.pdf Qui invece si sostiene che il traffico merci sia in forte calo in quella tratta, tra l'altro nel pdf sono presenti link a pagine del Dipartimento Federale dei Trasporti Svizzero che attestano e certificano tali cifre. Interessante anche questo articolo, che consiglio di leggere: http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/06/22/tav-linutilita-della-torino-lione-in-cifre/

Inserito 2 agosto 2011 ore 16:54
 

Infine, io trovo incredibile che in un paese ove ci sono immensi problemi relativi alla gestione idrogeologica del territorio, che è la vera Grande Opera su cui investire, si parli di una spesa simile per una cosa che non serve a nessuno. Ma del resto questo è il paese che avendo milioni di case sfitte, ancora perde tempo a cianciare di Piano Casa...

Inserito 2 agosto 2011 ore 17:21
 
  • Michele Ferraudo
    #16 Michele Ferraudo

Questo è il paese dove le ferrovie non si fanno. Al loro posto si mettono tante puzzolenti autostrade. Questo è un dato incontrovertibile: anche negli appennini si realizza la variante autostradale nel silenzio mentre tutte le proteste sono "orchestrate" contro il tav, che non costa di più ed inquina molto meno. Anche la Torino Lione, penso, non si farà, mentre faremo il raddoppio autostradale del Frejus ed il III valico, una ferrovia che piace ai no tav ed ai signori della gomma perché non contrasta con i loro interessi. E' meno utile della Torino Lione, infatti l'Europa non la finanzia ed i francesi non la vogliono proseguire verso Marsiglia, e non costerà neanche meno. Però, stranamente, lì il Gruppo Gavio, proprietario della Sitaf e leader del trasporto su gomma, nei fori "pilota" ha già montato traversine e binari senza che nessuno dicesse nulla. In quel caso, come per il raddoppio autostradale del Frejus, non si organizzano né marce né campeggi... Se l'Italia va a rotoli è colpa di una politica che non riesce a guardare oltre al proprio naso, e dei giornalisti che i "dati" non li trovano neanche se glieli metti sotto il naso. Leggendo i quaderni dell'Osservatorio si possono trovare tutti i dati, compresa la spiegazione della apparente flessione degli ultimi anni che è legata ai lavori sulla ferrovia ed alla politica tariffaria al Frejus, con la conseguenza dello spostamento dei transiti attraverso la Svizzera e Ventimiglia. Se davvero il traffico attraverso l'arco alpino, +10% nel 2010, non salirà, o non salirà solo in valle di Susa, perché Ramella e Ponti parlano di "alternative stradali" e nessuno si oppone al raddoppio del Frejus, come gli svizzeri al Gottardo e i valdostani al Bianco? Dopo gli scontri del 2005 è stato istituito l'Osservatorio proprio per verificare se le previsioni e gli studi che avevano convinto, anzi che rendevano entusiasti della Torino Lione tutti i comuni francesi e gran parte di quelli italiani, fossero giusti, oppure se davvero avesse ragione quella minoranza determinata di "esperti e amministratori" della media valle di Susa (in alta sono favorevoli). Era una bella occasione per capire, dati alla mano, se l'opera serviva e nel caso come e quando farla. Bene quando il confronto nei numeri entrava nel vivo i no tav "senza se e senza ma" sono scappati a gambe levate buttandola in politica. Così le amministrazioni no tav e la sempre più risicata maggioranza in Comunità Montana hanno ritirato i propri tecnici. E a quelli che non hanno accettato di "nascondere" i dati e di ribadire un irragionevole "no" hanno revocato gli incarichi, tolto il saluto e destinato minacce ed insulti. Angelo Debernardi, infatti, aveva elaborato l'unica alternativa al tunnel di base non targata Sitaf, lo studio di Polinomia. Era il lavoro sulla base del quale la Comunità Montana della Bassa Valle di Susa aveva basato la sua opposizione e che ancora oggi è il vangelo dei no tav. Aveva il pregio di non presupporre appunto "alternative stradali" e di essere estremamente rigoroso. Devo dire che l'unico aspetto veramente poco convincente era quello di prevedere l'aumento dei volumi, dei tonnellaggi e delle velocità sulla linea storica. Ciò se tecnicamente è possibile è nei fatti incompatibile con i paesi che quella ferrovia attraversa radente le case e con gli obbiettivi di risparmio energetico e dei tempi di percorrenza. Bene Debernardi, che fino ad allora era divinizzato dai no tav, sulla base delle evidenze proposte dalla controparte e di cui si era parzialmente convinto, elaborò il F.A.R.E., una proposta per fasi con progettazione unitaria che non esclude il tunnel di base anche se non lo considera in ogni scenario indispensabile. La scomunica dei no tav fu immediata e senza appello. Se volete il parere di un "ambientalista" che la pensa come gli ambientalisti del resto del mondo ecco la posizione di Paolo Candelari, piemontese di area nonviolenta e ambientalista. http://lists.peacelink.it/ecologia/2011/ 07/msg00017.html

Inserito 2 agosto 2011 ore 21:53
 
  • Michele Ferraudo
    #17 Michele Ferraudo

Ecco il link corretto: http://lists.peacelink.it/ecologia/2011/0 7/msg00017.html

Inserito 2 agosto 2011 ore 22:00
 

Ho capito, conta solo il parere di Candelari. Lui è l'unico ambientalista che capisce qualcosa, gli altri tutti fessi al servizio di Gavio. Comunque, mi confermi che il traffico sulla tratta di cui parliamo è in calo da anni, ma naturalmente solo "apparente". Questo aggettivo è stupendo, quando i dati sono sfavorevoli alle nostre tesi, basta definirli "apparenti" e il giochetto è fatto. E allora non ho capito di che stiamo parlando, tieniti pure le tue convinzioni, del resto quando uno fa il suo esordio dicendo che "un pezzo fazioso e pieno di menzogne come questo non lo avevo mai letto", solo perchè è avverso alle sue tesi, e poi non le supporta con un solo dato, credo si commenti da solo...

Inserito 2 agosto 2011 ore 22:22
 

Ancora non abbiamo il link dei dati sul traffico della tratta dell' osservatorio( non che valgano gran che da quel che ho letto di loro ). Già me li vedo i lavoratori all'osservatorio con un mega cannocchiale. Osservano... osservano tutto il giorno. Che bello. Anche il mio potere d'acquisto è stabile ( apparentemente ) da anni. Eppure , concretamente, quando vado a fare la spesa non mi sembra così stabile. Mi sa che all'osservatorio hanno iniziato a darsi all'alcolismo causa noia. Le ferrovie non si fanno? Evviva. Se non ce n'è bisogno è meglio non farle. Lei può anche operarsi di appendicite, ma se non è necessario, perchè farlo? Chiaro, se il medico prende una provvigione magari insisterà. Libero di farlo, a patto che la sua operazione non la paghi anche io. La tratta ferroviareia non basta? le linee sono sature? Beh le merci arriveranno in ritardo. Ritardo di 15 minuti? Di 1 ora? Di 5 ore? Chissenefrega. Facciano gli ordini 5 ore prima. Non deve essere fatta nessuna infrastruttura se non necessaria, sia essa ferroviaria, autostradale o ponte spaziale. Nè tav nè autostrade. Tanto lo sappiamo in italia a chi giovano queste infastrutture. Ai soliti furbetti dell'appaltino... e basta. La Torino Lione non si farà, questa è l'unica cosa chiara a tutti (anche a quelli che insitono perchè devono rpendersi la mega mazzetta). E questa è cosa buona e giusta. Si sperperino i soldi, a patto che non siano anche miei.

Inserito 2 agosto 2011 ore 22:33
 

Il bello è che qualcuno ancora crede che queste infrastrutture servano a qualcosa che non sia il solito giro di mazzette. L'Italia è un paese morto, sotto il peso delle tangenti, ma questi ancora parlano di infrastrutture necessarie. Sì, ai politici...

Inserito 2 agosto 2011 ore 22:39
 
  • Michele Ferraudo
    #21 Michele Ferraudo

Fatemi capire. Il parere dei francesi non conta. I comuni tra Lione e Modane, dove hanno già realizzato tre discenderie, sono tutte vittime inconsapevoli di un raggiro. In Francia ambientalisti, Enti Locali e Centrali sindacati ed imprese hanno idee ed interessi diversi, solo sulla Torino Lione esprimono un si convinto ed unitario. Ma non conta. Irrilevante è che in Italia sostengano la nuova linea la maggior parte dei comuni interessati dal tracciato: tutti a ovest di Gravere e a Est di Avigliana, ma sono favorevoli in valle di Susa proprio quelli più coinvolti dai lavori; Susa, Chiomonte e Buttigliera Alta. Sempre nella media valle, la culla del no tav, sono favorevoli anche Condove e Borgone, nei quali i cittadini alle ultime elezioni hanno abbandonato maggioranze di sinistra che perduravano da decenni pur di mandare a casa i no tav. Estremamente critici con la linea dura del "no" ci sono anche S.Antonino e Almese i cui sindaci sono sovente oggetto di dileggio e minacce da parte del movimento. Dei due esperti nominati dalla Comunità Montana nell'Osservatorio per opporsi all'opera il tecnico "ha tradito" passando tra i "possibilisti" ed ai no tav è restato solo il politico, già noto per essersi opposto alla metropolitana di Torino, che batte in ritirata nell'impossibilità di reggere il confronto. Nonostante Burlando, Scajola ed il senatore Grillo, che sono ormai icone del movimento no tav con il ras delle autostrade Vito Bonsignore, l'Unione Europea continua a ritenere il nuovo collegamento ferroviario tra Lione e Torino strategico. Chi sarebbero i custodi di una verità tanto evidente quanto incompresa? 21 amministrazioni la cui sensibilità ambientale è evidente anche solo "sorvolando" con google earth la distesa di capannoni, sovrappassi e villete che domina la valle. Questi "illuminati" amministratori conducono la loro battaglia con il supporto di alcuni esperti: liberisti che abolirebbero anche la mutua e sedicenti metereologi che predissero che il 2011 sarebbe stato l'anno più caldo e secco degli ultimi 100 anni! Ora si può pensare che in questo quadro le opinioni favorevoli, tra le quali sono irrilevanti quella di Candelari, ed ancor più la mia, non siano sufficienti a convincere chi firma questo articolo della bontà della nuova linea ferroviaria. Un pezzo, però, che pensa che la cosa giusta sia avere la "mente sgombra da possibili implicazioni derivanti dalla fede politica" e "andare a sentire cosa dicono gli esperti" forse un qualche riferimento agli argomenti della stragrande maggioranza che appoggia l'opera avrebbe ben potuto farlo per non essere fazioso. O no?

Inserito 2 agosto 2011 ore 23:37
 

Per quel che mi riguarda, no. Il parere dei francesi conta meno di zero. Hanno anche le centrali nucleari, i francesi. E sono tutti tres content. Io non le voglio le centrali, e il fatto che loro ne siano entusiati mi fa francamente una pippa. La mia stima dei metereologi è quasi pari a quella dei dipendenti degli osservatori e poco al di soltto di quella dei francesi (non che sia fiero di essere italiano, anzi), faccia lei. L'articolo sinceramente non l'ho letto, e quindi mi astengo dall'esprimere opinioni.

Inserito 3 agosto 2011 ore 00:22
 

Se tu mi postassi dati che comprovano un aumento molto rilevante del traffico merci nella tratta di cui parliamo, non avrei difficoltà a darti partita vinta. Purtroppo, non puoi farlo. E gli enti locali di cui parli, favorevoli al progetto, lo sono sulla base di un loro interesse particolare, che non è quello dei cittadini italiani. Che dovrebbero accollarsi altri 15-20 miliardi di tasse per avere, nella migliore delle ipotesi 335 milioni di euro di finanziamenti e nella peggiore la solita abbuffata di tangenti che contorna queste opere. Qui a Roma, ancora stiamo piangendo per i Mondiali di calcio del 1990...

Inserito 3 agosto 2011 ore 09:46
 
  • Michele Ferraudo
    #24 Michele Ferraudo

E' un bel dialogo tra chi commenta articoli ammettendo di non averli letti e chi ignora i link postati. Proprio non capisco, però, quale interesse particolare difendano le amministrazioni francesi, né perché sia contrario a quello dei cittadini italiani. Così come sarebbe interessante capire come si faccia a dire che l'opera costerà all'Italia 15/20 miliardi, né perché i finanziamenti europei sarebbero solo di 335 milioni. Probabilmente è scritto in un articolo che viene citato e commentato senza neanche averlo letto. E' però chiaro che c'è chi vorrebbe avvicinare l'Italia alla Francia ed alla Svizzera e chi si ferma a Eboli, o meglio, alla periferia di Lamezia Terme, quella che più si avvicina al panorama dipinto in valle di Susa dalle amministrazioni no tav che hanno gestito il territorio in questi decenni.

Inserito 3 agosto 2011 ore 11:52
 

Per quanto concerne i finanziamenti, posto un breve estratto di un articolo di Repubblica "...mancano solo due settimane alla scadenza di fine giugno, entro il quale il cantiere deve essere aperto per non perdere i 671 milioni di euro di fondi comunitari." Potrei postarne decine di altri, ma credo basti questo a rendere nota l'evidenza. Poichè la cifra va divisa con la Francia, fa 335, ma anche se fossero 671, rimane la spesa da affrontare, da 15 miliardi almeno. Debbo postare qualcosa anche a questo proposito?

Inserito 3 agosto 2011 ore 11:59
 

io ho solo questionato il suo commento, forte della montagna di dati che - a tutt'ora - ancora non ho visto...

Inserito 3 agosto 2011 ore 15:22
 
  • Michele Ferraudo
    #27 Michele Ferraudo

Quel finanziamento si riferisce solo alla galleria geognostica, forse prima di "informare" sarebbe bene "documentarsi". L'opera verrà finanziata per un terzo dall'Italia, per uno dalla Francia e per il terzo dall'Europa. Visto che i conti verranno tenuti anche dalla Francia e dall'Unione è ragionevole ritenere che i costi non salinranno. All'italia resterà un costo corrispondente ad un pacchetto di sigarette all'anno per italiano lungo 30 anni. Non molto per risparmiare alcune tonnellata di gas serra e qualche migliaio tra tumori ed incidenti stradali.

Inserito 3 agosto 2011 ore 15:44
 

Sicuro sicuro? Peccato che spulciando in rete, si trova ad esempio questo: "Recentemente la commissione europea, con il compito di valutare l'andamento dei lavori di costruzione e quindi dei relativi fondi da stanziare, ha affermato che saranno sicuramente rivalutati. Infatti alla domanda di quanto saranno tagliati i fondi, rispondo di non aver ancora valutato la percentuale ma che sicuramente il taglio sarà sostanzioso. " Solo per dirne una...

Inserito 3 agosto 2011 ore 16:01
 

Dal Fatto Quotidiano, invece c'è questa cosetta interessantissima: "Ed ecco la sorpresa: viene allo scoperto quello che gli esperti sapevano già da tempo, cioè lo scetticismo del ministro dell'Economia Giulio Tremonti a impegnare soldi in un'opera che non considera né può considerare prioritaria neanche nell'ambito delle Grandi Opere, premuto come è dalle altre lobby regionali (come quella ligure, veneta e friulana) per tutti i vari progetti ?europei? in panne. Come un coniglio dal cappello, è il caso di dirlo, escono e prendono piede, soprattutto sui giornali del fine settimana, ipotesi di ridimensionamento drastico del progetto Tav. Una linea leggera e low cost che, secondo La Stampa, ha l'approvazione del governo francese e delle Ferrovie dello Stato. Si usano addirittura argomenti dei No Tav, come quello che la linea storica esistente non ha problemi di saturazione e che non li avrà per almeno 20 anni, poi si vedrà. Il ridimensionamento - resterebbe da realizzare soprattutto il megatunnel transfrontaliero, ridotto però a una canna sola - servirebbe a far sì che la Francia e Bruxelles si possano accontentare che l'Italia prometta di spendere 4 miliardi e mezzo anziché 8 e mezzo. Si ricordi che non solo i tecnici No Tav, ma tutti gli addetti ai lavori, moltiplicano sempre questa cifra quasi per 3, nel caso si proceda."

Inserito 3 agosto 2011 ore 16:05
 

Anche questo è interessante e, cosa strana, si parla sempre di 670 milioni, da lì non si scappa: "La decurtazione dei contributi è mimetizzata in un comunicato stampa di ieri in cui l?Unione Europea si felicita per l?avvio dei lavori a Chiomonte (ehm, trattasi di tunnel esplorativo, non dell?opera vera e propria), ribadisce l?importanza della Tav Torino-Lione e il suo sostegno. Nelle ultimissime righe accenna al fatto che, in seguito ai ritardi fin qui accumulati, in autunno bisognerà rivedere i finanziamenti. Non si ipotizzano cifre. Ma il quotidiano torinese La Stampa, solitamente ben informato in materia, dà per perduti e irrecuperabili 100-400 milioni su 670. Continuano a ripeterci che al di là delle Alpi i francesi vanno avanti a passi da gigante. Balle. Luca Mercalli (volto televisivo a fianco di Fazio in ?Che tempo che fa?) scrive su Il Fatto Quotidiano: Tre discenderie, hanno fatto a Modane, sono tre pozzi esplorativi per vedere com?è la roccia, non c?è uno straccio di tunnel nemmeno in Francia. Ma pensate che se fosse così (se cioè i lavori fossero a buon punto, ndr) i francesi starebbero zitti? La portaerei Charles de Gaulle incrocerebbe già a Savona con i missili puntati su Chiomonte" Insomma anche La Stampa, che non credo sia accusabile di simpatie No-TAV parla di 670 milioni. Che è la cifra che fanno tutti. Tutti, tranne il nostro interlocutore che, sicuramente, ha visto che noi comuni mortali...

Inserito 3 agosto 2011 ore 16:13
 
  • Michele Ferraudo
    #31 Michele Ferraudo

Che esistano articoli contro la Torino Lione pieni di imprecisioni non è una novità, né lo è che Burlando, Bossi e Tremonti facciano parte di una lobby che la contrasta preferendole il raddoppio del traforo autostradale, che Tremonti ha autorizzato, ed il III valico, anche esso finanziato nonostante le gravi irregolarità del consorzio ed il fatto che i francesi non ne vogliano sapere di avere più treni radenti le case in costa azzurra. La scelta del Governo Berlusconi, fino ad ora, è stata chiara: avanti con il sistema dell'alta velocità italiana, con i general contractor e nessuna analisi costi benefici. Tutto fermo, invece, sul fronte dell'Alta Velocità europea. Non hanno neanche ancora firmato la nuova convenzione. I sindaci no tav della valle di Susa sono andati a complimentarsi con Burlando, anche se non esiste nessun dato paragonabile a quelli della Torino Lione che dimostri l'urgenza del III valico. Bisogna leggere i documenti ufficiali, come i quaderni dell'osservatorio e cercare le fonti, altrimenti si realizza una rassegna stampa delle falsità e delle imprecisioni che si dicono sul tav. Che il contributo "complessivo" sia di 600 milioni è una di queste falsità, così come il fatto che l'opera costerà all'Italia 15/20 miliardi di euro. Sono cifre campate per aria. Esiste, ad ogni buon conto, una analisi costi benefici che i soliti Ponti e Ramella hanno già commentato. Basta leggere le loro critiche per capire che l'alternativa che propongono sono tir e aerei. Può darsi che guardando solo alla remunerazione immediata del capitale finanziario privato abbiano ragione, ma la responsabilità della politica è di guardare anche oltre, considerando la qualità della vita, i costi storici delle malattie e dell'inquinamento oltre che la prospettiva dell'esaurimento dei combustibili fossili. Anche con questa valutazione la Torino Lione è valida pur considerando per buone le previsioni di Ramella e Ponti. Previsioni che sono, invece, tutt'altro che scontate.

Inserito 3 agosto 2011 ore 16:36
 

Io trovo incredibile queste affermazioni: "Bisogna leggere i documenti ufficiali, come i quaderni dell'osservatorio e cercare le fonti, altrimenti si realizza una rassegna stampa delle falsità e delle imprecisioni che si dicono sul tav." Naturalmente Il Fatto Quotidiano, la Stampa, le migliaia di articoli che si possono trovare sul web, sono tutte falsità ispirate dalla lobby Burlando - Tremonti - Bossi. Ci manca solo la Spectre, la CIA e la Banda Bassotti, poi siamo a posto. Tutte le fonti di stampa riportano la cifra di 671 milioni, ma quella è una falsità. Insomma, solo il nostro amico ha la Verità in mano, ma non ci vuole far vedere i dati che la concretizzano. Insomma, siamo al Quinto Segreto di Lourdes e dobbiamo aver fede, tanto prima o poi anche noi miscredenti saremo illuminati...

Inserito 3 agosto 2011 ore 17:21
 
  • Michele Ferraudo
    #33 Michele Ferraudo

Scherzate vero? Il Fatto sarebbe una sorta di Albo Pretorio? Non contano i deliberati di Enti Locali, Governi e Unione Europea ma gli articoli di giornale? La verità è molto più semplice: 20 amministrazioni locali su alcune centinaia interessate si oppongno al Tav appoggiate dalla lobby delle autostrade e da una minoranza esigua ma "rumorosa" di cittadini ed esperti. Se dovessimo però tenere per buone le cronache de "La Stampa", il movimento no tav sarebbe solo un covo di terroristi. Mi dispiace ma l'informazione si dovrebbe fare cercando le fonti ed i dati veri, non citando altri giornali o giornalisti.

Inserito 3 agosto 2011 ore 23:08
 

Cercare fonti e dati veri... Per favore ci indica ESATTAMENTE dove ha trovato i DATI sul traffico reale nel sito dell'osservatorio ( e quattro ) ?

Inserito 4 agosto 2011 ore 09:52
 
  • Michele Ferraudo
    #35 Michele Ferraudo

Mi ripeto: http://www.torino-lione.it/quaderni.htm Non le sarà difficile spostare la freccia che vede sul monitor del suo pc manovrando il mouse fino alla scritta download sotto l'evocativo riferimento "quaderno 2 scenari di traffico" Vedrà il puntatore trasormarsi in manina e con un paio di click sarà in possesso di dati, valutazioni e scenari prodotti in modo condiviso. A questo punto non resterà che leggerli. Tuttavia che la costruzione di una nuova ferrovia dipenda da quanto traffico percorra quella vecchia è quanto meno riduttivo. La logica, infatti, è quella di trasferire su di un percorso meno energivoro ed impattante le merci che si muoveranno in futuro su di un determinato asse, oltre che quello di favorire gli scambi tra le aree che attraversa. Almeno questa è la logica dei TEN, fortemente voluta dall'Unione Europea che è espressione di governi democraticamente eletti e che si prefigge, anche con questo strumento, di creare una unione che non sia solo monetaria. Non realizzare quegli obbiettivi sarebbe un grave errore, anche se si pensasse che fosse meglio limitarsi ad usare tir e aerei per gestire volumi che si prevedano essere, comunque, costanti. In ogni caso, seguendo i lavori dell'Osservatorio nei primi quaderni si vedrà che TUTTI i tecnici, anche i no tav, hanno confermato che la linea storica è destinata a saturarsi, solo che gli oppositori spostano di qualche decennio la data limite ed escludono di attuare politiche immediate di disincentivo del traffico stradale. Se guardiamo all'esperienza di Francia e Svizzera vedremo che gli effetti del TGV, del tunnel sotto la Manica o della TAC sono enormi in termini di riduzione di gas serra, inquinamento, incidentalità e che contribuiscono al rispetto dell'ambiente ed alla qualità della vita. Se però, cone una protesta civile e non violenta, si convincessero non solo la minoranza di un pezzetto di valle di Susa, ma tutta Europa, o anche solo una quota significativa della polpolazione, ma riferita a tutto il percorso, la Torino Lione sarebbe già stata bloccata da tempo. E se le ragioni del no sono così oggettive, universali e non legate alle contingenze locali e soprattutto evidenti, perché a valle di Modane nessuno le sostiene? La ricerca italiana è afflitta dal fenomeno dei cervelli in fuga, poiché i nostri ricercatori sono estremamente apprezzati all'estero. Perché dalla Francia nessuno ha mai pensato di chiamare Ramella e Ponti per spiegare che il TGV o l'eurotunnel sono antieconomici? Se la mafia ed il malaffare albergano soprattutto in Italia perché l'opposizione al TAV è così forte solo e proprio qui? Abbiamo trasformato questa discussione in un dibattito sull'utilità del Tav. La mia domanda era, invece, se in un pezzo che voglia essere oggettivo informandosi da chi ha studiato il problema, sia corretto riferisris al solo pensiero di Ramella.

Inserito 4 agosto 2011 ore 14:47
 

Vediamo i DATI e non le proiezioni: Traffico merci ai valichi di Francia ( ferrovia ) -24,4% tra il 1999 ed il 2004 (molto recenti devo dire). p.s. le previsioni, poi, si basano su IPOTESI GIÀ SMENTITE DAL TEMPO: si da per scontata una crescita del PIL italiano del 1,8% / anno fino al 2020; 1,5% / anno oltre il 2020. Basti questo per capire che si tratta di proiezioni totalmente ridicole.

Inserito 4 agosto 2011 ore 15:26
 
  • Michele Ferraudo
    #37 Michele Ferraudo

Allora i dati c'erano!!!! Resta da chiedersi se le merci che si sono spostate in quel periodo sono diminuite, oppure se quella riduzione di transiti dipende dai lavori sulla ferrovia storica. Ed è davvero ragionevole, e soprattutto auspicabile, pensare che nei prossimi anni il PIL scenderà o resterà costante? E questa "smentita", con precisione, dove sarebbe riportata? E perché i tecnici no tav, nel tavolo dell'osservatorio, finché erano presenti, non l'hanno fatta notare? E se le mie considerazioni sono ridicole, perché ridono solo nei 30 km tra Susa ed Avigliana e non nel resto del tracciato? Comunque, insisto, basterebbe far ridere anche i francesi e la questione sarebbe risolta. Invece, guarda caso, dove i signori della gomma e del nero funo son meno potenti nessuno ride e tutti si preoccu0pano della follia tutta italiana di far viaggiare le merci su rumorosi e puzzolenti tir... Perché, con buona pace degli ambientalisti che viaggiano in Suv, i treni e le metropolitane sono meglio di Tir, automobili e aerei.

Inserito 4 agosto 2011 ore 15:48
 

E me li chiama dati quelli? Dire "come dicono i dati" in riferimento a quei tre numeri che risalgono al più al 2004, e che tra l'altro dicono esattamente il contrario di ciò che si vuole dimostrare, mi sembra quantomeno avventuroso. L' andamento del PIL italiano dal 2004 non è un'ipotesi, è storia: 1,1 0,0 1,9 1,9 -1,0 -5,0 1,3 (dati istat). Il paese è a concreto rischio fallimento (oggi). Le ipotesi dell'osservatorio ( che osserva evidentemente con troppo ottimismo ) sono GIÀ smentite dai fatti. Tutte le proiezioni che legge su quel quaderno si basano sul quel pil presunto e - oggi lo possiamo dire - sbagliato. L'ottimismo del pil è una delle principali critiche ai dati dell'osservatorio da parte dei no tav e dei critici al progetto. Lei da una parte ce l'ha a morte con la lobby della gomma (sacrosanto, non voglio farle nemmeno io le autostrade), ma sta servendo il maialino caldo alla lobby degli appalti pubblici. Noi non vogliamo ne tav ne autostrade. La direttrice è più che sufficiente così.

Inserito 4 agosto 2011 ore 16:05
 

C'è da rimanere basiti. Si vorrebbe imporre ad un paese che già ha una mano davanti e una di dietro un progetto che costerebbe nella più ottimistica delle ipotesi una finanziaria. E dico ottimistica, perchè nel nostro paese, tutti lo sappiamo, le cose iniziano, ma non si sa quando e come vengono finite. E lo si vorrebbe imporre per portare delle merci che non si sa nemmeno quante siano, visto che c'è un calo generalizzato su quella tratta in atto da anni, in modo da risparmiargli alcune ore di tragitto. Ma scherzate o dite sul serio?

Inserito 4 agosto 2011 ore 16:15
 

Visto che dal 99 al 2004 il traffico è calato del 24% e visto che prevediamo - non si sa bene perchè - che cresca un botto nei prossimi anni (sempre posto che il pil cresca come prevediamo noi, cosa del tutto sbagliata) allora va fatta assolutamente, anche se stiamo per fallire a livello paese. Io li farei lavorare quelli dell'osservatori, sarebbe la peggiore delle punizioni.

Inserito 4 agosto 2011 ore 16:22
 
  • Michele Ferraudo
    #41 Michele Ferraudo

Mi permetto di insistere. A parrole siamo sempre tutti contro le lobby delle autostrade, però nessuno spiega mai perché solo in valle di Susa si riesca a fare un raddoppio autostradale da 13 km di buco per 10 di diametro senza che voli mosca mentre nelle altre realtà simili non si riesce causa opposizioni delle popolazioni locali. Non è che in valle di Susa si sente l'influenza dell'utilizzare studi e proiezioni realizzati da chi pensa che l'alta velocità europea sia l'aereo con molte piste e poche regole, ovvero che i tir siano generalmente più convenienti dei treni? Non è che a leggere sempre e solo dati e studi di quella lobby sene viene influenzati? I sindaci no tav sono andati in pellegrinaggio da Burlando, plaudendo all'idea di far passare per Milano e Genova il corridoio 5, anche se in francesi insistono nel dire che volgiono passi da Lione e non dalla Costa Azzurra. I no tav raccontano di aver trovato un politico serio, che ragiona e che non scappa dal confronto. Io ricordo che fu il ministro dei trasporti che, contro ogni evidenza, nonostante l'opposizione dell'Europa e senza prendere in considerazione le proteste dei comuni interessati, volle ed attuò Malpensa2000, un inutile disastro, dimenticato, ma costato alle esangui casse dell'Italia ben più della Torino Lione. Resta, poi, sullo sfondo, la solita domanda: perché paesi dove il PIL cresce, si lavora meno e si guadagna di più respirando aria più pulita che in Italia le posizioni di Ramella e Ponti hanno così poco ascolto? Può essere che la ragione sia che investire l'importo di "una" finanziaria in un'opera che porterà vantaggi per centinaia di esercizi non è poi una idea così stupida? Avete idea di cosa si spenda per riasfaltare strade e autostrade? E quanto incida sui quei costi la frequenza ed il peso dei veicoli in transito? O a quanto ammontino i costi legati agli incidenti stradali? Davvero un pacchetto in meno di sigarette all'anno a testa per qualche decennio in cambio del risparmio di tonnellate di gas venefici sono un investimento che l'Italia non si può permettere? Permettetimi di dubitarne e di pretendere che un articolo obbiettivo dia almeno conto di questi argomnenti.

Inserito 4 agosto 2011 ore 17:21
 

Anche a fatti. Mi dica dove manifestare contro gli ampliamenti autostradali e partecipo immediatamente.

Inserito 4 agosto 2011 ore 17:46
 

Scusi Ferraudo, lei continua a parlarmi di Burlando (ma per caso le ha fatto qualcosa a livello personale?) del quale a me non può fottere di meno, visto che non ho alcuna simpatia per lui o per il suo partito. Ma se il signor Burlando dice una cosa giusta, io ne prendo atto, visto che la penso come quel tizio il quale affermava che la verità è rivoluzionaria. E la verità, sino a che lei non mi dimostra il contrario, dati alla mano, è che di fronte ad un calo di traffico merci in una determinata tratta, non si debbono buttare miliardi e miliardi di euro, solo perchè qualcuno deve ricavarci bustarelle. Chiaro?

Inserito 4 agosto 2011 ore 18:00
 
  • Michele Ferraudo
    #44 Michele Ferraudo

No, non è per nulla chiaro. Per evitare di gettare i soldi pubblici e per non fare scelte dettate solo da chi vuole ricavarne mazzette penso sia meglio valutare le posizioni prevalenti in Svizzera, Francia e Germania e con più diffidenza quelle di una classe politica italiana certamente non brillante. Può darsi che questa volta Bonsignore, che giudica inutile il Tav, abbia ragione e torto invece il radicale Silvio Viale o la Bresso o Chiamparino che invece lo vogliono. Solo che stento a crederlo e quindi vorrei capire bene... Allo stesso modo il fatto che Burlando sostenesse Malpensa naturalmente non significa che abbia torto oggi a preferire il terzo valico alla Torino Lione, Né che i politici della valle del Rodano abbiano ragione oggi a volere trafori ferroviari di base e torto quelli della valle di Susa che preferiscono il raddoppio autostradale del Frejus solo perché i primi hanno saputo tutelare le loro montagne mentre i nostri hanno costruito disordinatamente ovunque. Diciamo che la stato dell'ambiente, dell'uso del suolo e dei trasporti in Italia non sono una prova ma sono comunque gravi e concordanti indizi. Per cui, senza evidenza contraria, resterò un fiero fautore di una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione che attraversi le alpi con un tunnel di base lungo quanto basta e che corra sotto terra in modo da non interferire con le attività ed i centri abitati.

Inserito 4 agosto 2011 ore 18:54
 

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