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Uranio Impoverito Usato Anche In Libia Contro Gheddafi?


11 maggio 2011 ore 00:43   di max  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 420 persone  -  Visualizzazioni: 662

Hanno cominciato ad operare da pochi giorni nella guerra in Libia i caccia anticarro A-10 "Thunderbolt" statunitensi,con missioni di ricerca e distruzione dei blindati dell'esercito di Gheddafi.Ma il loro uso ha destato interesse e soprattutto preoccupazione nella comunità internazionale, considerato il tipo di armamento che questi apparecchi montano.

Gli A-10 infatti utilizzano proiettili all'uranio impoverito,capaci di perforare anche le corazzature più spesse,presenti su blindati e carriarmati.Ma i proiettili sparati,all'impatto col bersaglio,rilasciano una nube di microparticelle radioattive,dagli effetti cancerogeni sugli organismi degli individui che,anche a distanza di tempo,possono inalare le stesse particelle nell'aria.Il Pentagono si è comunque rifiutato di fornire i dettagli dell'utilizzo dei jet in Libia,limitandosi a confermare il loro utilizzo.


Ma cos'è l'uranio impoverito?e perche ha un cosi ampio utilizzo anche in ambito militare?L'uranio impoverito è uno dei materiali di scarto del procedimento di arricchimento dell'uranio estratto.Un materiale dalle particolari e specifiche proprietà come:l'elevato "peso specifico" ,la capacità di assorbire elevate quantità di radiazioni e infine la sua grande abbondanza e quindi disponibilità da parte dei paesi che utilizzano energia atomica,recuperandolo dalle centrali nucleari.Esso trova applicazione in ambito civile e medico,lo possiamo trovare anche in mazze da golf e yacht o barche da regata.Ma queste caratteristiche lo rendono adatto anche all'uso militare,soprattutto nelle munizioni anticarro(quelle usate dagli A-10)sia nelle corazzature dei mezzi.La sua alta densità lo rende adatto all'utilizzo nelle munizioni anticarro e antibunker,rendendo il proiettile non solo più veloce perchè più stabile,ma anche più pesante,permettendogli di attraversare anche le più moderne corazzature.

Il cannone "Avenger",montanto sull'A-10,può sparare anche 4200 di questi proiettili,ognuno dei quali contiene circa 272 grammi di uranio impoverito,rendendo l'A10 uno dei più efficienti "ammazza-carri" dell'aeronautica militare statunitense,largamente usato fin dai primi anni '90 in Irak e successivamente in Bosnia e Kosovo.Vengono usati anche in Afghanistan,anche se in maniera assai più limitata,non disponendo i Talebani di mezzi corazzati.Ma in Libia il tipo di missione richiederebbe l'uso di queste armi,per stanare e distruggere i carriarmati del regime,nascosti nei centri abitati;costringendo i piloti a cercare e neutralizzare "uno ad uno" i bersagli usando le famigerate munizioni all'uranio impoverito.

Lo stesso Pentagono,in diverse occasioni,si è affrettato a dichiarare che l'uso di queste munizioni provoca una radioattività dai livelli irrisori.Concentrazioni potenzialmente cancerogene più basse di quelle riscontrabili in natura in rocce o superfici naturali.Ma studi,recenti e meno recenti,come quelli sulla prima guerra del Golfo e sulla sindrome omonima,mettono in guardia dagli effetti devastanti che l'uso di queste armi provocano sull'uomo che si trova nei luoghi in cui vengono utilizzate,anche a distanza di anni,provocando tumori in particolare ai reni,che assorbono la radiottavità disciolta nel sangue.In Italia,ci sono stati casi di militari italiani che si sono ammalati dopo essere rientrati da missioni all'estero,in particolare nei Balcani.Non i tutti i processi per danni biologici che ne sono seguiti è stato dimostrato il "nesso causale" tra le esposizioni alle polveri e le patologie riscontrate,ma l'esercito italiano ha già,in diversi casi,risarcito i militari malati o le loro famiglie su disposizione dell'autorità giudiziaria.

Per appurare eventuali responsabilità dell'esercito e dei suoi responsabili il governo italiano ha istituito inoltre una commissione d'inchiesta al Senato per far luce sulla vicenda, i cui lavori si sono conclusi nel marzo del 2006,con conclusioni a volte discordanti.E nel marzo 2010 il consiglio dei ministri ha deliberato gli indennizzi spettanti ai diversi militari,che sono stati impegnati non solo nelle missioni all'estero,ma anche nei vari siti stoccaggio e nei poligoni o che sono comunque entrati in contatto con l'uranio impoverito.E' quindi normale l'apprensione da parte della comunità internazionale e della NATO per l'utilizzo di questo materiale nei vari scenari di guerra,senza esclusione di quello libico.

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Commenti

 
  • jj
    #1 jj

L'uranio impoverito non proviene dalle centrali nucleari ma dagli impianti a diffusione/centrifughe/laser che servono per arricchire l'uranio naturale dell'isotopo 235 in modo che possa avvenire la fissione nucleare nei reattori civili; quello che avanza dall'arricchimento (circa l' 85%) è quello impoverito. Le radiazioni che emette un blocco solido come un proiettile NON sono pericolose (particelle alfa), bastano i vestiti a schermarle. Purtroppo se viene vaporizzato nell'urto, respirato come aereosol e trasportato dal sangue, visto che bombarda il corpo dall'interno e ovunque... è un problema. Inoltre, se non sbaglio, non viene eliminato agilmente ma bensì accumulato nel corpo umano...

Inserito 11 maggio 2011 ore 07:49
 

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