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Vedi Napoli, E Poi Muori... Di Cosa?


4 luglio 2011 ore 17:07   di solemare  
Categoria Attualità e Gossip  -  Letto da 413 persone  -  Visualizzazioni: 660

“Vedi Napoli, e poi muori” citava Goethe, letterato, filosofo, critico d’arte, scienziato nonché uomo politico tedesco della fine del ‘700 inizi dell’800. Che Goethe abbia avuto anche poteri paranormali tali da predire il futuro, non trovo nota da nessuna parte. Eppure la sua celeberrima frase “Vedi Napoli, e poi muori”, che dà anche il titolo ad un film – documentario di Enrico Caria, è stata utilizzata ed interpretata in vari modi. C’è la corrente dei positivi, artisti o poeti che interpreta questa frase come un invito a visitare questa bellissima città prima di morire. C’è la corrente dei pragmatici che interpreta “Vedi Napoli, e poi muori”, trovando in essa la purulenta piaga della camorra napoletana; "se la prima volta t'è andata bene non è detto che la seconda sia lo stesso. C’è chi invece adduce alla diossina sprigionata dagli incendi di tonnellate di spazzatura, la cronaca di una breve vita.

Sta di fatto che Napoli è ancora oggi, dopo 17 anni, al centro della cronaca quotidiana per l’emergenza rifiuti. Già nel 1994 il Governo, con a capo l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Carlo Azeglio Ciampi, nominò un Commissario Straordinario per il dichiarato stato di emergenza rifiuti. Tra il 1994 ed il 1996, la gestione dell'emergenza rifiuti passò attraverso la requisizione di diverse discariche private dislocate in tutta la ragione Campania. In seguito furono affidate in gestione all'ENEA.


Le cause alla base dell’emergenza rifiuti, sono da imputarsi a molteplici ragioni che vanno da errori tecnico-amministrativi e di interessi politici passando da errori industriali ed effetti malavitosi finendo poi nella ineducazione civile di taluni napoletani che, purtroppo, non perdono l’abitudine di gettare per strada materassi, mobili, copertoni d’auto e quant’altro proibito dalla legge. La raccolta differenziata, che di tanto aiuto è - e potrebbe maggiormente essere per il nostro pianeta e per la nostra salute -, non è ancora entrata a far parte della mentalità napoletana. Da questo concetto malavitoso ed incivile prende fuoco la reazione della Lega Nord a cui non è bastato aver votato contro il decreto che consente alla Campania accordi bilaterali con altre regioni per il trasferimento dei rifiuti, ma rincara la dose con le parole del ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, che si propone come commissario per l’immondizia a Napoli: «Sì, ma con il lanciafiamme», spiega il leghista «così libero le strade se non riesco a fare i termovalorizzatori».

Il decreto ha comunque ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri, nonostante il “no” della Lega.
Secondo le nuove norme, la Campania potrà ora trattare direttamente con le singole Regioni per il trasferimento dei rifiuti. Ma secondo le critiche, un provvedimento inutile nella sostanza, in quanto "scarica" sulla Campania la responsabilità di gestire gli accordi, e lascia le Regioni libere di dire "no". Immediata arriva la replica del Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Vasco Errani, il quale, esaminata la bozza proposta dal governo ritiene che non risolva nella sostanza il problema venutosi a creare.
Lo stesso Errani aveva auspicato che tutti affrontassero l'emergenza.
"Non posso ancora fare commenti di tipo ufficiale": aveva detto. "Tuttavia, a livello personale, credo che l'unica strada sia quella di tipo istituzionale, dove tutte le realtà della Repubblica diano la loro piena disponibilità per arrivare a una soluzione della vicenda".
Errani si era anche augurato che ci fosse "l'impegno comune del governo a farsi garante del processo e delle regioni e che, nei tempi certi, ci sia un piano che assicuri l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti".
Da qualsiasi parte il problema venga visto e discusso, si parla comunque di scarica barile e di provvedimenti “Pilateschi”, così come anche il neo sindaco napoletano, Luigi De Magistris, lo definisce.

Si profila dunque un duro scontro con la Lega. Ma Bossi, per il momento, mantiene il punto: “ noi siamo contrari. Facciano un accordo con le regioni limitrofe. Occorre che Napoli tratti con ciascuna regione". Il Senatur aggiunge: "Penso che le Regioni del Nord non accoglieranno i rifiuti della provincia di Napoli".
"I napoletani, non hanno imparato la lezione. Noi il problema dei rifiuti lo abbiamo già risolto una volta e ora i rifiuti sono ancora per strada".
Ad oggi, sembra che poche Regioni, soprattutto del sud Italia, abbiano dato il via libera allo scarico.
Al di là delle considerazioni politiche e dell’inappropriato linguaggio Leghista, Napoli e napoletani devono comunque imparare non solo a non sottostare alle imposizioni della malavita organizzata che, visti i fatti, oltre a dare un immagine sporca della città sta mettendo a grave rischio la salute pubblica, soprattutto quella dei bambini, ma devono imparare anche a comportarsi, ad adeguarsi alle leggi, che valgono per tutti. La raccolta differenziata non è un “privilegio” per pochi ma è un diritto/dovere di tutti. Comincino da questi due piccoli accorgimenti e chissà che un giorno di Napoli non si possa parlare solo ed esclusivamente per la sua bellezza, il suo mare, la sua arte, la sua cucina ed il suo immancabile sole!

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Commenti

 
  • Kerepo
    #1 Kerepo

I napoletani non hanno alcun problema a fare la differenziata: nei quartieri in cui è stata introdotta (tra cui Scampia e San Giovanni a Teduccio) ha in brevissimo tempo raggiunto percentuali doppie rispetto a quelle della "civilissima" Milano. I politicanti locali lo sanno e ne hanno ostacolato l'introduzione, perché se non sarebbe finita l'emergenza e non ci avrebbero più potuto mangiare. Sarebbe gradita anche da parte vostra un'informazione corretta, grazie.

Inserito 4 luglio 2011 ore 18:29
 

kerepo, ciò che dici sarà certamente vero ma ho constato di persona, in un recente viaggio a napoli, che i materassi per le strade (non so quali), copertoni, scaffali interi, letti rotti, lavatrici, elettrodomestici etc etc. non fanno parte di quella che viene chiamata raccolta differenziata. ho scritto "taluni" napoletani perchè so che di gente civile invece, ce ne sta tanta.

Inserito 4 luglio 2011 ore 19:40
 

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