Aci: Avere L' Automobile Costa Troppo Agli Italiani. Ecco Perché
Per gli italiani il possesso di un’automobile è divenuto un lusso, una gravosa sommatoria di costi difficilmente sostenibili per le famiglie.
È questo il dato allarmante che l’Aci ha denunciato in occasione del Forum Internazionale delle Polizie Locali, dove l’Automobil Club d’Italia ha dichiarato che gli Italiani spenderanno 170 miliardi di euro per l’auto, di cui 13 solo nella Capitale, 8 a Milano e Napoli, 6 a Torino.
Ma non è tutto. I costi automobilistici sono alti anche a causa delle salate multe cui sono schiavi i cittadini. Nel 2010, infatti, i Comuni capoluogo hanno incassato più di un miliardo di euro grazie alle sanzioni, senza tuttavia reinvestire tale cifra nella qualità delle strade e della circolazione.
Secondo i recenti dati dell’Antitrust, le assicurazioni auto sono aumentate nel biennio 2009-2010 del 25% portando città come Bologna ad avere un costo medio della polizza superiore ai 1300 euro.
Negli ultimi cinque anni, le assicurazioni sono aumentate 5 volte in più rispetto alla media europea, nonostante l’aumento del costo dei sinistri si attesti intorno al 27%.
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Per quanto concerne il bollo auto, l’Aci ha proposto una sostanziale modifica di tale tassa, che preveda la realizzazione di una tassa di circolazione ad essa sostitutiva che renda proporzionale il costo da sostenere ai chilometri percorsi dall’automobilista e alle emissioni di CO2 dei veicoli posseduti.
Infine, i carburanti. Se da un lato nelle ultime settimane è diminuito il costo di benzina e gasolio, dall’altro il governo ha deciso un aumento di 0.89 centesimi al litro delle accise, allo scopo di finanziare gli aiuti alla Toscana e alla Liguria colpite dalle alluvioni.Tale aumento cancella di fatto la tendenza al ribasso del costo dei carburanti, determinando, al contrario, una tendenza all’aumento del prezzo di un pieno.
L’Aci, per controbilanciare questo dato negativo, ha chiesto al governo una profonda rivisitazione delle accise sui carburanti, eliminando tasse molto vecchie che gravano inutilmente sul portafoglio delle famiglie.
Le accise sul carburante sono infatti estremamente datate: si passa dalle tasse per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935 fino all’aumento di 0,040 centesimi al litro come contributo all’intervento in Libia nel 2011.
Le accise sui carburanti, in sostanza, da interventi una tantum per specifici finanziamenti, divengono entrate ordinarie per l’erario, dato che una volta attivate, non vengono più soppresse.
