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Filtro Antiparticolato (pm10) Dpf: Gioie E Dolori!


4 gennaio 2011 ore 14:37   di mostak  
Categoria Auto e Moto  -  Letto da 536 persone  -  Visualizzazioni: 1106

Il filtro del particolato è un dispositivo che serve per eliminare le particelle più fini, il “famoso” pm10 dai gas di scarico. Il filtro esternamente è similare ad un catalizzatore, un tubo di metallo saldato al tubo di scarico. Al suo interno è formato da dei piccoli canali che sono alternativamente chiusi e funzionano come una sottile rete che cattura le particelle. Il sistema è controllato da sensori all’ingresso e all’uscita che misurano la pressione dei gas ed inviano le informazioni alla centralina.

Quando viene rilevata una certa differenza di pressione all’ingresso e all’uscita del filtro, la centralina lo interpreta come un intasamento e da il via alla rigenerazione. Come ben sappiamo, il filtro accumula il particolato fino ad una soglia oltre la quale poi avviene la rigenerazione forzata. Questo procedimento si serve dell’innalzamento della temperatura all’interno del filtro da 650° fino quasi a 1000° per effettuare la pulizia. Tale innalzamento è provocato da delle post-iniezioni che causano delle post-combustioni .


Ci sono vari fattori che ci possono far capire che la vettura sta rigenerando: 1. il motore non gira proprio “rotondo”, ciò si nota specialmente se ci fermiamo ad un semaforo o procediamo al minimo
2. possiamo notare uno forte odore di bruciato all’esterno del veicolo che, tra l’altro diventa piuttosto sgradevole se ci troviamo in un ambiente chiuso (tipo garage) o se procediamo in retromarcia.
3. A volte la ventola del raffreddamento si può accendere e funzionare anche dopo lo spegnimento del motore per abbassare la temperatura.

Tutto ciò avviene normalmente durante l’utilizzo della vettura e senza che il conducente debba fare qualche operazione particolare.
Questo sistema è ora largamente diffuso e ci permette di viaggiare anche in alcuni centri storici o durante le giornate di blocco del traffico a causa dell’inquinamento. In condizioni ottimali non necessita nemmeno di particolari manutenzioni. Inoltre non necessita di rifornimento di costosi e pericolosi additivi com’è ad esempio su alcuni motori diesel di ultima generazione che alcune case automobilistiche utilizzano. D’altra parte qualche piccolo problema può comunque presentarsi.

La spia del filtro particolato spia candelette – spia check motore : Ci sono infatti alcuni problemi che sono stati segnalati e, anche se per cause diverse, si manifestano con l’accensione di una (o più) spie. Spia candelette, spia filtro particolato ove presente o spia check motore. Generalmente i motivi possono essere legati o ad un malfunzionamento oppure al tipo di utilizzo della vettura.
Lo stile di guida purtroppo incide pesantemente su questo sistema, infatti un utilizzo caratterizzato da brevi tragitti, continui stop e ripartente non permette al sistema di entrare in temperatura con due conseguenze: il filtro si intasa più precocemente del previsto e la rigenerazione automatica non avviene in modo corretto.

La vettura quindi segnala attraverso la spia che và effettuata la rigenerazione da parte del conducente. A questo punto ci tocca armarci di pazienza e percorrere un tratto di strada per una quindicina di minuti a velocità costante a 1500-2000 giri, come da libretto uso e manutenzione del veicolo, per permettere tale rigenerazione… sempre che sia possibile altrimenti c’è poco da fare, bisogna rivolgersi all’officina. Piccoli svantaggi è vero, ma per salvaguardare la natura e l’ambiente a volte tocca pagare un piccolo prezzo!

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