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Addio Alla Femme Fatale Italiana Degli Anni ' 50: Rossana Podestà


12 dicembre 2013 ore 17:03   di vittorio  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 4511 persone  -  Visualizzazioni: 5496

Roma. Si è spenta la diva degli anni ‘50, la "femme fatale" dil film come "Sodoma e Gomorra" film diretto da Robert Aldrick, Rossana Podestà. Famosa per i suoi ruoli mitologici come Elena di Troia. Amava raccontarsi con una frase "Sette uomini d’oro è stato il film che mi ha salvato. Dai peplum… dopo Elena di Troia sembrava che non potessi far altro che film mitologici, invece è arrivata la svolta." "Sette uomini d’oro" ebbe un straordinario successo in tutto il mondo. Lo diresse Marco Vicario, marito della Podestà per circa trent’anni e suo regista per tantissimi film.

Nata a Tripoli il 20 giugno del 1934 e vissuta in Libia fino all’età di sei anni. Appena sedicenne fece un provino per una parte nel film "Domani è un altro giorno" di Leonide Moguy. Questa fu la sua prima esperienza cinematrografica, riscuotendo un grande successo. Emilio Fernandez, un registra messicano, la scelse per interpretare il ruolo di una donna-tigre, sexy ed aggressiva, nel film "La Rete".


Il suo fisico da pin-up la consacrò come ragazza-copertina degli anni ‘60, questo successo le procurò diverse parti in film del neorealismo rosa, prese parte a film diretti dai grandi della cinematografia (ricordiamo Mario Monicelli, Steno) ed apparve in molti ruoli storico - mitologici divenendo la "regina del peplum". Robert Wise la scelse, rifiutando nomi come Liz Taylor, Ava Gardner, Lana Turner, per interpretare il ruolo di Elena di Troia nel kolossal omonimo girato a cinecittà nel 1956,. Quest’interpretazione le donò fama internazionale.

Addio Alla Femme Fatale Italiana Degli Anni ' 50: Rossana Podestà

L’incontro con Marco Vicaro segnò una svolta nella sua vita, non solo al livello lavorativo, ma anche sentimentale. "Mi tolse dei peplum e mi fece imboccare un altro filone" - così nel maggio del 2002 la Podestà ricordava il regista, non che ex-marito Mauro Vicaro - "quello della ‘femme fatale’, aggressiva, conturbante ma spiritosa. Era lui che curava personalmente il mio look: capelli a caschetto e attillatissime tute di pizzo; molto meglio, tutto sommato, dei busti e delle sopracciglia incollate dei film americani." Nel 1965 prese parte al film "I sette uomini d’oro" che ebbe grande successo all’estero, facendo ricchi incassi, ma poca risonanza in Italia. In quegli anni posò anche per la rivista Playboy.

Parlando della sua carriera come attrice affermava, con grande autoironia di aver fatto "un sacco di film brutti", ma la sua naturalezza era di saper "fare l’attrice come si fa la commessa, non davo importanza a niente. Questo è il mio unico rimpianto" - confessa - "ho avuto una grande opportunità e non l’ho sfruttata al meglio. Ma è andata così per un motivo semplice: il cinema non è mai stato la cosa più importante della mia vita, non gli ho mai dato l’anima solo la ‘corteccia’".

Nel 1984 interpretò il suo ultimo ruolo sul set di "Segreti segreti". Dopo il divorzio con il regista Vicario, abbandonò il cinema per stare al fianco del marito alpinista Walter Bonatti, a cui dedicò un libro "Walter Bonatti. Una vita libera" ad un anno dalla sua scomparsa avvenuta il 4 settembre 2011.

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