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Al Roma Indipendent Film Festival Il Corto " Rosso Di Sara "


18 aprile 2010 ore 12:31   di bixpromo  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 316 persone  -  Visualizzazioni: 613

Il Roma Indipendent Film Festival si è appena concluso con uno straordinario successo di pubblico e di critica. Tra i migliori cortometraggi italiani in concorso colpisce “Rosso di Sara”, scritto e interpretato da Santa De Sanctis e Alessandro D’Ambrosi, per la regia di Alessandro Marinelli, con Azzurra Antonacci, film interamente auto-prodotto dagli autori. Un piccolo ma straordinario noir dal sapore hitchcockiano che gli stessi autori e interpreti definiscono “una beffa tinta di nero”.

Un invito a cena con delitto. Sara, ricca e nota scrittrice di romanzi gialli, malata e costretta su una sedia a rotelle, festeggia il suo compleanno con la famiglia: il giovane marito e la sorella minore. Un doppio tradimento si consuma tra l’elegante sala di un ristorante retrò, dove non tutto è come appare, e la sua spettrale Toilette, dove l’intima anima dei personaggi esce allo scoperto… la trama di una storia che intuiamo durare da anni e che riusciamo ad immaginare attraverso la significativa essenzialità dei pochi dialoghi, accuratamente costruiti, e nella quale veniamo coinvolti dall’inizio fino all’atto finale grazie ad un’attenta caratterizzazione dei personaggi e delle loro relazioni. L’impatto visivo di questo “piccolo film”, pervaso da una raffinata e suggestiva atmosfera retrò, è efficace e coinvolgente. Va evidenziata anche la grande cura dei particolari: dai titoli di testa e di coda, alla scenografia, dai costumi alle locations.


Elementi che si fondono coerentemente con la storia aggiungendo suggestioni alla narrazione e raccontandoci qualcosa di più sui personaggi e sulla loro situazione emotiva.
Molti i simboli e le metafore. Il Linguaggio visivo si diversifica nei due ambienti in cui si svolge l’azione. La sala dell’elegante ristorante, luogo dell’apparenza e dei comportamenti affettati e costruiti, è caratterizzata da una fotografia calda e patinata e dai continui e fluidi movimenti della macchina da presa.

La crescente tensione emotiva è amplificata da un’incalzante e ritmata colonna sonora, quasi una ballata, che contrasta con lo stato d’animo dei personaggi e con i loro brutali intenti, coinvolgendo lo spettatore in un sottile e drammatico dialogo muto, fatto di gesti e di sguardi. L’incessante rombo di una ventola d’aerazione accompagna invece le scene ambientate nella toilette del ristorante, dove una fredda fotografia dipinge ombre sui volti dei personaggi che rivelano il proprio essere, fragile, meschino e tormentato.

Qui lo spettatore viene gradualmente messo a conoscenza di tutte quelle informazioni che gli consentono di intuire in anticipo cosa accadrà alla fine, permettendogli in questo modo di provare un’istintiva empatia, un’intensa compartecipazione emotiva, per i personaggi. Un cortometraggio che assume la dignità di un piccolo grande film di genere, da godere ed interpretare sotto diversi piani di lettura.

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Commenti

 
  • Andrea
    #1 Andrea

Va be......

Inserito 18 aprile 2010 ore 16:49
 

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