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Che Pasticcio, Dylan Dog!


23 marzo 2011 ore 23:40   di Dylan  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 467 persone  -  Visualizzazioni: 752

Forse all'inizio il film doveva chiamarsi così. Ma forse Beeban Kidron, il regista di "Che pasticcio, Bridget Jones!", non ha voluto cedergli i diritti. Non può esserne biasimato, visto che i diritti al film "Dylan Dog" non glieli hanno concessi nemmeno per portare in scena il fedele assistente dell'indagatore dell'incubo. Ma partiamo con ordine, perchè la prima cosa da fare, per un film del genere, è mettere ordine.Il film si apre con un delitto da parte di un licantropo o uno zombie, non si capisce molto bene. In ogni caso, fin qui, può essere accettabile. Il bello arriva quando la figlia dell'uomo ucciso decide di chiamare Dylan Dog a casa sua, in un ricco quartiere di New Orleans.

Prima osservazione: elemento fondamentale del fumetto è il luogo in cui si svolge la storia. Non in America, con i poliziotti che ridono di Dylan quando arriva con il suo "maggiolone", ma a Londra, col Big Ben, Piccadilly ecc. e con la polizia che non è altro che un alleato del protagonista. Seconda osservazione: Dylan è un ragazzo normale, carino, alto. Ci si ritrova sullo schermo un pompato dal sangue freddo (il protagonista del fumetto è ipocondriaco) tutto muscoli e cervello.


L'investigatore si rifiuta di accettare il caso, dato il suo allontanamento dal mondo dell'incubo alcuni anni prima in seguito alla morte di Cassandra, la sua fidanzata. Una mossa determinata, non trovate? Nel fumetto al povero Dylan muore una fidanzata a puntata, eppure lui è sempre lì. Iniziano le indagini, che si portano dietro tante grasse risate: zombie rintracciati nelle bische, mezzi-vampiri che si drogano con il sangue umano (l'effetto è su per giù quello dell'ecstasy), giri per negozi e mattatoi gestiti da zombie e licantropi (ma la gente di New Orleans non se ne accorge?) e tante tante botte. Senza dimenticare poi che il protagonista utilizza la pistola come fosse un giocattolo, sparando a qualunque creatura gli si presenti davanti. Peccato, Munroe (il regista) si è dimenticato che Dylan la pistola non se la porta quasi mai dietro, e quando lo fa spesso è perchè accetta il consiglio del suo collaboratore.

A proposito, ma che fine ha fatto il dirompente Groucho Marx, assistente insostituibile che rende ogni singola pagina del fumetto più leggera (e in una storia horror questo è importantissimo) ??? Eccolo, si chiama Marcus! Peccato, non fa tanto ridere, non ha i baffi. L'unica cosa che ha in comune con Groucho è la vigliaccheria, ma di quella si potrebbe anche fare a meno. Il buon Marcus dicevamo, che all'inizio del film muore e si trasforma in uno zombie. Buon Dio. E insieme a Groucho dove sono gli altri, così importanti per la storia? Il commissario Block, l'agente Jenkins? Scomparsi. Gli amici di Dylan ora sono un licantropo che gestisce un mattatoio insieme al suo clan (fumetto italiano, stereotipi italiani) e il gestore di un supermercato che vende pezzi umani nel bel mezzo della città(ma stiamo scherzando?), il tutto unito a due zombie che lavorano in un obitorio. E' verso la fine però che il regista si supera. Dylan e l'indivisibile Marcus sono rinchiusi dentro una bara. Tutto buio. Dylan utilizza un accendino e dopo qualche minuto lo spegne. Incredibile. Invece di tornare, il buio lascia spazio al chiarore della Luna!!! Un po' d'attenzione in più era gradita.

Peccato, sono un fan di Dylan Dog, quello vero, il fumetto disegnato da Tiziano Sclavi (dimenticavo, un personaggio del film si chiama proprio così, Sclavi. Sarà una coincidenza?). Sono dispiaciuto per aver speso così male i miei sei euro. Magari con una birra mi facevo meno risate, ma non assistevo alla totale crocifissione di Dylan. Il celebre fumetto è stato massacrato, ucciso senza rispetto, altro che vampiri. In un mix esplosivo tra Twilight, Tomb Raider (la cliente di Dylan combatte meglio di Angelina Jolie e Bruce Lee messi insieme) e Dragon Ball ci si dimentica dell'essenziale. Non ci si ricorda, ad esempio, che Dylan Dog è pieno di riflessioni filosofiche, di ragionamenti sulla società, di insegnamenti morali, e non solo di proiettili di legno e mortaletti all'aglio per stendere i vampiri. Insomma, Dylan Dog è molto di più e questo film, di Dylan Dog, aveva solo la grafica del titolo. Qualcuno per non farmi andare al cinema mi ha detto:" Tanto alla fine Dylan muore!". Magari! Ora c'è il pericolo sequel.

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Commenti

 
  • fede
    #1 fede

ciao...hai ragione in tutto purtroppo! io amo dylan dog e dopo aver visto il film sono stato male! però mi auguro che ci sia un sequel...perchè dylan merita di meglio! naturalmente spero che il sequel(se ci sarà) deve essere su dylan dog!

Inserito 24 marzo 2011 ore 00:43
 
  • chrismeloni
    #2 chrismeloni

ho letto il tuo articolo e hai perfettamente ragione...

Inserito 24 marzo 2011 ore 17:15
 

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