Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Da Brad Pitt A Dicaprio: A Gennaio I Film Da Oscar


28 dicembre 2011 ore 16:45   di Michael73  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 485 persone  -  Visualizzazioni: 801

Il 2012, almeno al cinema, si apre con il botto, proponendo alcuni dei film più caldi della stagione dei premi, che culminerà nella notte degli Oscar del prossimo 26 febbraio. Nelle sale italiane tornano alcuni degli autori più amati e prestigiosi, insieme a star consolidate ed emergenti.

Si parte il 4 gennaio con J.Egdar di Clint Eastwood, il nuovo controverso film del regista di Gran Torino e Million Dollar Baby, dove si ripercorre la storia pubblica - ma soprattutto privata - di uno dei personaggi più potenti e influenti della storia americana, quel J.Edgar Hoover che è stato direttore dell’FBI per oltre cinquant’anni e attorno al quale rimane una fitta aura di mistero.


A incarnare Hoover dagli anni della gioventù fino alla vecchiaia è Leonardo DiCaprio, sottopostosi a lunghe ore di trucco per diventare l’uomo più temuto – e odiato – dagli stessi presidentidegli Stati Uniti. Accanto all'attore, con tutta probabilità lanciato verso la sua quarta nomination agli Oscar, ci sono la veterana Judi Dench nei panni della madre di J.Edgar, Naomi Watts, interprete della fedele segretaria Helen Gandy, e Armie Hammer (già visto in The Social Network) nel ruolo del braccio destro di una vita intera Clyde Tolson, con il quale si rumoreggia Hoover abbia stretto una relazione non solo di natura professionale.

Il 13 gennaio usciranno due film presentati in concorso all'ultima edizione del Festival di Venezia, accolti molto bene dalla critica internazionale, e diretti da due nomi nuovi della regia. Da una parte, abbiamo La Talpa dello svedese Tomas Alfredson (andate a recuperarvi il suo Lasciami entrare, di cui è recentemente uscito il remake americano) con un cast stellare che comprende Gary Oldman, Tom Hardy, Mark Strong, e il premio oscar Colin Firth: una spy story basata sull’omonimo romanzo di John Le Carré. Dall’altra, c’è Shame di Steve McQueen, già apprezzato per Hunger (purtroppo mai distribuito in Italia), che ha permesso a Michael Fassbender di ottenere in laguna una meritata Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

Film imperfetto ma potente, Shame è destinato a colpire lo spettatore non solo per il tema al limite dello scabroso – il protagonista Brandon è un giovane newyorchese in carriera che non riesce a instaurare un legame sentimentale a causa della sua dipendenza dal sesso – ma soprattutto per la fotografia e per la messa in scena adottate dal cineasta inglese, nonché per la straordinaria performance di Fassbender, che con grande coraggio e fisicità rappresenta un uomo intrappolato nella propria, patologica, condizione.

Il 20 gennaio sarà la volta di uno dei casi cinematografici dell’anno in America, The Help, forte del maggior numero di nomination agli Screen Actors Guild Awards, i premi conferiti dal sindacato degli attori americani, e dei suoi 169 milioni di dollari rastrellati al botteghino solo negli States. Si parte, ancora una volta, da un bestseller mondiale scritto da Kathryn Stockett: la storia è quella di una giovane ragazza bianca e di due cameriere di colore che, nel Mississippi degli anni Sessanta, saranno coinvolte nella scrittura di un romanzo destinato a generare scalpore in una società ancora afflitta dal razzismo. La vera marcia in più è data dal cast: le star emergenti Emma Stone (Easy A, Crazy Stupid Love) e Jessica Chastain (The Tree of Life, Il debito) sono affiancate da Bryce Dallas Howard e dalle acclamate Viola Davis e Olivia Spencer.

Meryl Streep va, invece, a caccia del suo terzo oscar con The Iron Lady, in uscita il 27 gennaio, dove incarna niente meno che Margaret Thatcher, la prima donna capo di governo in Occidente, artefice dei radicali cambiamenti occorsi nella struttura economica del Regno Unito. La pellicola di Phyllida Lloyd, che già aveva diretto l’attrice nel fortunato Mamma Mia!, offre un ritratto, tra passato e presente, ribalta della carriera politica e retroscena della vita privata, del primo ministro che ha dominato la scena per tre mandati, assurgendo a personaggio chiave del XX secolo.

Odore di statuetta anche per Brad Pitt, autentico mattatore in Moneyball, il cui titolo italiano è L’arte di vincere dove interpreta il general manager di una squadra di baseball, gli Oakland Athletics, costretto dalle scarse risorse finanziarie, a disposizione a studiare una strategia innovativa per portare la sua squadra alla vittoria. Una strategia che si rivelerà essere decisamente anti-convenzionale. Diretto da Bennett Miller, che con il suo precedente Truman Capote ha permesso a Philip Seymour Hoffman di vincere l’oscar, il film si preannuncia ben più di una pellicola sul baseball, contando su attori convincenti – oltre a Pitt, Jonah Hill, lo stesso Hoffman, Robin Wright – e sullo script di Steven Zaillian e del geniale Aaron Sorkin (sceneggiatore di The Social Network) ispirato all’omonimo libro di Michael Lewis.

Articolo scritto da Michael73 - Vota questo autore su Facebook:
Michael73, autore dell'articolo Da Brad Pitt A Dicaprio: A Gennaio I Film Da Oscar
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Cinema TV e Musica
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Cinema TV e Musica
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione