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Dinocittà Perde Il Suo Re: Addio A Dino De Laurentiis


12 novembre 2010 ore 14:15   di alessandramuroni  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 415 persone  -  Visualizzazioni: 602

Il produttore cinematografico Dino De Laurentiis è morto l'undici novembre a Los Angeles, all'età di 91 anni. Agostino De Laurentiis, detto Dino, nacque a Torre Annunziata l'otto agosto del 1919 e iniziò la sua carriera nel mondo del cinema inizialmente con la volontà di diventare un attore. Si recò a Roma nel 1937 al Centro sperimentale di cinematografia, appena inaugurato quell'anno.

Esordì nella pellicola Troppo tardi t'ho conosciuta di Massimo Caracciolo, ma non essendo molto alto, capì che sarebbe finito a recitare in parti da comprimario. Così decise di passare alla produzione cinematografica, con il film L'ultimo combattimento di Piero Ballerini. La scelta di passare dietro la macchina da presa fu vincente e divenne uno dei più importanti producer del dopoguerra.


Divenne produttore esecutivo cinematografico presso la casa cinematografica Lux Film, diventando il punto di riferimento del cinema italiano del dopo guerra. La sua pellicola più importante del filone Neorealismo rosa (genere nato dalla costola del Neorealismo dove i protagonisti sono poveri che sognano un futuro migliore, virando più sulla commedia che sul dramma) fu Riso amaro di Giuseppe De Santis, pellicola del 1948 incentrata sul duro lavoro delle mondine interpretato da un giovane Vittorio Gassman nel ruolo di cattivo (fu Mario Monicelli a convertirlo alla commedia qualche anno dopo con I soliti ignoti), e interpretato da una giovane e procace fanciulla di nome Silvana Mangano. De Laurentis se ne innamora immediatamente e i due convolano a nozze nel 1949.

Dinocittà Perde Il Suo Re: Addio A Dino De Laurentiis

La scelta di abbandonare la carriera d'attore per la produzione fu vincente: inanellò una serie di successi tra cui Napoli Milionaria (1950) di Eduardo De Filippo, Miseria e Nobiltà (1954) di Mario Mattoli e interpretato da Totò, La grande guerra (1959) di Mario Monicelli con Gassman e Alberto Sordi, Leone d'Oro al Festival di Venezia.

Insieme al produttore Carlo Ponti (tra i suoi film Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica e interpretato dalla moglie Sophia Loren), crea la società Ponti-De Laurentiis, dove ebbe a disposizione appositamente per loro i set cinematografici. La coppia di producer creò piccoli gioelli: Europa '51 di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman, Anni facili di Luigi Zampa e soprattutto la magnifica collaborazione con Federico Fellini che lo portò a vincere gli Academy Awards per il miglior film straniero con due capolavori diretti dal regista riminese: La strada (1954) e Le notti di Cabiria (1957).

La consacrazione arriva e De Laurentiis crea Dinocittà, una sorta di allargamento di Cinecittà con due teatri di posa. De Laurentiis produsse pellicole hollywoodiane tra cui Guerra e pace di King Vidor interpretato da Audrey Hepburn, La Bibbia (1966) di John Huston con Ava Gardner, Barbarella (1968) con Ugo Tognazzi e Jane Fonda.

Hollywood chiama e negli anni Settanta produce con la sua De Laurentiis Entertaiment Group cult movie come Serpico con Al Pacino, I tre giorni del condor con Robert Redford, il remake di King Kong (1976) dove intuì doti da attrice in Jessica Lange, divenuta grazie a lui una star del cinema.

Gli anni Ottanta furono difficili: Incassò anche dei flop con Dune di David Linch, 1989 finì il suo matrimonio con Silvana Mangano, e soprattutto la morte del figlio Federico a soli 26 anni. Dopo questi tristi eventi si risollevò producendo successi come Manhunter di Michael Mann (1986) e King Kong 2 (1987). Tra i suoi ultimi film prodotti vi sono U-571 di Wolfgang Petersen, Hannibal (2001) e Decameron Pie (2007). Sposato in seconde nozze con Martha Schumacher, ebbe con lei due figli.

Dino De Laurentiis vinse Oscar, Leone d'Oro, cinque David di Donatello e fu anche membro della giuria degli Academy Awards. La forza di De Laurentiis fu la capacità di coniugare l'intrattenimento con la qualità, creando grandi capolavori italiani e americani. La sua scomparsa ha portato con sé un pezzo di storia del cinema mondiale, ma le sue pellicole vivranno per l'eternità.

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