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I Documentari? Molti Sono Falsi, Girati Su Set E Con Animali Addomesticati


6 ottobre 2010 ore 10:07   di KungFuGirl  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 827 persone  -  Visualizzazioni: 1841

Cari amanti della natura da salotto, che non distinguete un fringuello da una cincia ma conoscete vita, morte e miracoli delle migrazioni degli gnu e della caccia ai salmoni da parte dei grizzly grazie alla tv, mettetevi il cuore in pace: della natura conoscete poco o nulla.

Buona parte dei documentari che ci fanno sognare l’avventura e che mostrano scene di incontri ravvicinati tra uomo e animali selvatici sono, infatti, credibili più o meno quanto un cartone animato: sfondi realizzati in un set cinematografico, recinti ed animali addomesticati. Altro che natura selvaggia e pericolosa! A rivelare impietosamente i trucchi dei documentari – che di naturalistico, a questo punto, paiono aver proprio pochino – è un esperto del settore, Chris Palmer, produttore di documentari e docente all’American Univeristy, che nel suo libro “Shooting in the Wild” (non ancora tradotto in italiano) ha messo a nudo i difetti di un’industria in cui il sensazionalismo ha soppiantato la divulgazione scientifica.


Colpa delle richieste sempre più pressanti del pubblico – i naturalisti da salotto sono insaziabili: la richiesta di documentari è triplicata negli ultimi dieci anni – e dei tempi di realizzazione sempre più stretti: la migrazione degli gnu, che veniva racchiusa in un’ora di filmato, veniva ripresa da una troupe che stava in Africa per tre anni, ora si gira in un mese. E poi ci sono i rischi. Animali come leoni, orsi e lupi non sono facili da avvicinare e farlo comporta sempre una buona dose di pericolo; solitamente venivano ripresi con gli zoom, ma così facendo si perdeva il sonoro che andava poi ricostruito in studio: tanto vale, allora, devono aver pensato in molti, realizzare l’intero filmato direttamente su un set. Niente trasferte, niente rischi, sonoro originale e pantere feroci quanto il micio di casa.
A questo punto un’associazione internazionale di naturalisti sta pensando ad un “bollino di qualità” da apporre in apertura dei filmati, per garantire allo spettatore che quelle che sta per vedere non sono scene create in studio. A me, intanto, è venuta voglia di andare a fare una passeggiata tra i boschi dietro casa, per scoprire la natura con fringuelli, cinceghiri e volpi.
I Documentari? Molti Sono Falsi, Girati Su Set E Con Animali Addomesticati

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Commenti

 
  • iome
    #1 iome

incredibile! ci mancavano i documentari fregatura

Inserito 24 marzo 2011 ore 07:08
 

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