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Erano Gli Anni Della Svolta: Il Boom Della Musica Dagli Anni 70 In Poi


12 luglio 2011 ore 13:50   di zazatto  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 432 persone  -  Visualizzazioni: 745

Premetto: non sono un critico musicale. E non voglio nemmeno scimmiottarne uno. Sono stato , invece – e, pur se limitatamente, sono tuttora – un consumatore piuttosto attento di musica.Non sono mai stato settario, ho ascoltato sempre di tutto – talvolta, anche qualche porcheria – e credo di non essermi mai limitato al puro e semplice ascolto. Mi manca di sicuro la conoscenza di tanti termini tecnici, qualche volta ho difficoltà ad etichettare i vari generi, ma ho sempre cercato di andare un po’ al di là del semplice “sentire”.

Certo è che gli anni ’70 sono stati incredibili. Sotto ogni punto di vista, ma in particolar modo sotto l’aspetto musicale. Hanno dato vita ad un florilegio di artisti, di gruppi, di autori, di solisti che, ciascuno a modo proprio, ha provato a dire la sua, a dire qualcosa di nuovo, rompendo gli schemi preesistenti, tentando di utilizzare i classici strumenti in modo diverso, e sperimentando quelli più innovativi che la nascente tecnica elettronica offriva.


Spesso, ascoltando questa musica, i miei figli storcono il muso: “Ma che sarà mai ‘sta roba?”, dicono. Ma non è colpa loro; non possono capire – e carpire – ciò che c’è dietro a quelle sonorità, che a loro sembrano un inutile retaggio di tempi passati, mentre per noi, invece, rappresentano la testimonianza di un tempo che – purtroppo per loro – non tornerà mai più. Non che della musica “contemporanea” sia tutto da buttare via, anzi; il fatto, però, è che sembra che sotto il sole, stringi stringi, non ci sia molto di nuovo. Quando, pertanto (guarda caso), qualche innovatore esce allo scoperto (alludo, per fare qualche esempio, a Vasco Rossi o a Ligabue, per gli Italiani), è subito apoteosi.

Se mi si vuol definire un nostalgico, mi sta anche bene, non lo trovo offensivo. Ritengo però che, in giro, ci siano ancora tante persone che sono rimaste un po’ orfane di quel periodo, e che avrebbero piacere a ripercorrerne insieme a me la storia (in chiave musicale, s’intende). Quindi, niente giudizi critici, non ne sono assolutamente all’altezza, ma solo impressioni, tratte da anni di ascolto e di esame spesso autoptico dei dischi, e di conoscenza, anche se parziale, delle storie degli artisti.

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Commenti

 
  • stex
    #1 stex

Ciao, ho letto il tuo articolo e lo trovo molto interessante. Vorrei però capire meglio se parli di un genere di musica in particolare oppure della categoria di musica in generale. Faccio parte di un gruppo di appassionati di disco music anni'70-'80, chiamato I LOVE DISCO , e organizziamo eventi legati a questo genere di musica,è fantastico vedere come più generazioni (dai bambini agli adulti) ballano e si divertano insieme sulla stessa pista. La disco music è decisamente un genere musicale degli anni'70 che ancora oggi entusiasma e fa divertire. cosa ne pensi?

Inserito 13 luglio 2011 ore 10:00
 

Ho sempre affermato che, ad ascoltare la disco-dance di oggi, i brani disco-music degli anni '70, che pure all'epoca ascoltavo con estremo e - lo ammetto - supponente distacco, mi appaiono come piccole grandi opere d'arte. I vari Barry White, KC and the sunshine band, Gloria Gaynor, Donna Summer, offrivano prodotti che avevano un'anima, e che potevano essere ascoltati, oltre che ballati; lo dimostra il fatto che, a distanza di 35 anni, conservino pressoché intatta la loro freschezza. Ed io li ascolto molto volentieri, molto più di certo ciarpame e - per parafrasare Battiato - di certe immondizie musicali che ci circondano oggi. Però, tranne poche eccezioni, QUEL genere era rappresentato più da singoli brani che da interi lavori, cosa di cui invece intendo, tempo ed impegni permettendo, occuparmi. Mi auguro che tu abbia tempo - e desiderio - di seguirmi comunque.

Inserito 13 luglio 2011 ore 13:04
 

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