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X Factor 5, Si Parte: L' Analisi Dei 12 Finalisti


11 novembre 2011 ore 19:23   di davide_m  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 629 persone  -  Visualizzazioni: 959

Dopo quattro settimane di attesa, infarcita dalle emozioni dei casting, finalmente si sta per partire: il conto alla rovescia verso l’inizio di X Factor 5 è agli sgoccioli, giovedì 17 si parte in diretta dalle 21 su Sky Uno. Ed ora sono finalmente noti anche i nomi dei dodici finalisti che si contenderanno la vittoria nella puntata finale del 5 gennaio 2012. L’edizione più simile al format originale inglese, proprio per il numero di finalisti e per le quattro settimane di pre-show con la presentazione dei partecipanti, sta quindi per avere inizio. Durante l’estate Elio si era detto entusiasta del livello medio dei ragazzi in gara, definendolo superiore a quello della scorsa edizione. Probabilmente ha ragione, ma almeno per ora non si sono visti fenomeni. Marco Mengoni insomma è e rimane lontano. Analizziamo comunque le quattro categorie.

Over. La categoria assegnata ad Arisa non sembra presentare eccellenze, pur comprendendo cantanti che, almeno sulla carta vista l’anagrafe, dovrebbero possedere una maturità vocale già formata. La squadra è formata da Claudio Cerva, Rahma Hasfi ed Antonella Lo Coco, in rigoroso ordine qualitativo: premesso che è difficile giudicare dei ragazzi finora sconosciuti sulla base di poche note, è però forte il sospetto che nessuno dei tre possa puntare al successo finale. Il barista Claudio ha stregato Arisa fin dai casting di Trento e c’è da credere che Rosalba Pippa farà di tutto per proteggerlo: voce ed interpretazione sono comunque di qualità. Rahma, padre eritreo e mamma livornese, è invece passata grazie a capacità vocali non comuni ma non sarà facile trovarle le canzoni più adatte visto che tende a sfruttare solo un patrimonio demodé, mentre la quinta edizione del talent mirava proprio a svecchiare certe scelte (capito Morgan?). Unanime il giudizio che vede la pizzaiola Antonella come la più debole: in molti fanno il suo nome come quello della prima eliminata ed in effetti non è del tutto comprensibile il motivo che ha spinto Arisa a preferirla a Tania Furia. Evidentemente pensa di poterci lavorare: se ne avrà il tempo.


Under donne. Dopo aver scoperto il talento di Giusy Ferreri (ma aver fatto cilecca nell’edizione successiva: Jury Magliolo non ha di certo sfondato, almeno per il momento), Simona Ventura ritenta la scalata verso la vittoria. La missione è facilitata dalla qualità media delle interpreti, piuttosto elevata: ad alzarla notevolmente contribuisce il cavallo di razza della squadra, quella Nicole Tuzii il cui futuro nella musica sembra già tracciato e che si candida fin d’ora come una delle favoritissime. La diciassettenne abruzzese aveva convinto fin dal primo provino: da quel momento nessun telespettatore ha mai nutrito un solo dubbio sul suo ingresso tra i finalisti. Carattere da agnellino ma personalità e voce da leonessa (anche se un po’ banale), c’è da scommettere che rimarrà in corsa fino alla fine, se l’età e l’emotività non la manderanno in crisi prima. Pochi spunti arrivano invece dalle sue compagne di squadra: da Francesca Michelini, ragazza acqua e sapone dotata di una bella voce ma almeno apparentemente priva del fattore x fino a Jessica Mazzoli. La bella sarda ha battuto a sorpresa la concorrenza di Alessia De Vito e Paola Marotta, che certo non le erano inferiori dal punto di vista artistico. Diversi i motivi che possono aver spinto alla decisione "Super Simo": la volontà di mettere pepe nella trasmissione, visto che le due hanno già dimostrato di “prendersi poco” fin dai casting, la quasi necessità di inserire tra i finalisti anche una figura esteticamente invitante ed infine la curiosità di disciplinare una voce ed un carattere non facili. Detto questo, forse la Marotta meritava più considerazione.

X Factor 5, Si Parte: L' Analisi Dei 12 Finalisti

Under uomini. Dopo le vittoria nelle prime tre edizioni, Morgan ha riallacciato il legame con il suo programma del cuore, ma la sensazione è che se riuscirà a trionfare anche questa volta allora vuol dire che è davvero un fenomeno. Davide Papasidero, Vincenzo Di Bella e Valerio Di Rosa compongono una squadra che appare priva di stelle ma dal buon valore medio. Il più qualitativo del gruppo è sicuramente Vincenzo, cantautore siciliano di nascita ma genovese di adozione (e di repertorio) che dimostra ben più dei suoi 23 anni: voce profonda ma completa, il suo è un repertorio da cantautore comprovato, che dovrà però misurarsi con canzoni di altro tipo, anche in inglese. Difficile immaginare che possa uscire prima della semifinale, e su di lui si appuntano le principali speranze di Morgan. I suoi due compagni infatti sembrano ancora acerbi: il giovanissimo Papasidero, una scelta quasi inconsueta per Morgan, è un vulcano di colori e potenzialità vocali che però potrebbe tende ad essere una caricatura di sé stesso e rischia di andare a disagio davanti a repertori classici mentre Valerio non ha certo impressionato né nell’home visit né nel bootcamp e l’emotività rischia di essere troppo limitante per lui. Detto questo né Steven Patrick Piu (bravo, ma troppo presuntuoso), né Jeremy Fiumefreddo né tanto meno Daniel Adomako sembravano pronti per il grande salto.

Gruppi vocali. Se Elio ha finto di svenire al momento dell’assegnazione della categoria, un motivo ci sarà pure. Semplice: quello che, meteora Aram Quartet a parte, i gruppi non hanno mai avuto fortuna ad X Factor, ed in generale nella musica italiana più recente. Se poi il giudice ci mette del suo facendo scelte discutibili, tutto si complica maledettamente. Tra i Free Chords, le Cafè Margot e le 5isters infatti si fatica a trovare interpreti all’altezza di superare le prime quattro-cinque puntate. Qualcosa di più sembravano avere da dire tanto i Malviventi, sicuramente i più completi dal punto di vista vocale tra quelli dell’home visit, e pure i 2080, autori di una bella rivisitazione dei Maroon Five. Ma evidentemente Elio ed il suo coach Alberto Tafuri detto “Tafi” ne sanno più di noi. Impossibile arrivare alla vittoria, se proprio dobbiamo fare un nome come possibile sorpresa scommettiamo sulle Caffè Margot: buon mix tra le voci e buone potenzialità. Ma niente di che.

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