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Far Concerti Per Giovani Cantautori


25 febbraio 2011 ore 14:36   di giofatto  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 308 persone  -  Visualizzazioni: 555

“Scrivere canzoni significa alzare la mano, far girare qualcuno e voler dire qualcosa, se poi quello che dici non è interessante o in realtà non hai niente da dire, quello sarà la gente a deciderlo”.
In una frase ecco cosa significa fare canzoni. Tutti al giorno d'oggi almeno una volta hanno preso un foglio di carta e scritto un testo, una poesia che poi si sono musicati nella testa, anche chi non sa fare nemmeno una nota su uno qualsiasi degli strumenti che esistono al mondo.
Scrivere canzoni è un'arte molto complicata, da qualsiasi lato uno la voglia vedere. I grandi maestri ci insegnano che non sempre viene fuori un capolavoro, salvo casi eccezionali, e sono sicuro che la gran parte delle canzoni pubblicate verrebbero riscritte completamente dall'autore esattamente un secondo dopo averle incise.
Vasco dice che “scrivere è come una seduta dallo psicanalista, e se ti va' bene guadagni anche qualche soldo”. A lui certamente è andata di gran lusso! Un musicista che decide di seguire una sua strada, di fare canzoni solo sue, di proporre alla gente cose che loro non hanno mai minimamente ascoltato è un eroe. Uno che ha il coraggio di fare quello che vuole. La strada non è facile per niente. I tempi di gavetta diventano sempre più lunghi, ora ci vogliono almeno quattro anni perchè qualcuno si accorga di te. I locali delle zone non sono più come una volta, non c'è più il “Cavern club” dove i Beatles poteva riscuotere i primi successi. Ora o esistono mega club dove ci può andare solo il gruppo affermato, oppure bisogna lottare in un bar della propria città in cambio di due consumazioni e il costo della benzina (e ti sta facendo un trattamento da gran signore!).

Il problema dei nostri tempi, appunto, sono i gestori dei locali. Una volta dare la musica dal vivo era un di più che permetteva al locale di farsi un nome all'interno di un giro e di fare in modo tale che il gruppo avesse modo di suonare davanti a gente sempre nuova e non ai soliti venti amici che di solito popolano i loro concerti. Ora le cose sono cambiate, un gestore ti lascia spazio, ma in cambio vuole che tu gli porti almeno una cinquantina di persone, così che il suo locale per una sera possa riprendere vigore.
A questo punto, il giovane cantautore munito della sua chitarra (o pianoforte o violino o quel che si vuole) con il suo gruppo di musicisti e di cinque amici che ormai le sue canzoni le sanno a memoria, si ritroverà in un locale, su un palco davanti a nessuno a cantare essendo guardato in cagnesco dal proprietario del locale che si aspettava almeno il doppio della gente.
È un conflitto di interessi che una sola cosa è riuscito a sconfiggere, le temutissime e famigerate TRIBUTE BAND.


Delle tribute band nello specifico parlerò nei prossimi articoli, oggi mi limiterò a dire di come loro distruggano i sogni di centinaia di gruppi. Negli ultimi tempi sono nati locali bellissimi, attrezzatissimi per fare musica, con palco all'americana. Club piccoli da massimo duecento persone, ma di quelli che quando sono pieni fan venire giù i muri. Bene posti come quelli farebbero bene alla musica. Basterebbe dire ogni sera facciamo suonare un gruppo nuovo per genere. La gente ci sarebbe sempre e comunque e il giovane cantautore con la sua schiera di musicisti si ritroverebbe a suonare davanti ad un pubblico vero, poi il talento dirà la sua.
Posti come questi invece sono territorio esclusivo di tribute band che replicano fedelmente i brani di artisti famosissimi come Vasco o Ligabue o Bon Jovi, e la gente sa le canzoni, le canta le balla e il gestore è bello contento.

Ci sono utopie che non so spiegare, ma un giorno mi piacerebbe entrare in un posto pieno di gente con sul palco un gruppo di ragazzi al suo primo concerto e vedere persone ascoltare, interessarsi e poi far girare la voce.
No forse è un sogno, ucciso da replicanti alieni venuti sulla terra in vesti di gestori di locali e musicisti affamati di soldi facili.

Articolo scritto da giofatto - Vota questo autore su Facebook:
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