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Grazie, Professore


20 febbraio 2011 ore 13:26   di alga  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 319 persone  -  Visualizzazioni: 492

“Sali sul palco muoviti Fagli vedere tu Dai va là sopra e mangiali Fagli vedere tu”. Bravo, Roberto, ci sei riuscito. Sei salito su quel palco con la forza delle tue parole, con la sensibilità di chi vive nella poesia ricacciando negli inferi le recenti ed insopportabili forzature di una kermesse divenuta ormai il trampolino di lancio di giovani virgulti figli di vuoti laboratori televisivi e che difficilmente lasceranno una traccia indelebile nella storia della musica italiana.

Basta con gli Scanu e i Carta, spacciati per Big solo perché sono stati protagonisti di un talent show-reality dove troppo spesso si creano i disillusi e i disadattati della nostra società, un giorno sull’altare per tornare nella polvere di una vita che non è mai quella promessa dallo star system. Il big, caro Roberto, sei tu, con la tua vita e le tue emozioni raccontate in mille canzoni, con cadute e risalite che solo ai grandi sono permesse, perché solo i grandi hanno la forza per tornare a splendere in un firmamento stracolmo di stelle di cartone.


Le tue parole, le tue storie sanno penetrare l’animo di chi vuole ancora credere in qualcosa, sia l’amore o qualsivoglia altro nobile sentimento, di cui tu sei l’eccelso cantore, icona indistruttibile ed insostituibile di una musica che non avrà mai fine, di una fonte dalla quale nutrire la nostra gioia di essere uomini. A 68 anni, lo chiami ancora amore, e la forza, quella commozione che traspare sotto gli occhiali un tempo da intellettuale ed ora necessari, forse, per via del tempo che corre, ci fanno capire che è amore vero, com’era amore quando quell’uomo si giocava il cielo a dadi o quando si era soli non se qualcuno se n’è andato, ma solo se qualcuno non è mai venuto.

Grazie, Professore

Grazie Roberto, per questo ultimo e assoluto afflato di poesia che ha riacceso sentimenti troppo spesso sopiti da un tempo che giudica debole chi ad essi si affida. Sentimenti come le tue idee, troppo spesso ramarri che ritirano la testa dentro il muro anziché farfalle a cui nessuno può tarpare le ali; e salendo su quel palco tu hai saputo ridargli dignità e vita. E allora viva la poesia, viva la grande musica d’autore: in una sola parola, viva Roberto Vecchioni.

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