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Il Buio Nell' Anima: Jody Foster Tra Dolcezza E Violenza


1 aprile 2015 ore 18:34   di flyman84y  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 363 persone  -  Visualizzazioni: 595

"…Perché quando ami una cosa, ogni volta che ne perdi una piccola parte, perdi una parte di te stesso." Erica Bane ( Jodie Foster) è una giornalista radiofonica che gira la Città e guarda il mondo che va e viene. Lo registra e lo commenta. Ogni istante finisce sul nastro avvolgente del suo registratore.

Il fascino dei rumori della vita di strada sono i fili conduttori severi e implacabili di una storia che viaggia sui binari di una realtà molto vicina a ciò che succede là fuori dalle nostre finestre. Dove noi, inconsapevoli, seduti davanti al televisore, ignoriamo fingendo di non vedere.


Fingendo o augurandoci che tutto ci vada sempre per il verso giusto nella vita. Erica è fidanzata con David (Naveen Andrews-Diana: La storia segreta di Lady D anno, 2013), il loro amore è tangibile e solido sin dai primi momenti del film e ciò viene sconvolto da una ferocia inaudita e viscida che si fa sempre più potente oggigiorno. Erica e David, che di lì a poco si sarebbero dovuti sposare, vengono aggrediti e massacrati da tre teppisti. Tre teppisti come ce ne sono tanti in giro.

Il Buio Nell' Anima: Jody Foster Tra Dolcezza E Violenza

Durante il trasporto in ospedale, la vista dei loro corpi distrutti da una ferocia senza limiti si alterna alla vista dei loro corpi avvinghiati, quasi come svegliati da un incubo. È bello e crudo ritrovarli a fare l’amore, flash back sopraffini che li mostrano prima di essere stati violati.

Erica rimarrà in coma per tre settimane e al suo risveglio si troverà sola. Sola con la paura di ricominciare a vivere, con la paura di ritrovarsi fuori dalla porta di casa in una normalissima giornata di sole. Si ritrova sola con la sua angoscia nell’ascoltare quella maledetta segreteria telefonica, parlare ancora con la voce di David.

Neil Jordan fa un lavoro magnifico nelle inquadrature di questo film, sono proprio loro che, abbattendosi claustrofobiche su di lei, ci confermano che la condizione di Erica è cambiata per sempre e nessuno potrà farci nulla. Erica va alla polizia per chiedere se ci sono sviluppi sul suo caso, ma nemmeno il poliziotto seduto alla sua scrivania può capire davvero cosa voglia dire essere in quella condizione.

Può solo dirle stupide frasi di circostanza, come si evidenzia a farlo ad altre centinaia di persone che varcheranno la porta di quel distretto. La vita di Erica si ferma e può solo vedere il buio che le è rimasto dentro e che l’ha resa sola e disinstallata da tutto. Il lavoro di inquadrature si rovescia come a testimoniare una perdita di equilibrio interno del personaggio.

Vanno a infrangersi sul pavimento di un supermercato prima, e sul pavimento metallico di una metropolitana poi. Erica procuratasi un arma non vuole uccidere i cattivi, non vuole fare giustizia privata. Vuole essere sicura che nessuno più violi quella suo buio nell’anima, che si fa sempre più tetro ogni qual volta preme il grilletto per difendersi.

Diventando sempre più sicura di sé e più consapevole che è la notte che viene a cercare lei e non il contrario. Sono "loro" che la trovano e la trasformano in un vigilante che allarma e istiga la polizia a porre fine alle sue gesta. "C’è chi pensa di essere Dio, in giro" sostiene qualcuno vedendo che finalmente c’è chi, con la violenza a cui siamo abituati, fa piazza pulita di tutto lo schifo che c’è in giro e aiuta la gente che ne ha più bisogno, come farebbe un supereroe della Marvel.

Ma non siamo tra le pagine di Stan Lee. Siamo nella realtà qui, ed Erica non vuole più continuarla quella striscia di sangue e perdizione, ma qualcosa le farà capire, che per un ultimo sanguinoso sforzo, c’è ancora tempo.

Neil Jordan, regista e sceneggiatore, sforna un capolavoro nel quale però dimostra alcuni meccanismi di incastro troppo irruenti. La colonna sonora curata da l’italiano Dario Marianelli ( E ne dobbiamo andare davvero fieri) sortisce le giuste sensazioni, nere, tristi e sorde capaci di affogare Erica in una realtà diversa da quella che viveva all’inizio di tutto.

L’intenso brano di Sarah McLachlan, "Answer", fa riflettere proprio come promesso dal titolo stesso. Tutti noi vediamo ingiustizie nella vita, e sappiamo benissimo la differenza tra bene e male. È vero, non lavi via il sangue con dell’altro sangue, ma alcune volte può sembrare la soluzione più appagante di fronte a una giustizia che molto spesso non ci tutela.

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