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Il Vallanzasca Di Kim Rossi Stuart


22 gennaio 2011 ore 14:06   di Luckystar74  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 763 persone  -  Visualizzazioni: 1339

E' uscito lo scorso 21 gennaio il nuovo film diretto da Michele Placido, Vallanzasca- Gli angeli del male: ritratto di uno dei più feroci e spregiudicati criminali degli anni '70 in Italia, Renato Vallanzasca. Colpevole di svariate rapine e di omicidi cruenti, sta scontando attualmente una pena di quattro ergastoli e 260 anni di carcere, da pochi mesi in regime di semi libertà. Ma nonostante questo "il bel Renè", come veniva chiamato anni fa, non ha ancora smesso di suscitare paura e terrore per il suo burrascoso passato criminale, che ha segnato una delle epoche più buie della storia recente italiana. Ora Michele Placido, non nuovo a ritratti di questo tipo, torna con un nuovo progetto cinematografico sulla scia di Romanzo Criminale (altro suo film sulla Banda della Magliana), scatenando al solito non poche polemiche.

Presentato in anteprima all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, suscitò il parere discorde dei critici che vedevano in questo film l'apologia della violenza e di un personaggio negativo come Vallanzasca. Molti invece non hanno riconosciuto in Placido un talento da cineasta dal respiro internazionale, a differenza di tanti suoi colleghi italiani fossilizzati su un genere che ha ormai fatto il suo tempo. Spaventati dalla cruenza e dalla violenza delle immagini, non hanno apprezzato il linguaggio crudo strettamente legato alla realtà di cui si è servito Placido per raccontare, senza schermi e mezze misure, la storia di un criminale realmente esistito e che ha realmente commesso tutte le azioni disturbanti raccontate nel suo film.


Chi pensa che il personaggio di Vallanzasca ne esca fuori come un antieroe fascinoso e ammaliante resterà deluso, poichè sia Michele Placido sia Kim Rossi Stuart che lo interpreta non sono caduti nel facile clichè del "bello e dannato" nè hanno cercato di dare una giustificazione al suo operato attraverso fantasiosi background psicologici. La sceneggiatura si attiene ai fatti, rispettosa del dolore dei familiari delle vittime che in più occasioni hanno espresso le loro accuse per aver fatto di un criminale come Vallanzasca un personaggio da film, di facile emulazione.

Il Vallanzasca Di Kim Rossi Stuart Il Vallanzasca Di Kim Rossi Stuart

"Penso sia normale che le persone toccate direttamente da quelle vicende abbiano il nervo scoperto e hanno tutto il diritto di esprimersi.", ha dichiarato Kim Rossi Stuart, "Come attore e co-sceneggiatore non volevo emettere sentenze o fare ricostruzioni storiche ma provare, nella maniera più laica possibile, a calarmi nella mente di un uomo che ha vissuto cose estreme. Perchè attraverso la comprensione c'è una possibilità di crescita per tutti."

"Ho accolto con entusiasmo di girare un film su Vallanzasca, pur sapendo che il progetto sarebbe senz'altro stato oggetto di grande clamore mediatico." , aggiunge Michele Placido, "Ma è un rischio che si corre quando si decide di raccontare una storia i cui protagonisti sono ancora in vita e soprattutto quando, con tutto il rispetto possibile, si sfiorano delle ferite aperte che purtroppo non saranno mai sanabili."

Il Vallanzasca Di Kim Rossi Stuart

Interpretato superbamente da un Kim Rossi Stuart mai così bravo e completamente immedesimato nella parte, ha sfoderato anche un accento milanese perfetto e una padronanza mai avuta prima. "Era una sfida che mi faceva tremare i polsi.", confida l'attore, "Oggi il pubblico non ammette approssimazioni." Lo affianca nel film un cast internazionale di tutto rispetto: Paz Vega, Moritz Bleibtreu e gli italiani Valeria Solarino, Filippo Timi e Francesco Scianna.

Il Vallanzasca Di Kim Rossi Stuart Il Vallanzasca Di Kim Rossi Stuart

Il film inizia nel 1985 con Renato Vallanzasca già in carcere, per poi ripercorrere a ritroso la lunga scalata della banda della Comasina di cui era a capo dal 1972 fino al giorno della cattura, in un susseguirsi di violenza, crudeltà, bella vita e sangue nella Milano degli anni '70. "Quello che trovavo stimolante dal punto di vista artistico e creativo, era entrare nella mente di un criminale per capire cosa si prova a stare in bilico tra la normalità e la devianza, tra il bene e il male e scegliere deliberatamente il male.", dice il regista. Un uomo fuori dagli schemi Vallanzasca, da sempre indolente all'autorità, che oggi, sessantenne, si dice pentito: "Non voglio che nessun giovane butti via la sua vita, come ho fatto io."

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Da vedere ;)

Inserito 22 gennaio 2011 ore 18:59
 

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