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La Decadenza Del Cinema Italiano Secondo Tarantino


15 giugno 2010 ore 13:51   di GGallin  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 544 persone  -  Visualizzazioni: 972

Parto dalle parole di circa 3 anni fa di un grande cineasta dei giorni nostri, Quentin Tarantino, per parlare di quella che è l'inarrestabile decadenza della produzione cinematografica nostrana da 15-20 anni a questa parte (salvo felici casi isolati).

<Mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni 60 e 70 e alcuni film degli Anni 80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia>.


Così risponde Quentin in quell'intervista, con un sospiro e quasi volendosi trattenere.
E, pur essendo troppo giovane per aver vissuto e respirato certi periodi, guardando e riscoprendo vecchie perle del nostro cinema, in ogni genere... dalla commedia all'Italiana (su tutti Monicelli che adoro particolarmente), al buon Sergio Leone, all'eterno Fellini, ai thriller, horror, film d'exploitation vari di autori quali Fulci, Bava, Lenzi, ad autori particolari come Antonioni e Ferreri..

La Decadenza Del Cinema Italiano Secondo Tarantino

C'era di tutto e di più, ed era un cinema adorato all'estero.. Basti pensare alle influenze di alcuni geni nostrani sul cinema futuro. Per fare un esempio molto "di genere", i film slasher per ragazzini alla Venerdì 13 prendono più che ispirazione (sono diciamo una versione commercializzata per il pubblico americano) da Mario Bava e film come Reazione a Catena, ma potremmo dirne a centinaia, anche più celebri ed importanti (ho citato un caso simile perchè mi fa rabbia ogni volta che sento parlare di tali film per poi rispondere "Chi?" se nomino Mario Bava... Mentre tutti si esaltano per la nuova vena piuttosto kitsch di Dario Argento, ignorando film favolosi quali L'uccello dalle piume di cristallo o Suspiria.

Il punto è questo, a mio avviso, anche se difficilmente spiegabile se non ricorrendo al solito discorso delle logiche del commercio:
son bastate 1-2 generazioni, che vivendo nell'epoca della pubblicità, molto ma molto passivamente sono state l'equivalente di un colpo di spugna su 30 anni di grande cinema, cambiando radicalmente, purtroppo, il modo di concepirlo nel nostro Paese:

infatti i tipi di film che fanno successo ormai sono commedie idiote tipo cinepanettoni, film che nel migliore dei casi possono strappare una risata momentanea (molto ottimista come consdierazione dato che di solito sono di una tristezza unica) e che niente hanno a che fare con la commedia Italiana classica, e con i suoi sempre presenti risvolti sociali, oppure film simil-impegnati dalle trame di una banalità sconcertante, come quelle evidenziate dal buon Tarantino.

Pochi casi sembrano smentire quest'andamento, pensando i primi che mi vengono in mente sono Ciprì e Maresco, film come Ovosodo, e pochi altri casi che per lo meno hanno un'originalità, qualcosa da dire, e sono più che piacevoli.
Paradossalmente, i fondi pubblici per il cinema e l'arte finiscono per danneggiare ancor di più il cinema nazionale, essendo i criteri con cui vengono assegnati molto opinabili (per essere generosi), e questo porta ad avere enormi fondi per film spesso ridicoli (fondi che spesso vengono anche intascati, e copioni più che validi che per la pressione di certi meccanismi resteranno per sempre nel dimenticatoio e noi comuni mortali non sapremo mai nemmeno che sono esistiti.

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Commenti

 

Scusa, ma non sono d'accordo quasi su niente. Tarantino è bravo, ma certi suoi film mi hanno lasciato perplesso, ad esempio "Kill Bill". Spesso sono visivamente sontuosi, ma non ti lasciano dentro niente. E poi secondo me conosce solo il cinema italiano di una volta: o vogliamo dire che Garrone, Sorrentino, Luchetti, Crialese, Soldini sono dei falliti? Direi di no. Il problema semmai è che la distribuzione all'estero è carente, e Tarantino i nostri film non li vede. Però in Italia il livello è in costante rialzo da almeno 6-7 anni. Citare come esempio di cinema italiano solo De Sica e Boldi non mi pare un'operazione onesta. Anche gli americani ci riempiono di commedie adolescenziali orribili: però voi citate solo Tim Burton e Van Sant. Perché? Ciao.

Inserito 16 giugno 2010 ore 13:07
 

Alt. Ho detto che ci sono dovute eccezioni, che poi non le abbia citate tutte non vedo dove sia il problema. E anche se sicuramente ad un livello maggiore delle commedie di De Sica, penso che siamo ben lontani dall'età dell'oro anche se fortunatamente qualche segnale di vita c'è.. Di Tarantino non ho detto mai nell'articolo che mi piace tutta la sua cinematografia solo perchè apprezzo una sua opinione e la ritengo veritiera. Non è il mio regista preferito, e non rientra nemmeno tra i miei 10 preferiti, diciamo. Non ho detto che all'estero sia tutto un fiore, ma.. (e Tim Burton e Van Sant anche se carini non sono tra i miei preferiti) in America c'è un David Lynch o un Cronenberg a compensare :-)

Inserito 16 giugno 2010 ore 20:01
 

D'accordo. Il problema però è che l'età dell'oro è finita per tutti, compresi gli americani, i francesi, i tedeschi, ecc. Il cinema di una volta non tornerà più, perchè la società è troppo diversa, e altri media ne hanno preso il posto. E' la mia idea. Lynch piace molto anche a me, ma io volevo dire che non è corretto citare sempre i cinepanettoni come esempio esaustivo di cinema italiano, ti pare? Sarebbe come se io citassi come prototipo del cinema americano film come "Scemo e più scemo"...O no? Ti ripeto che secondo il mio modesto parere (ma io al cinema ci vado), il cinema italiano è in costante crescita: non si può vincere l'oscar ogni anno, ma il livello medio, inclusi certi esordienti (hai visto "Saimir" di Munzi per esempio?) è molto buono. Il problema è proprio nei media, nella distribuzione carente, e anche nella pigrizia mentale del pubblico. E' la mia semplice opinione. Grazie per la tua disponibilità, comunque. Un saluto.

Inserito 16 giugno 2010 ore 23:21
 

Figurati, sempre pronto a discussioni costruttive ;-) Comunque.. si, hai ragione se non fosse per il fatto che non volevo intenderlo come esempio di film all'italiana ma esempio di film CHE VUOLE l'Italiano medio.. Comunque cineasti di gran livello ci sono anche oggi per me, tra cui il sopracitato Lynch, ma non solo, solo che in Italia un grande cineasta non c'è anche se concordo con te quando dici che di buoni ce ne sono, che per fortuna hanno creato una piccola inversione di tendenza.. poi magari il tempo parlerà da se e ci riporterà a vedere film che entreranno di diritto nella storia e saranno made in Italy.. io non davo una condanna definitiva, diciamo, volevo solo parlare della situazione italiana degli ultimi anni, che per colpa dei fattori che dici tu e che ho già detto prima io, porta nel dimenticatoio purtroppo quel che c'è di buono e lascia spazio a merda alla "cinepanettone". Non dico che non siano in grado italiani di fare ottimo cinema, ma è delle possibilità di farlo al livello nazionale che parlavo. ricambio il saluto.

Inserito 16 giugno 2010 ore 23:46
 

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