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La Moglie Del Capo Dello Staff Di Blair Porta In Scena Le Fasi Preliminari All'invasione Dell'iraq


29 giugno 2011 ore 00:12   di inmediostatvirtus  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 413 persone  -  Visualizzazioni: 834

Sicuramente Jonathan Powell, ex braccio destro al governo britannico del premier Tony Blair in quel periodo, deve saperne qualcosa di come andarono le vicende che portarono nel 2003 all'invasione dell'Iraq da parte di una "coalizione di volenterosi" capeggiata dagli Stati Uniti di George W. Bush, come, indirettamente informata e testimone di cosa si mosse e determinò le premesse per la guerra, fu anche certamente sua moglie, Sarah Helm, scrittrice e giornalista, contraria alle operazioni militari.

Ora i ricordi "romanzati" degli scontri e discussioni che scuotevano le mura di casa Powell in quei frangenti, stanno per essere portati in scena all'Hampstead Theatre di Londra, grazie a "Loyalty" (Fedeltà), prima piece teatrale di Sarah Helm, già nota al pubblico britannico per le sue collaborazioni con l'Indipendent come corrispondente da Gerusalemme e Bruxelles, e come autrice del bestseller storiografico "A life in secrets" sulla vita di Vera Atkins, una 007 anglo-francese in missione nella Germania nazista durante la seconda guerra mondiale.


Nel mentre che la commissione d'inchiesta presieduta da Sir John Chilcot prosegue i suoi lavori per tentare di far luce sulla validità delle condizioni legali per la guerra in Iraq e dell'appoggio e collaborazione da parte di Blair ai piani americani per l'invasione, un'intervista dell'Observer all'autrice, del 15 maggio scorso, non manca di gettare un faro sul clima di attesa che la notizia della sua opera teatrale deve aver suscitato nelle fila del governo inglese, dove certamente ci si chiederà fino a che punto l'opera letteraria sia solo verosimile fiction, o non, in realtà, la cronaca fedele dei fatti.

Già, perché al di là di quanto dichiara la Helm, che rassicura sul fatto che il suo Loyalty non vuol essere un documentario ma un'opera di fantasia, per quanto - ammette - basata su fatti reali, sembra chiaro a tutti quanto in realtà lei stessa sia stata vicina ai personaggi chiave coinvolti nelle fasi cruciali delle decisioni e della preparazione della guerra, facendo parte, seppur indirettamente, della strettissima cerchia di persone a conoscenza di quanto è realmente avvenuto.

E, sebbene ricordi che, vedendo il suo spettacolo, non si può chiaramente evitare che ognuno poi faccia le sue interpretazioni e tragga le sue conclusioni, determinate certo anche dalla conoscenza che un pubblico informato può avere di quanto va emergendo dai documenti e audizioni elaborati e resi noti dalla commissione Chilcot, che sempre più smascherano il ruolo giocato dal governo Blair nella preparazione di un dossier fatto apposta per spianare la strada all'invasione dell'Iraq sulla base di non corrette informazioni di intelligence circa la capacità irachena di utilizzare pericolose armi di distruzione di massa chimiche e batteriologiche, mai rinvenute, Sarah Helm non manca di indicare un'altra chiave di lettura per la sua opera, con la quale, dichiara, ha voluto analizzare l'aspetto delle tensioni domestiche e il conflitto tra la sfera personale e politica che si sono verificate in molte famiglie, partendo da quelle scaturite in casa sua col marito, in merito all'intervento armato contro Saddam Hussein, e, dal suo punto d'osservazione certamente inedito e privilegiato, qualcosa che finora è chiaramente sfuggito ed è stato ignorato da qualsiasi giornalista o commissione d'inchiesta, il complesso delle relazioni umane e il loro impatto su importanti processi decisionali.

Così, mentre le anticipazioni sullo spettacolo promettono "rivelazioni scioccanti", con il pubblico che potrà ascoltare le telefonate di Tony (come nella realtà il nome dell'allora premier inglese Blair, mentre il personaggio del marito Jonathan Powell nella commedia prende il nome di Nick) con i più importanti interlocutori, come il presidente Bush, nelle ore decisive prima della guerra, l'intento con cui l'autrice giustifica la sua opera, che ha deciso infine di rendere in forma teatrale dopo aver anche preso in considerazione di farne un romanzo o un diario, è quello di voler intrattenere il pubblico, unendo alla drammaticità inevitabile del tema, dei momenti più leggeri. Del resto, dice, quando si hanno dei politici importanti che circolano nella tua cucina, non si può fare a meno di trovare delle cose divertenti.

Riuscirà nel suo intento? Di sicuro, con questi ingredienti e un cast di all star, a partire dal pluripremiato e internazionalmente riconosciuto regista teatrale e televisivo, nonché direttore artistico dello stesso Hampstead Theatre Edward Hall, e Maxine Peak, popolare protagonista di svariati sceneggiati per la BBC e Channel 4, nelle vesti di Laura (il personaggio moglie di Nick che ritrae la stessa Helm), Loyalty, in scena dal 14 luglio fino al 13 di agosto prossimi, si annuncia come un titolo che non mancherà di suscitare un suo certo interesse.

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