Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Led Zeppelin - Ii


19 giugno 2011 ore 02:18   di timeblock  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 359 persone  -  Visualizzazioni: 633

Ogni appassionato di rock e metal (ma io estenderei il concetto ad ogni appassionato di Musica (rigorosamente con la “M” maiuscola...)) non dovrebbe ignorare quelli che sono stati gli album che hanno influenzato artisticamente le band nate nei decenni successivi alla data di uscita dei capolavori degli anni '70. Led Zeppelin “II” è stato sicuramente uno di quegli album... già dalle prime note di “Whole lotta love” prende vita uno di quei riff rimasti nell'immaginario collettivo anche dei “non addetti ai lavori”; non è un caso se a distanza di 40 anni (mese più, mese meno) la canzone viene scelta per rappresentare il Regno Unito nella cerimonia conclusiva della 29° Olimpiade conclusasi a Pechino (sebbene qualcuno abbia storto il muso ascoltando Leona Lewis al posto di Robert Plant...); nonostante la decadenza nella quale verte il mondo musicale attuale fa piacere notare che Jimmy Page, un giovanotto ultra sessantenne, dimostri al mondo intero che la musica non ha né età né confini.

La grandezza di una band si misura anche per l'attenzione mediatica che le gira intorno; si può affermare con tranquillità che gruppi del calibro dei Rolling Stones sono stati protagonisti di episodi controversi, come eccessi con droga ed alcool, ma siamo davvero lontani anni luce da ciò che gli Zeps furono capaci di causare nel ventennio che li ha visti dominare dall'alto dell'olimpo del rock; oltre alla droga e all'alcool, abbiamo accuse di interessi (veri o presunti che siano) nella magia nera, occultismo, satanismo, presenza di messaggi subliminali nelle canzoni, devastazioni di alberghi, orge e festini; a tale proposito, consiglio la lettura di alcune biografie dedicate alla band; sicuramente la più famosa in assoluto è “Il martello degli dèi” di Davis Stephen; sebbene vi siano alcune palesi inesattezze, permette di farci un'idea sulla vita della band dell'epoca... gli stessi abusi che portarono alla morte di John Bonham il 25 settembre del 1980, decretando di fatto lo scioglimento della band.


Le carriere dei musicisti si dividono, nel frattempo, il mercato dei bootleg e delle riedizioni prolifera come non mai; c'è qualche episodio timido di riunione con l'MTV Unplugged, ma il nome “Led Zeppelin” non venne più utilizzato, fino ad arrivare quasi trent'anni dopo, dove i nostri annunciano un concerto tenutosi il 10 dicembre dell'anno scorso; l'amore dei fans, mai affievolito, si è fatto sentire per l'ennesima volta col fatto che i biglietti sono stati venduti nel giro di 24 ore, cosa mai successa nella storia della musica.

A volte risulta difficile descrivere a parole un capolavoro come Led Zeppelin “II” è un disco con un sound molto “crudo”, forse il più rock del quartetto londinese; io lo definirei come l'esempio classico della combinazione vincente di eccellenti musicisti, canzoni ispirate (sebbene all'epoca furono diverse le accuse di plagio di vecchi blues da parte della band) e momento propizio. Il gruppo, capitanato dal sopracitato Page alle chitarre (oramai la sua immagine è indissolubilmente legata a quella della celebre Gibson Les Paul), Robert Plant alla voce, il mai troppo compianto John Bonham alla batteria e l'eclettico John Paul Jones al basso, chitarre, tastiere e un macello di altri strumenti, ci lascia delle composizioni memorabili; oltre alla sopracitata “Whole lotta love”, nella quale Plant fa la parte del leone con la ormai celebre imitazione di un orgasmo nella pausa centrale del pezzo, non è possibile ignorare il riff trascinante di “Heartbreaker”, episodio che vede la presenza di uno dei migliori assoli di chitarra della band; gli animi trovano pace in “Thank you”, dove le capacità musicali di Jones all'organo e la dolcezza della chitarra acustica di Page, creano un'alchimia di suono che rimane impressa nella mente di chi ascolta. Il mitico Bonham dà l'ennesima dimostrazione delle sue capacità ritmiche nel brano “Moby dick”, nel lunghissimo assolo di percussioni, dove trovano spazio ritmi tribali associati al più classico dei giri blues; “Ramble on” risulta essere uno dei brani più originali e meglio riusciti dell'album, anche per quanto riguarda il testo, molto etereo, che trova anche spazio per una citazione Tolkeniana. Concludendo, ribadisco l'importanza dell'ascolto di questo album; per i giovanissimi che ancora si privano di questo piacere... non lo dite in giro e correte immediatamente ad ascoltarlo!

Articolo scritto da timeblock - Vota questo autore su Facebook:
timeblock, autore dell'articolo Led Zeppelin - Ii
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Cinema TV e Musica
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Cinema TV e Musica
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione