Il Web è pieno di giornali, riviste e giornalisti.
Noi di Paid To Write siamo convinti che TU possa fare meglio di loro.
partecipa al nostro progetto

Lucio Battisti: Dagli Inizi A ' Emozioni '


24 agosto 2011 ore 13:52   di zazatto  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 567 persone  -  Visualizzazioni: 1016

Quando il Perito elettrotecnico Lucio Battisti, fresco di diploma, parte per Milano, è pieno di belle speranze, ma con ogni probabilità non immagina minimamente quale futuro lo attenda. Mi piace immaginarlo sceso dall’autobus, con la valigia in mano, lui, che era un semplice che proveniva dalla provincia laziale, guardarsi attorno, tra lo spaesato e l’eccitato, nella metropoli.

Sono già alcuni anni che mastica musica e suona, bene, la chitarra e il pianoforte. E’ a Milano per suonare ne I Campioni, dove lo ha voluto Roby Matano, che in seguito, e forse non del tutto a torto, dirà di potersi fregiare del titolo di “scopritore di Lucio Battisti”; infatti, intuite le sue qualità, Matano lo invita a provare a scrivere canzoni.


L’esperienza con I Campioni, complice anche un tour all’estero, porta Battisti a confrontarsi con altri generi, magari anche poco conosciuti in Italia; quest’esperienza lo condizionerà molto positivamente.
L’incontro fatale, quello con Giulio Rapetti, in arte Mogol, avverrà nel 1965. Mogol, nemmeno trentenne, è già un autore affermato: nel 1961 la sua Al di là – scritta insieme a Carlo Donida – ha vinto il Festival di Sanremo e nel 1964 ha composto, insieme ad Iller Pataccini, la celeberrima Una lacrima sul viso. Ma non solo: l’autore milanese – che ha giustamente sempre avuto in uggia il termine paroliere, ed io rispetto il suo pensiero – ha al suo attivo un’impressionante sequela di testi di cover, che è persino inutile citare (ne basti una: A chi, cantata da Fausto Leali e cover di Hurt di Timi Yuro).

Mogol, nel loro primo incontro, dice chiaro e tondo a Battisti che ciò che ha scritto sinora, tutto sommato, “non è un granché”. La risposta dell’artista reatino, emblematica di grande umiltà – “lo so” – spiazzerà a tal punto Mogol, da indurlo a proporre a Battisti di passare, di tanto in tanto, dal suo studio, per vedere di poter fare qualcosa di buono. L’artista ha un tale desiderio di emergere, ed una tale innata propensione per la composizione, che i risultati non si fanno attendere: i due compongono, in breve tempo, Per una lira e Dolce di giorno. Dato che Mogol ritiene che Lucio Battisti debba cantare le proprie canzoni – e di questo gli siamo tutti assai grati – egli dovrà superare le reticenze della Ricordi, la casa discografica per cui il cantante è sotto contratto. Il primo singolo, però, ha scarso successo, e, almeno per il momento, “Zio Lucio” – così amavamo chiamarlo io e mio fratello – funziona di più come autore.

Lo stesso Mogol ha detto di aver raggiunto la consapevolezza che qualcosa di magico stava accadendo quando, nel suo studio, viene partorita 29 settembre. La canzone viene affidata alla Equipe 84 e diventa un travolgente successo.

Sulla particolare alchimia raggiunta dai due artisti, che si protrarrà ininterrottamente sino al 1980, si sono versati torrenti d’inchiostro, per cui aggiungere altro mi sembra quasi irriverente. La verità è che la musica d’autore, che in Italia non è nata poi da tanti anni, subisce una sterzata improvvisa, travolta da un vento innovatore che fa piazza pulita dei tanti leziosismi che l’hanno sinora afflitta.

Il primo successo di Lucio Battisti come cantante è Balla Linda (1968); è una canzone d’amore, ma assolutamente atipica all’interno del genere. Il pubblico gradisce, e stende dinanzi ai piedi del cantante il tappeto rosso del successo. Il 1969 è l’anno del suo primo LP, Lucio Battisti – che contiene, tra le altre, la splendida Non è Francesca – ma, soprattutto, di Acqua azzurra, acqua chiara, con la quale vince il Festivalbar, nonché della fondazione, insieme a Mogol, della casa discografica Numero Uno, distribuita dalla RCA, per la quale, però, Battisti non può ancora incidere, in quanto ancora contrattualmente legato, almeno sino alla fine del 1970, con la Ricordi. Da questo momento comincia una sequenza impressionante di successi, scritti non solo per sé, ma anche per altri artisti. Mi piace ricordare, a questo punto, Mina (Io e te da soli, Insieme, Amor Mio, La mente torna), l’indimenticabile Bruno Lauzi (L’aquila, e soprattutto Amore caro, amore bello) e la Formula tre (Eppur mi son scordato di te).

Battisti, forse, non avrà eccelse doti vocali, ma ha la voce che ciascuno di noi potrebbe avere se non tendesse ad imitare quella degli altri. E, soprattutto, è assolutamente il migliore interprete delle canzoni scritte da lui (basti pensare a tutte le versioni di …E penso a te che, affiancate alla sua interpretazione, finiscono col sembrare quasi insignificanti, sebbene interpretate da grandi artisti). La critica parruccona non gradisce, e comincia a subissare “Zio Lucio” di feroci critiche, perché, a detta di troppi, la sua voce è addirittura sgradevole. Nonostante Battisti sia un semplice e non abbia nulla contro la stampa, comincia probabilmente adesso quel processo inarrestabile che lo porterà a diradare, fino a farle cessare completamente, le sue apparizioni pubbliche e le interviste rilasciate. Anche perché in suo favore parlano, e come parlano, le vendite.

Nel 1970 la Ricordi pubblica quella che, in effetti, è un’antologia (Emozioni), ma che, contenendo – tranne sporadiche eccezioni – tutto il meglio che Battisti ha pubblicato in quegli anni (è un elenco quasi imbarazzante di splendide canzoni), finisce con l'acquisire una propria identità. Tra l’altro, il disco ottiene anche un grande successo. Gli arrangiamenti sono, in prevalenza, del grande Gian Piero Reverberi e l’esecuzione affidata a strumentisti di prim’ordine: basti pensare a Dario Baldan Bembo, Demetrio Stratos, Gianni Dall’Aglio, i Dik Dik e, udite udite, i Quelli, che pochi anni dopo diventeranno la Premiata Forneria Marconi.

Anna, Emozioni, Fiori rosa, fiori di pesco, MI ritorni in mente, Il tempo di morire, Io vivrò (senza te): alzi la mano chi non ha mai sentito – in oltre quarant’anni – almeno una di queste indimenticabili opere d’arte. Forse le conoscono anche le formiche. Ma la cosa che lascia stupefatti è che si sentano ancora con regolarità, segno che la loro freschezza innovativa non ha affatto patito le insidie del tempo.

Bene, il successo è arrivato, la valigia può essere riposta (Battisti non si allontanerà mai più dall’hinterland milanese, dove ha anche messo su famiglia): adesso si fa sul serio. E con la nuova casa discografica.

Articolo scritto da zazatto - Vota questo autore su Facebook:
zazatto, autore dell'articolo Lucio Battisti: Dagli Inizi A ' Emozioni '
Fai conoscere ad altre persone questo articolo: condividi o promuovi questa notizia su Facebook e su tanti altri canali:
Condividi Questo Articolo!

 

Inserisci un Commento:

( ti consigliamo di effettuare il login per commentare più efficacemente )
Codice di Verifica:

ricarica il captcha

Per ragioni di sicurezza verrà registrato anche l'indirizzo IP del tuo computer

Seguici Su...


 
 
 
 
Diventa anche tu parte di
Paid To Write Clicca qui!
segui paid to write su facebook

Articoli Più Letti

Cinema TV e Musica
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Articoli Più Votati

Cinema TV e Musica
Oggi    Sett.    Mese    Sempre   

Paid To Write - Il Giornalista Sei Tu

Tutti i contenuti pubblicati su Paid To Write sono soggetti alla licenza Creative Commons.
Licenza Creative Commons
È permesso riportare i nostri articoli ma solo se accompagnati da un backlink dofollow (senza cioè il tag nofollow) verso il nostro contenuto originale.
Paid To Write
Il Giornalista Sei Tu
© 2012 PI 00877530147
Paid To Write Network
Contattaci
Privacy
Disclaimer e Redazione