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Lucio Battisti - Umanamente Uomo: Il Sogno (1972) - Recensione


26 agosto 2011 ore 12:56   di zazatto  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 455 persone  -  Visualizzazioni: 822

Praticamente per tutto il decennio 1960-1970, il mercato discografico italiano è stato dominato dal 45 giri: supporto pratico, fedele e, in un certo senso, anche economico (ricordo che costava 850 lire, meno degli attuali 45 centesimi). Dal 1970 in poi, però, ci sarà un’inversione di tendenza in favore del 33 giri. Più costoso, sì (3.700 lire, molto meno di due euro), e anche un po’ meno fedele (ma non tutti avevano la possibilità di apprezzare questa differenza); però consente all’artista di esprimersi sicuramente in modo più organico e completo, e all’acquirente di ascoltare più musica dei propri beniamini. Non solo, spesso questo supporto – chiamato brevemente LP, sigla dell’inglese Long-Playing – verrà utilizzato per raccontare vere e proprie storie con un filo conduttore, i cosiddetti concept-album. Comincia così, per i consumatori di musica, l’attesa spasmodica del cosiddetto “ultimo ellepi” di questo o quell’artista, generalmente uno all’anno. La semplice canzone da hit-parade, pertanto, non basta più, tant’è vero che, col passare degli anni, le vendite di 45 giri subiranno un lento e progressivo calo, sino a scomparire praticamente del tutto con l’avvento del compact-disc.

Di sicuro, resta ben saldo nella mia memoria – e penso in quella di molti altri – il fascino esercitato da quei cerchi di vinile, custoditi con ogni possibile cura (guai a toccare i solchi con le dita!), adesso, ma anche allora, oggetti di culto.


E non parliamo delle maledizioni lanciate nel nulla quando i solchi si rigavano, o quando l’elettricità statica causava quell’ineliminabile, maledetto fruscio. In commercio vi erano giradischi di ogni tipo, anche se non per tutte le tasche, provvisti di svariate diavolerie tecniche: testina ceramica, la più fedele testina magnetica, antiskating, trazione diretta, trazione a cinghia, velocità regolabile, anti rombo...

Fatta questa – a mio avviso, doverosa – premessa, è bene rammentare che Lucio Battisti, tra il 1966 e il 1970, insieme a Mogol, ha partorito una serie pazzesca di successi, quasi tutti formato 45 giri, ma anche che buona parte di queste splendide canzoni sono state collocate in un’antologia: di grande successo, ma pur sempre un’antologia. Manca ancora, quindi, il long-playing che tutti i fan di “Zio Lucio” attendono. Resta il tempo di un ultimo 45 giri della Ricordi e del primo 45 giri per la nuova casa discografica fondata da Lucio Battisti e Mogol: la Numero Uno.

L’ultimo 45 giri per la Ricordi è Pensieri e Parole, un brano dalla struttura originalissima, cantato, spesso in sovrapposizione, a due voci: una relativa ai pensieri e l’altra relativa alle parole. Celebre l’esecuzione della canzone nella trasmissione televisiva RAI Teatro 10, condotta dal compianto Alberto Lupo, in cui, oltre alle voci, erano sovrapposte anche le immagini del cantante reatino. Nonostante lo scetticismo della produzione, il brano fu un successo epocale.

Il primo 45 giri uscito per la Numero Uno è La canzone del sole, mai pubblicato su LP, se non nelle future raccolte battistiane. Una canzone di una semplicità disarmante e di un potere evocativo immenso, basata nella sua interezza (5’23”) su un semplice giro di LA e quindi facilissima da strimpellare alla chitarra. Sarà un successone, anche grazie al B-side, la splendida Anche per te. Nel frattempo, la Ricordi pubblica, con consistente ritardo, il concept-album Amore e non amore, che passerà quasi inosservato, un po’ perché si tratta di un’opera non particolarmente accessibile, e, forse, anche perché il brano principale dell’album, la lunghissima Dio mio no, viene inspiegabilmente censurata e mai trasmessa né alla radio, né alla televisione.

E’ giunto, pertanto, il momento di pubblicare un LP per la Numero Uno. Umanamente uomo:il sogno esce insieme al singolo I giardini di marzo, che sarà il solito successone. Ma è tutto l’album che incanta: una serie di delicatissime – alcune struggenti – canzoni, arrangiate – da Gian Piero Reverberi – con la consueta maestria, cantate con partecipazione da Battisti, e suonate da uno straordinario gruppo di musicisti, tra i quali Tony Cicco, Gabriele Lorenzi, Alberto Radius e Dario Baldan Bembo. I giardini di marzo è una malinconica riflessione sulle ristrettezze economiche vissute in passato; Innocenti evasioni è la storia di una serata a lume di candela organizzata da un lui all’insaputa di una lei. E, nonostante il protagonista sia un po’ cialtrone, fa sorridere con simpatia; …E penso a te narra di un appuntamento con una donna… ma che imbarazzo, se si sta pensando ad un’altra. Qui Battisti fornisce un’interpretazione davvero memorabile; si percepisce nitidamente il disagio di una persona che non riesce ad essere “divertente” perché ha la testa altrove. Il brano che dà il titolo all’album è solo fischiato; Comunque bella è la storia di un tradimento, sopportato per amore; Il leone e la gallina è l’emblema delle schermaglie amorose di una coppia, che si paragona, con sottile ironia (mascherato da leone, ma ho paura di te) ai due animali; Sognando e risognando, già incisa dalla Formula Tre, è la corsa frenetica per arrivare puntuale ad un appuntamento (che gioia, anche il parcheggio ho trovato…). Il fuoco è, invece, l’unico brano esclusivamente strumentale della carriera di Battisti. Pare che Mogol, non particolarmente impressionato dal pezzo, non abbia voluto applicarci alcun testo. Così, con l’aggiunta di qualche vocalizzo qua e là, il brano sembra davvero testimoniare la scoperta del fuoco da parte dell’uomo primitivo.

Adesso “Zio Lucio” è davvero inarrestabile; le sue apparizioni in TV restano piuttosto regolari. Celebre è un duetto televisivo – rigorosamente dal vivo - con Mina, accompagnato dai suoi collaboratori abituali; è uno dei momenti più alti dell’intera storia musicale di quegli anni. Purtroppo si tratta dell’ultima apparizione televisiva in Italia dell’artista di Poggio Bustone: i rapporti con la stampa, e soprattutto con alcuni Soloni della critica musicale, cominciano a deteriorarsi e, piano piano, Battisti scomparirà della scena pubblica. Ma di questo potremo occuparci più in là: sta per arrivare Il mio canto libero.

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