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Mangia, Prega, Ama. Troppi Stereotipi E Un Percorso Interiore Quasi Superficiale


2 gennaio 2011 ore 19:03   di FeliciaLogozzo  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 359 persone  -  Visualizzazioni: 637

Non ho letto il libro da cui è tratto l'omonimo film, non sono dunque in grado di giudicare in sè la vicenda della giornalista americana partita alla ricerca di sè stessa. Quel che è certo è che la pellicola non è un film indimenticabile. La prima tappa che Liz Gilbert affronta, dopo aver deciso, senza delle motivazioni sufficientemente chiare per lo spettatore, di lasciare il marito, è il soggiorno in Italia.

Se la descrizione del viaggio stesso può essere verosimile e accettabile dal punto di vista del turista/spettatore americano, non lo stesso si può dire dopo aver seguito le scene con gli occhi di un italiano. Pasta, calcio, urla e disordine: è questa l'immagine dell'Italia che emerge dal film. Tanto per fare degli esempi, abbiamo un'affittacamere che parla in siciliano (ma affitta camere a Roma); gente che non rispetta la fila per prendere il caffè; persone che urlano e litigano in tutte le strade di Roma; una bambina che fa gestacci ai turisti per le vie di Napoli. A questo si aggiunge, nelle parole dei protagonisti, l'impettita Londra, l'ambizione dei newyorkesi e il sesso degli italiani, in un festival degli stereotipi piuttosto notevole.


Conclusa la parte mangereccia, il viaggio dovrebbe diventare più spirituale con le tappe dell'India e di Bali ma, nella pratica, non è facile seguire il percorso interiore della protagonista. Il film è troppo superficiale e Liz sembra deprimersi o innamorarsi senza che noi riusciamo a condividere, al di qua dello schermo, alcun suo pensiero.

La pellicola dura 140 minuti e mette a dura prova l'attenzione dello spettatore anche sul finale quando la storia d'amore (leggera anche questa come tutto il resto) con Javier Bardem la fa da padrone. Peccato per Julia Roberts e peccato perchè c'erano argomenti a sufficienza per fare un film magari più breve ma più corposo e profondo.

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