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Metro Goldwyn Mayer, La Fine Di Un Mito


2 maggio 2010 ore 21:35   di CoccoBill  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 8638 persone  -  Visualizzazioni: 13426

La storica compagnia di cineproduzione Metro Goldwyn Mayer rischia la chiusura a causa degli oltre tre miliardi di euro di debiti da pagare entro fine maggio.
La mitica casa di produzione di Hollywood dopo oltre ottanta anni di film che hanno emozionato il mondo intero potrebbe scomparire per sempre.
La “casa del leone”, fondata nel 1924 dal giovane ebreo nato a Minsk (Bielorussia) Lazart Mayer, ha regalato al pubblico delle sale cinematografiche un mondo di sogni.

Lazart Mayer, poco più che ventenne si trasferisce negli USA, a Boston, dove, con i soldi guadagnati vendendo rottami, compera un vecchio teatro trasformandolo in un cinema, in poco tempo diventa proprietario di una catena di sale cinematografiche in tutto il New England.


Entrato in società con il genio della produzione Irvin Thalberg, ex dipendente del colosso cinematografico Universal Pictures, Mayer, con il nuovo nome Louis B. Mayer, ottiene numerosi successi. Nel 1924 la “Mayer Pictures” si allea ad un altro produttore Samuel Goldwyn e al proprietario di sale cinematografiche Marcus Loew, nasce così la Metro Goldwin Mayer.
Proprio in quel periodo Samuel Goldwyn trova in un circo il leone Slats, addestrato ad aprire le fauci roteando la testa, a ruggire a comando.

Metro Goldwyn Mayer, La Fine Di Un Mito

Slats, soprannominato “Leo the Lion” (Leo il leone), diventa il logo della Metro Goldwyn Mayer, all’inizio d’ogni film ruggiva, anche se per i primi 4 anni Leo sbadigliava in silenzio, solo dal 1928, con l’invenzione del sonoro, il pubblico tremava sulle poltrone delle sale all’apparire di questo enorme bestione che ruggiva in modo spaventoso e sembrava uscire dallo schermo. Dopo Slats altri 5 leoni portano al successo la casa cinematografica che ha fatto la storia di Hollywood.

Mayer e gli altri soci riescono a cambiare il mondo del cinema, organizzano party faraonici, creano le “dive”, le donne irraggiungibili, invidiate e osannate in tutto il mondo.
Mayer “odiava” gli attori e detestava in particolare le dive del tempo in particolare Greta Garbo e Judy Garland, mentre era stranamente cordiale con Kathharine Hepburn, gli attori accettavano i soprusi solo perché i film prodotti dalla Metro sbancavano i botteghini.
Fra le numerose intuizioni di Mayer bisogna rimarcare una cantonata incredibile, era contrario alla produzione di “Via col vento” in quanto “…nessun film sulla guerra civile ha mai guadagnato un centesimo…”.
Nel 1957 con la morte di Mayer iniziano le difficoltà economiche, ma un colpo di fortuna evita la bancarotta, nel 1959 a Roma, sui set di Cinecittà, viene girato “Ben Hur” un film costato undici milioni di euro. Il kolossal prodotto dalla MGM potrebbe rivelarsi un clamoroso flop, invece solo negli Stati Uniti incassa oltre 500 milioni di euro e vince 11 premi Oscar, uno dei film più premiati di sempre.
Dopo il capolavoro, interpretato fra gli altri da Charlton Heston, la Metro produce altri film di grande successo come “Agente 007”, “2001: Odissea nello spazio” , “Rocky”.

Negli anni la Metro Golwyn Mayer cambia numerosi proprietari, fra i quali anche una cordata italiana capeggiata dal finanziario Giancarlo Parretti, nel 2005 è stata acquistata da un gruppo d’imprenditori capeggiati dalla Sony.
Fra i film prodotti dalla MGM da ricordare “L’ammutinamento del Bounty”, “Cantando sotto la pioggia” le serie dedicate a Tarzan, il musical “Il mago di Oz”, “Il dottor Zivago”, “Thelma & Louise”, “La maschera di ferro”.
Pure le popolari storie a cartoni animati di “Tom & Jerry” sono prodotte dalla MGM.

Tutti questi indiscutibili successi non sono basati ad evitare che il deficit finanziario della “casa del leone” diventasse un abisso, l’ultimo film in produzione, il 23° della saga “007”, è stato sospeso, forse i debiti sono riusciti ad eliminare James Bond, l’agente segreto di Sua Maestà.

“Leo the Lion” riuscirà ancora a ruggire nelle sale cinematografiche di tutto il mondo?

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