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Mike Patton's Mondo Cane - 24 Luglio 2010 - Recensione Del Concerto All'arena Di Milano


26 luglio 2010 ore 23:15   di blackfrancis  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 458 persone  -  Visualizzazioni: 990

Sono un rocker vecchio stampo, e ho sempre creduto poco al riciclaggio dei cantanti rock in altri generi, ma ieri sera mi sono dovuto ricredere. C'è anche da dire però che Mike Patton non è uno qualsiasi: la versatilità della sua voce è pari a quella del suo genio artistico e la sua padronanza delle tecniche canore gli permette facilmente di avventurarsi in nuove esperienze.

Mike Patton, già cantante dei Faith no more, e già poliedricissimo promotore di diversi altri progetti musicali, ha quindi saputo anche esplorare, rivisitare e proporre un repertorio sulla musica italiana anni sessanta; va sottolineato che il cantante californiano è comunque anche padronissimo della nostra lingua, in virtù anche del fatto che sua moglie è italiana. E questa sua rivisitazione sta riscuotendo grande successo, tant'è che l'arena di MIlano si riempie per poterlo vedere ed applaudire. E tra il pubblico anche qualche faccia nota e notissima, tra le quali Red Ronnie con troupe televisiva al seguito e addirittura il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che mai prima d'ora s'era vista qua ai concerti del Milano Jazzin Festival, nemmeno per la serata di Mark Knopfler.


Arrivo all'arena alle 18 e Mike è già sul palco a provare con tutta la sua banda, quando praticamente tutti gli artisti che prima di lui si sono esibiti su questo stesso palco non si sono visti arrivare all'arena prima delle 18.30; Mike invece da grande professionista quale è sta già sullo stage a scaldare la sua voce, insieme a tutti i suoi strumentisti che sono davvero tanti.

Vado a dare un'occhiata da vicino e il colpo d'occhio è davvero grandioso: Mike è al centro, seduto su uno sgabello, tutto intorno a lui i suoi strumentisti a semicerchio e alla sua destra un'orchestra di archi composta da una quindicina di musicisti; completano la formazione tre coriste su un palchetto rialzato dietro l'orchestra.

Per la gioia dei pochi fortunati già dentro l'arena e comunque per tutti quelli al di fuori della stessa ma a tiro di decibels, le prove di MIke e dei suoi sono esse stesse un mini concerto: Mike canta quasi per intero diversi pezzi che poi riproporrà più tardi ad arena gremita.

Come ogni sera, verso le 19.30 le porte dell'arena si aprono e piano piano gli spettatori cominciano ad affluire e a prendere posto all'interno. Il pubblico è davvero eterogeneo e variopinto: si spazia dai teenager agli ultrasessantenni; noto anche numerosi rasta presenti ed addirittura una coppia gothic. Numerosi sono anche gli spettatori stranieri anche se la serata sarà esclusivamente dedicata alla presentazione del suo disco italiano, pubblicato a Maggio di quest'anno e intitolato per l'appunto Mondo cane. L'arena si riempie e tanta gente entrerà poi anche a concerto iniziato.

Poco prima delle 21.30 MIke e i suoi appaiono e prendono posto sul palco. Sono tutti in tenuta da gala, tutti vestiti di nero; qualcuno sfoggia anche un papillon. Subito dopo l'ovazione d'obbligo del pubblico, Mike attacca con questo suo revival che per poco più di un'ora e mezza fa tornare indietro le sabbie del tempo di una cinquantina d'anni sul cielo di Milano. Ecco quindi eseguiti i pezzi per la presentazione del suo album di cover italiane tra le quali spiccano Il cielo in una stanza , Storia d'amore, Urlo negro e Deep deep down di Ennio Morricone che qualcuno ricorderà come sigla iniziale dell'unico film sinora girato su Diabolik, film del 1967 di Mario Bava, e di cui qualcun'altro ricorderà la solita straordinaria performance canora di Edda Dell'Orso e delle sue tre ottave di estensione vocale, ma questa è un'altra storia. E la capacità di Mike nel riuscire a calarsi anche in pezzi come questo dimostra indubbiamente che anche lui ad estensione vocale non scherza.

Verso la fine del concerto, come da tradizione, tutto il pubblico del parterre sino ad allora seduto tranquillamente si alza e si accalca alle transenne sotto il palco per poter vedere meglio MIke e la sua banda. L'omaggio del pubblico al cantante viene naturalmente ricambiato dal cantante stesso quando a concerto terminato si ripresenta sullo stage con i suoi strumentisti e tenendosi tutti per mano fanno un inchino collettivo agli spettatori. Qualcuno gli lancia una rosa, qualcun altro un cartello per lui con scritto "MIke vieni che ti offriamo da bere", ma l'inchino della band è stato l'atto conclusivo di questa serata, e anche se i fans più accaniti continuano a reclamare a gran voce una ulteriore uscita per altri bis, l'accensione delle luci dell'arena è il segnale che il concerto è davvero terminato.

Che altro dire... Ancora una volta MIke ha fatto centro e l'idea di riproporre vecchi successi italiani è stata molto azzeccata e sicuramente porterà ancora molti applausi e consensi al cantante californiano ma ormai quasi nostro compatriota. Il revival è amato dai più giovani che scoprono nuove canzoni ed è altrettanto amato dai meno giovani che hanno la possibilità di ripensare con nostalgia a quando i più giovani erano loro. Auguri Mike!

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Commenti

 
  • lettricepercaso
    #1 lettricepercaso

sei quasi commovente nel descrivere. non devi essere tanto giovane ne deduco. l'aria e' quasi nostalgica. sei bravino. auguri blackfrancis

Inserito 27 luglio 2010 ore 01:30
 

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