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Recensione Del Film L' Uomo Bicentenario Con Robin Williams


23 novembre 2016 ore 19:22   di ellebi31-05  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 350 persone  -  Visualizzazioni: 404

A volte, quando la sera si ha voglia di vedere un bel film, facendo zapping con il telecomando tra i numerosissimi canali oggi offerti dal digitale terrestre, se si è fortunati, se ne trova uno che non si era mai visto e la cui storia è molto gradevole e significativa. In una di queste sere sul canale Nove leggendo la trama del film, mi è parsa interessante ed ho visto l'uomo bicentenario con Robin Williams che è uno dei miei attori preferiti.

Tutti i film di Robin Williams che ho visto li ho trovati molto significativi e belli e mi è dispiaciuto che questo brillantissimo attore americano sia morto suicida l'11 agosto 2014. Aveva 63 anni. All'inizio si diceva che si fosse ucciso senza alcun motivo o forse per depressione. La moglie ha invece reso noto il motivo per il quale ha deciso di porre fine alla propria vita: le era stata diagnosticata una malattia neurodegenarativa simile al Parkinson e all'Alzheimer la cui aspettativa di vita era al massimo 3 anni e proprio a causa di quella grave malattia aveva molti problemi: non riusciva a dormire, aveva sempre problemi di stomaco e soprattutto non riusciva a ricordare le cose, neanche una battuta di un copione. Non riuscì ad accettare tutto questo e si uccise. Nella vita era una persona molto generosa: sosteneva con borse di studio alcuni studenti, aiutava un ospedale per bambini e contribuiva nelle campagne a favore dei senzatetto con spettacoli televisivi.


L'incipit del film è "in un futuro non molto lontano" e a vedere i passi da gigante fatti dalla robotica nel far somigliare sempre più agli uomini nei movimenti e nell'intelligenza i robot chiamati umanoidi, a ragione si può immaginare che un film di fantascienza potrebbe diventare realtà proprio come è stato per altri che si pensava dovessero rimanere solo il frutto di immaginazione ed invece sono diventati realtà.

Il signor Martin acquista il Robot Andrew affinché possa dare una mano in casa e ad ogni componente della famiglia. La moglie era un po' restia ad averlo tutto il giorno in casa ed anche alla figlia maggiore non era molto gradito infatti una sera gli ordinò di buttarsi dalla finestra per far sì che si rompesse. Alla più piccola di casa, da lui chiamata piccola Miss, Andrew inavvertitamente le ruppe un cavallino di cristallo e per riparare alla brutta azione gliene costruì uno di legno dopo aver letto un manuale: questo affettuoso gesto la conquistò.

Ben presto tutti si accorsero che quel robot non era come tutti gli altri infatti era capace di provare emozioni, era dotato di sensibilità ed intelligenza. Il signor Martin lo istruì su molte cose ed Andrew imparò a progettare e costruire orologi. Passava molto tempo a suonare il pianoforte con la piccola Miss, la quale da adulta si era innamorata della sua gentilezza, della sua dolcezza e sensibilità. Si sposò con un uomo, ma in realtà era innamorata di lui.

Recensione Del Film L' Uomo Bicentenario Con Robin Williams

In seguito, anche grazie a tutti i libri che aveva letto, cominciò a sorgere in lui il desiderio di libertà: comprò una casa propria ed andò a cercare una sua simile, ma non la trovò. Decise così, grazie all'aiuto di un esperto del quale divenne amico, di ottenere sembianze umane. Andò così a cercare quella che era stata la sua famiglia e la piccola Miss, ormai nonna, lo riconobbe. Quando questa stava per morire, stringeva tra le mani il cavallino di legno che lui le aveva costruito perché non aveva mai dimenticato quel gesto affettuoso che lei da bambina molto sensibile non aveva mai dimenticato.

La piccola Miss aveva una nipote, Portia, che le somigliava moltissimo esteticamente, come lei amava il pianoforte ed era sensibile. A poco a poco si fece conquistare da Andrew, ma lei pensava fosse impossibile stare con lui perché era sempre un robot. Per amore di lei progressivamente fece apportare delle modifiche al suo sistema che lo facessero somigliare sempre di più agli umani.

Andrew cerca di ottenere l'autorizzazione di essere riconosciuto un essere umano per poter sposare Portia ma non la ottiene. Inoltre c'è una cosa che non li può far invecchiare insieme: lei ha 75 anni, per lui il tempo è infinito. Così per amore di lei fa fare al suo amico un'ultima modifica: diventare mortale. Ormai invecchiato si ripresenta per ottenere finalmente l'appartenenza al genere umano. A 200 anni, in punto di morte, viene a sapere che è legato in matrimonio con la sua amata e muore. Lei chiede all'infermiera di staccarle la spina per poter raggiungere il suo Andrew.

Il finale da un lato è molto triste perché muoiono tutti e due ma dall'altro è molto significativo: lui per amore di lei si rende mortale e lei per amore di lui anche se avrebbe potuto continuare a vivere, sceglie di morire perché non può vivere senza di lui: due esempi dell'amore più grande che c'è.

Di questo film ho amato moltissimo la sensibilità, la gentilezza, la dolcezza, l'amore e l'interesse per il benessere delle persone con le quali era a contatto, la felicità del poter servire, la lealtà, il rispetto, l'amore per le cose belle come i libri, la musica, la libertà, l'indipendenza, la capacità di imparare, di provare sentimenti elevati come l'amore, l'affetto, l'amicizia, il dare e il fare senza volere sempre qualcosa in cambio, l'amore per le piccole cose e per quelle grandi di questo robot che se ci si pensa sono tutte le più belle peculiarità degli esseri umani ma che molto spesso le si tengono sopite per lasciare spazio a tutto quello che è opposto a queste cose meravigliose.
Non ho mai amato molto i film di fantascienza, ma questo mi è piaciuto moltissimo perché attraverso un robot si vede quello che di più aulico c'è negli esseri umani e sarebbe bellissimo se tutti riuscissimo ad essere un po' come Andrew: ci sarebbe un mondo migliore.

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