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Red Sparowes - At The Soundless Dawn


18 marzo 2011 ore 13:17   di murales  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 346 persone  -  Visualizzazioni: 547

Red Sparowes è una band lontana dal classico concetto che conosciamo ed allo stesso tempo è qualcosa di diverso da un vero e proprio progetto parallelo.
Un'idea nata dalla mente vulcanica di Bryant Clifford Meyer degli Isis e del chitarrista dei Neurosis Josh Graham, capaci di riunire accanto a loro un gruppo di artisti che da sempre segue la complessa via della sperimentazione.
I nomi che compongono questo ensemble sono indubbiamente poco noti ai più ed allo stesso tempo un forte richiamo per gli esperti del settore. Questo perché i membri dei Red Sparowes provengono da realtà molto conosciute all'interno del circuito underground.

Le band in questione sono: Isis, Neurosis, Halifax Pier, The Cignal.
I primi due nomi, i più noti, chiariscono subito quanto ci si deve aspettare da questo disco. Non è metal e non è hardcore. Non è musica veloce ed aggressiva, ma pesantemente cadenzata. Dai ritmi ipnotici ed ossessivi.
Fin dalle prime note l'idea alla base di At the soundless dawn inizia a prendere corpo, le tante realtà sonore che compongono il disco vengono plasmate da mani sapienti ed ora hanno una forma ben definita.
Questo è un lavoro strumentale nato non come una mera esibizione di tecnica fine a stessa, bensì come tentativo di raccontare con il solo ausilio della musica.


Red Sparowes è un insieme di idee diverse ed allo stesso tempo convergenti verso un unico punto. Post-rock prima di ogni cosa, questo è quello che i musicisti sono in grado di proporre.
Il richiamo alle sonorità della casa madre (le band di appartenenza di ogni singolo musicista) sono per forza di cose evidenti, ma in questo lavoro vengono smussati parecchi angoli.
Il sound risulta decisamente ammorbidito, la pesantezza delle ritmiche è in parte accantonata a favore di ipnotiche sonorità che servono a creare la giusta miscela. L'amalgama che questi artisti riescono a creare è complessa ed allo stesso tempo lineare.

Un disco con l'anima in lenta evoluzione che lascia trasparire fin da subito emozioni e momenti lirici, a partire dalla prima canzone Alone and Unaware, The Landscape Was Transformed in Front of Our Eyes uno dei migliori brani post rock mai incisi.
In questa, come nelle successive canzoni, l'atmosfera sembra avvolgere tutto quello che ci circonda salendo lentamente come una tenue nebbiolina. Le raffinate armonie sono fatte da arpeggi e timbriche soavi che solo in parte tendono ad accelerare nel ritmo.
The Soundless Dawn Came Alive as Cities Began to Mark the Horizon è un quadro dove le pennellate sono costituite da intrecci armonici ed estremamente soft, alternati a parti elettroniche che vanno componendo un sottofondo avvolgente. Anche in questo caso l'atmosfera si concretizza lentamente, coinvolgendo chi ascolta in un viaggio onirico raccontato sottovoce per tutta la durata del disco.
La struttura dei brani si sussegue in maniera similare senza però divenire mai ripetitiva e banale.
Un'ora di musica suddivisa in sette capitoli di un sogno apparentemente malinconico. Più che tristezza c'è forse una sorta di rassegnazione a creare l'atmosfera autunnale che pervade, in più punti, le sette canzoni fino ad essere espressamente raccontata in Our Happiest Days Slowly Began To Turn Into Dust

At the soundless dawn è una poesia decantata attraverso l'ausilio di complesse sonorità, eseguite magistralmente, cariche d'intensità e passione. Provate a leggere in fila, uno dopo l'altro, i titoli dei brani: un racconto poetico narrato dalla musica, viva più che mai.
I Red Sparowes non hanno di sicuro inventato niente, ma hanno il pregio di aver realizzato un disco praticamente perfetto. Tutto è al posto giusto, non un elemento in più o uno in meno; sembra quasi la trasposizione in musica di formula matematica. Il merito è sicuramente dovuto all'esperienza di chi sta dietro a questo progetto che ha voluto realizzare un lavoro onesto e soprattutto sentito. Questo full lenght non è altro che l'espressione della loro interiorità raccontata da chi fa musica per passione.
Un disco introspettivo molto vicino alla giusta colonna sonora per farsi cullare dalle note, osservando un cielo stellato. Lontano da tutto e da tutti, avvolti solo dall'atmosfera che questo splendido lavoro è capace di regalare.

Se avete voglia di addentrarvi in questo mondo provate a leggere la recensione ascoltando questi brani.

Red Sparowes - Alone and Unaware, the Landscape Was Transformed in Front of Our Eyes
http://www.youtube.com/watch?v=D4s6Oo5T86c
Red Sparowes - Buildings Began to Stretch Wide Across the Sky, and the Air Filled With a Redish
http://www.youtube.com/watch?v=W5ZuL2e02ls
Red Sparowes - The Soundless Dawn Came Alive as Cities Began to Mark the Horizon.
http://www.youtube.com/watch?v=G2CZbxsKqK0

Titolo: At the Soundless Dawn
Etichetta: Neurot/Goodfella
Anno di pubblicazione: 2005
Nazione: USA.
Genere: Post rock
LINE UP:
Bryant Clifford Meyer – chitarra (Isis)
Josh Graham – chitarra (Neurosis)
Jeff Caxide – basso (Isis)
Greg Burns - basso, pedal steel (Halifax Pier)
Dana Brkovitz – batteria (Pleasure Forever)

TRACKLIST:
1. Alone And Unaware, The Landscape Was Transformed In Front Of Our Eyes
2. Buildings Began to Stretch Wide Across the Sky, and the Air Filled with a Reddish Glow
3. The Soundless Dawn Came Alive as Cities Began to Mark the Horizon
4. Mechanical Sounds Cascaded Through the City Walls and Everyone Reveled in their Ignorance
5. A Brief Moment of Clarity Broke Through the Deafening Hum, but it Was Too Late
6. Our Happiest Days Slowly Began to Turn into Dust
7. The Sixth Extinction Crept up Slowly, Like the Sunlight Through the Shutters, as We Looked Back in Regret

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