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Sanremo: Roberto Benigni E L' Orgoglio Di Essere Italiani


18 febbraio 2011 ore 00:57   di Valevale  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 480 persone  -  Visualizzazioni: 777

Sono le h 22:28 quando fa il suo ingresso sul palco dell' Ariston in un modo del tutto particolare il comico Roberto Benigni, entra con la musica di "Arriva il carro armato" di Nicola Piovani, colonna sonora de "La vita è bella", su un cavallo bianco e la bandiera italiana, proprio come nel film. La sua prima frase è Viva l'Italia, non perde tempo Benigni, coinvolge subito tutti con la sua straordinaria presenza, si dice dubbioso per l'ingresso con il cavallo, nonostante sia bellissimo, perchè è un periodo che ai cavalieri non va tanto bene...

Si dice molto felice per poter essere questa sera al festival per una cosa così straordinaria, prima fra tutte l'esegesi dell'inno d'Italia, chiama gli italiani "corpo del mio cuore" ed è lieto di essere con Gianni Morandi, perchè "ha uno stile nella presentazione memorabile, bello, calmo, non reagisce, può succedere di tutto e lui niente, il prossimo festival lo facciamo presentare a Bersani". Si parlerà del Risorgimento, solamente e sottolinea, dell'inno di Mameli, esclusivamente di quello perchè non ci sono altri argomenti salienti, racconta che ieri sera ha visto Andy Garcia che ha detto che non c'è niente che non gli piaccia del'Italia, qua Benigni rimane un po' stupito e chiede se ci sia ancora, perchè vorrebbe dirgli due, tre, cose.


Parlerà solo dell'inno il nostro comico, ma sono continui i riferimenti politici, "dov'è la vittoria, sembra scritto dal pd, dov'è la vittoria, Bersani!" ; parlerà solo dell'inno: " l'Italia ha solo 150 anni, è una bambina l'Italia, per una nazione è niente, una minorenne" aveva promesso di non divagare, ma non ce la fa e continua: "Mameli quando scrisse l'inno aveva 20 anni, a quell'epoca la maggiore età si raggiungeva a 21 anni, era minorenne, non se ne può più di questa storia della minorenne, che tra l'altro è nata proprio a Sanremo, la Cinguetti cantava non ho l'età, anche lei si era spacciata per la nipote di Claudio Villa". Tocca quindi l'argomento Ruby Rubacuori e simpaticamente chiede a "Silvio" una sola battuta, dicendogli che se non gli piace può sempre cambiare canale, per esempio rai due, ma essendoci Santoro, ammette che in effetti stasera potrebbe essere una serataccia. L'unita di Italia è sacra, ci prega di non toccare almeno questa, perchè l'Italia divisa in tre, avrebbe tre costituzioni e tre Berlusconi.

E' un torrente in piena Benigni, parla di Vittorio Emanuele II, dei Savoia, la casa reale più antica d'Europa, casa reale che è andata sempre avanti fino ad Emanuele Filiberto che si è incontrato con Pupo a Sanremo e hanno vinto anche loro. E' onorato di fare l'esegesi dell'inno di Italia, non smette mai di ripeterlo, perchè l'impresa che hanno fatto quelle persone, è una cosa memorabile, inenarrabile, hanno dato la vita per noi, la loro è una "grandezza intrisa di gioventù". Erano infatti tutti ragazzini, Cavour, Mazzini, ci spiega che sono tutti morti a 25,26,28 anni, ha delle parole anche per Garibaldi che era conosciuto in tutto il mondo, i più grandi scrittori dell'epoca come Dickens, Dumas, seguivano Garibaldi con il taccuino e mandavano soldi per finanziare "questa grandezza immensa eroica, epica" .Tutti gli italiani erano considerati un mito, li seguivano dappertutto, dove c'era un ingiustizia si diceva "chiamiamo Garibaldi".

E' visibilmente orgoglioso, quando dice che l' Italia è l'unico paese al mondo dove è nata prima la cultura e poi la nazione, per lui "il vero patriota non ritiene mai il suo paese il migliore di tutti, un sano patriottismo è la cosa più salutare del mondo, avere quel sentimento, amarla troppo non fa mai bene, anche in amore non fa mai bene, quando si ama, quando si sente la bandiera ci si accorge che non è una cosa effimera, è una cosa eterna". Il discorso poi ritorna sui grandi del Risorgimento, dice che nessuno li poteva fermare, Cavour, Mazzini e Garibaldi sono usciti dalla politica più poveri di quando siano entrati, ma hanno arricchito gli italiani. Il suo è un elogio al passato perchè se non lo si conosce non sappiamo come muoverci nel futuro, la parola Risorgimento, è stata usata dall'Alfieri per primo, con il riferimento alla resurrezione, è una cosa religiosa, che viene dal Vangelo; l'Italia era un corpo dilaniato, saccheggiato, "il corpo più bello del mondo", parla delle tantissime opere italiane presenti nel Louvre ed è contento, orgoglioso, di poter camminare là e dire " io appartengo a quella grandezza". Il monologo si avvicina pian piano all'interpretazione dell'inno, ci racconta di Mameli, dei suoi 20 anni e di Michele Novaro il musicista, ribadisce che erano tutti giovanissimi e che quest'ultimo era poverissimo anche perchè la Siae non gli aveva mai dato un soldo.

Il momento dell'interpretazione critica dell'inno è stato veramente molto commovente e pieno di significato. "Fratelli d' Italia, l' Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio, immaginatevi un figlio vostro, 20 anni, morto dopo sei mesi insieme a Garibaldi per una ferita alla gamba, l'Italia s'è desta, svegliatevi ,svegliamoci, è l'unica maniera per realizzare i propri sogni" sul "striangiamci a coorte", dice di stare uniti, proprio come il motto di Morandi. Con il secondo verso, conosciamo la storia della bandiera italiana, il perchè di quei colori, la nostra bandiera, racconta, le canzoni, una poesia d'amore si può scrivere in dialetto, ma ci vuole una lingua che unisca, la lingua è la nostra identità più profonda, "meglio che ci levino tutto ma la lingua no".

La bandiera, o meglio i colori, vennero presi da un verso di Dante Alighieri, versi in cui il grande scrittore descrive l'apparizione di Beatrice: "Donna m'apparve sotto verde manto, Vestita di color di fiamma viva" fu Mazzini a scegliere questi tre colori, la nostra bandiera viene da Dante Aligheri, "vogliategli bene a quella bandiera. uniamoci amiamoci" afferma Benigni.

Si sofferma anche a parlare delle donne del Risorgimento, sono donne che hanno combattuto per noi, porta l'esempio di Anita Garibaldi che è morta incinta seguendo suo marito per andare a Venezia, parla delle madri che si scrivevano tra di loro e cercavano notizie sui figli, sui mariti, fratelli e non hanno mai avuto diritti; ci ricorda la nostra prima donna ministro nel 1976, Tina Anselmi, queste, dice: "sono donne alle quali volergli bene". Manda un messaggio anche ad Umberto Bossi, perchè anche il pezzo più piccolo dell'Italia è Italia e tanti ragazzi sono morti per queste cose, il Risorgimento è stato fatto per l'Italia, e loro hanno imparato a morire per la patria affinchè noi potessimo viverla. Prima di chiudere ci manda inoltre un messaggio di felicità: "Siate felici e se la felicità si scorda di voi, voi non dimenticatevi della felicità".

Per ultimo, ci chiede di immaginare un ragazzo sul campo di guerra che ha appena imparato l'inno e se lo canta da solo pensando che non sta proteggenfo la terra dei suoi padri, ma sta tutelando la terra dei suoi figli, il siamo pronti alla morte, non lo dicevano così per dire, ma lo pensavano davvero. Si immedesima in quel giovane ragazzo e canta Benigni, canta l'inno d'Italia dandogli un interpretazione molto sentita e toccante, poi va via così, tra standing ovation e tanti applausi, e con noi ancora più orgogliosi di essere italiani come un genio del suo calibro.

Sanremo: Roberto Benigni E L' Orgoglio Di Essere Italiani

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