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Strade Blu 2011, Il Festival Musicale Compie 10 Anni


11 agosto 2011 ore 13:21   di antimoral  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 338 persone  -  Visualizzazioni: 651

All'interno del variegato calderone nel quale è compresa la plètora di festival più o meno legittimi, patentati e decaduti che ogni estate hanno luogo sul territorio nazionale, un posto di tutto riguardo spetta senza dubbio al purtroppo ancora misconosciuto Strade Blu, una rassegna che ha luogo nei mesi di Luglio e Agosto presso alcuni tra i più volenterosi comuni del comprensorio romagnolo e che, nonostante abbia proprio quest'anno varcato la fatidica soglia dei dieci anni d'attività, continua ad essere bellamente e colpevolmente ignorato dai grandi network e dai "media" più in vista, che perseguono per evidenti ragioni commerciali tutt'altra linea editoriale.

Nonostante, da autentico appassionato, io compia ogni giorno per mezzo della Rete un minuzioso lavoro di ricerca nell'intento di portare alla luce e scovare gli appuntamenti concertistici più rilevanti, ho scoperto "Strade Blu" solo e non più tardi di tre o quattro anni fa. Ad ogni modo da quando sono venuto a conoscenza della sua esistenza ha saputo regalarmi tante e tali soddisfazioni che credo sia giunto il momento di ricambiare. Ho deciso di farlo per mezzo della scrittura di un articolo che, nelle mie speranze, possa contribuire a divulgarne il valore e la purtroppo ancora non estesa fama.


Come i lettori più intuitivi avranno già compreso "Strade Blu" si propone di raggiungere in ambito musicale l'identico obiettivo che lo scrittore d'origine pellerossa William Least Heat-Moon, col romanzo autobiografico che porta lo stesso titolo, si prefisse di conseguire in ambito letterario. "Strade Blu", il libro, è infatti il racconto di un personaggio che sceglie di prendere la decisione campale di accantonare la sua esistenza da persona "normale" e di saltare sul suo scalcagnato ma irrinunciabile furgone, per viaggiare attraverso i tanti percorsi secondari che sulla cartina geografica d'America godono di un'evidenziazione molto ma molto relativa.

Alla base del progetto "Strade Blu" c'è l'obiettivo di attuare in un contesto musicale quello che Heat-Moon pose in essere sulla pagina scritta. Il che corrisponde naturalmente al proponimento finalizzato ad evitare qualunque contatto con il compromesso ed artificioso "mainstream" delle sette note (quindi niente smargiassate hip-hop nè inutile frastuono metallaro nè il "glamour" posticcio ed iper-costruito dei personaggi alla Lady Gaga). Conseguentemente "Strade Blu" si presenta come una sorta di piccola missione consacrata esclusivamente alla valorizzazione delle figure dei bardi, trovatori e "storytellers" (definirli semplicemente cantautori o gruppi mi sembra alquanto riduttivo) che le onnivore leggi del Mercato non sono mai riuscite nè mai saranno in grado di fagocitare. Grazie a questo progetto, sicuramente unico in Italia e probabilmente nel resto d'Europa, si può godere del privilegio di ritrovarsi immersi come per incanto in una dimensione semi-inedita che, in virtù del gioco ad incastri interdisciplinare che coinvolge praticamente tutte le forme d'arte, concerne ad un tempo il lato musicale ma anche letterario - e perchè no cinematografico, pittorico e via dicendo.

Stilare un elenco dettagliato dei tanti artisti che nel tempo sono passati per i palcoscenici, musicali e naturali, di quei deliziosi paesini del'entroterra romagnolo è naturalmente improponibile. Sia qui sufficiente ricordare che Dan Stuart e Steve Wynn, che all'inizio degli anni '80 riscrissero i connotati della composizione rock molto più a fondo e molto prima dei sopravvalutati alfieri del movimento "grunge", a Faenza e dintorni sono ormai considerati cittadini onorari. Anche il mai troppo compianto Alex Chilton, per una volta, fece parte di questo nobile cartellone. Inoltre mi si narra meraviglie di una serata svoltasi a Modigliana quando ancora non sapevo dell'esistenza del festival in cui, circonfuso da saporitissimi aromi di derivazione celtica, si esibì un insolito ed irripetibile duo formato da Robyn Hitchcock e da un certo John Paul Jones, musicista dai celebrati trascorsi zeppeliniani, propostosi in quell'occasione nella non frequente veste di mandolinista.

L'edizione 2011 di "Strade Blu" sta ormai volgendo al termine. Rispetto a quelli passati il programma di quest'anno si è presentato meno nutrito dal punto di vista quantitativo, probabilmente a causa delle cieche ed ottuse politiche messe in atto dalle varie amministrazioni (nazionali e di conseguenza locali) che, senza distinzione di colore, da troppi anni relegano la cultura al fondo dei loro interessi, quando addirittura non la boicottano direttamente.

Difficoltà contingenti e logistiche a parte, "Strade Blu" non perde però mai di vista il desiderio di offrire comunque un prodotto altamente qualitativo. L'edizione del decennale ci ha permesso di ammirare infatti il sempre generosissimo Joe Ely, i mai domi e sempre più vitali Hot Tuna e un sontuoso progetto "solo and acoustic" di Robyn Hitchcock, che ha omaggiato Bob Dylan in occasione dei suoi 70 anni pescando a piene mani dal suo immenso repertorio. Il già ricco piatto è stato reso ulteriormente gustoso con l'inserimento, di fianco agli "standard" dylaniani, di alcuni eterni classici d'annata a firma Hendrix, Lennon & McCartney, Ray Davies e Nick Drake.

Il sipario si chiuderà sulla nuova edizione di "Strade Blu" subito dopo la conclusione del concerto di Faenza del 22 Agosto. Invito i lettori ad anteporre quest'impegno (tutt'altro che oneroso e, anzi si prevede, piacevolissimo) a qualunque altro. Andrà in scena infatti un evento incredibile che forse non sarà mai replicato di qui alla fine dei tempi, al punto che viene spontaneo chiedersi come riescano i prodi organizzatori Antonio ed Andrea a procurarsi queste straordinarie esclusive. L'affascinante titolo del progetto è "Border Music" e ne sono autori David Hidalgo, noto ai più per essere "solo" uno dei componenti dei Los Lobos - e Marc Ribot, forse attualmente il più poliedrico, versatile e multi-sfaccettato tra tutti i chitarristi bianchi.

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