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Toy Story 3 : Un Bel Film Sulla Crescita Accusato Di Sessismo E Omofobia


19 luglio 2010 ore 03:38   di DeletedUser10062014  
Categoria Cinema TV e Musica  -  Letto da 392 persone  -  Visualizzazioni: 625

Il terzo (e forse ultimo) capitolo di 'Toy Story' è all’altezza degli altri due. Per i giocattoli il tempo non è passato, per il loro padrone invece sì. Andy ha ormai 17 anni e deve partire per il college. È finita l’età dell’innocenza, della fantasia più feconda, del gioco come mestiere. I feticci dell’infanzia vengono sostituiti da quelli della tarda adolescenza : cellulare, computer, automobile. Ma se quello che siamo oggi è il risultato di quello che siamo stati, quei feticci avranno sempre per noi un significato speciale, saranno sempre circondati da un’aura magica.

'Toy Story 3 – La grande fuga' è stato definito da alcune femministe statunitensi “un film sessista e omofobico”. Addirittura! È vero, Barbie è sensibile al fascino di Ken e il suo più grande desiderio (come quello di milioni di donne in tutto il mondo, siamo realisti) è quello di vivere in una casa da sogno con il suo lui e una stanza-guardaroba stile Carrie Bradshaw. Ma appena si sente presa in giro, l’oca bionda firmata Mattel non esita a umiliare il suo bel principe usando intelligenza, fascino e forza. Ken dà nell’occhio perché è un dandy effeminato.


Certo, così come darebbe nell’occhio una ragazza che si comporta da maschiaccio e parla come uno scaricatore di porto. Io non ci vedo nulla di omofobico. I generi esistono, non sono una convenzione. Gli uomini sono diversi dalle donne e questo è un dato di fatto che non possiamo ignorare. I “mix” uomo-effeminato/donna-mascolina (che tra l’altro oggi vanno tanto di moda) danno per forza di cose nell’occhio e possono suscitare ilarità.

Ma da qui a parlare di “fobia” c’è lo stesso divario che separa le persone sane da quelle malate. Il film è stato inoltre criticato perché ci sono più personaggi maschili che femminili. Quindi? Cos’è, adesso anche il cinema richiede un minimo di “Quote Rosa”? Allora, per par condicio, perché non critichiamo anche film come 'The Women' o libri come 'Piccole Donne'? Non trovate che siano tutti troppo pieni di personaggi femminili?!? Per me sono polemiche infondate.

Alla fine del film, il personaggio che emerge come vincitore morale è, ancora una volta, il mitico cowboy Woody, non perché è un uomo, macho o effeminato, ma semplicemente perché è buono, onesto e leale : le qualità sovrastano qualsiasi genere, puro o ibrido che sia.

'Toy Story 3', più che voler aprire ridicoli dibattiti su sessismo e omofobia, vuole parlarci di abbandono, amicizia e crescita. Una volta cresciuti, che fare di quei pezzi di plastica colorati, di quei fedeli compagni di gioco, di quei personaggi un tempo adorati? La verità è che non importa cosa ne faremo fisicamente, l’importante è condividerne il ricordo con le nuove generazioni. Possiamo buttarli, conservarli, regalarli, ma non potremo mai dimenticarli.

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