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Come Scrivere Una Recensione Professionale


18 aprile 2010 ore 19:52   di inpress  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 2381 persone  -  Visualizzazioni: 3490

In un’accezione tecnica, la recensione è un genere giornalistico. È la forma peculiare delle sezioni “spettacoli” e “cultura” dei quotidiani. Si recensiscono libri, spettacoli teatrali, concerti, film, album musicali. Ma anche programmi televisivi, software, siti web, videogiochi, ecc. A prescindere dall’oggetto della recensione, essa implica un'operazione critica, frutto di un’analisi attenta, di un confronto con le proprie conoscenze, competenze ed esperienze culturali. Lo scopo della recensione è informare e, al tempo stesso, orientare il lettore. La caratteristica specifica che distingue la recensione dagli altri generi giornalistici è che, mentre in questi le opinioni devono essere separate dai fatti, in quella le opinioni personali non possono disgiungersi dai fatti, dalle informazioni. La recensione in tal senso è un genere tipicamente italiano. Il giornalismo anglosassone, per esempio, distingue tra criticism e reviewing, tra critici e recensori. I primi hanno il compito di commentare un’opera, un libro, ecc…e sono spesso studiosi, accademici. I secondi devono informare e sono perciò giornalisti.

La recensione è un testo composto di due parti: una informativa e una valutativa. La prima contiene le informazioni essenziali che identificano uno spettacolo. La seconda esprime un giudizio critico.
La prima cosa da sapere è per chi si scrive: per un quotidiano di vasta diffusione, per una rivista specializzata, per un sito internet, ecc. Conoscere il destinatario significa calibrare la tecnica espositiva, l’organizzazione del pensiero, la completezza e il controllo delle informazioni in modo più efficace. Se si scrive per una rivista specializzata, si dovranno omettere informazioni note allo specialista (per esempio i cenni biografici su un autore molto conosciuto). Si utilizzeranno un linguaggio tecnico e un’analisi approfondita. Si darà rilievo anche ai dettagli. Sarà bene fare dei collegamenti con i lavori precedenti dell’autore o con altre opere dello stesso genere.


Se si scrive per un quotidiano generalista, il destinatario in linea di massima non avrà una conoscenza approfondita dell’argomento. Perciò bisognerà fornire anche informazioni che riteniamo scontate. Evitando i tecnicismi.
La lunghezza di una recensione può variare dalle 20 alle 90 righe (e oltre, per le riviste di settore). Può essere troppo o troppo poco. Tutto dipenderà da come sapremo sfruttare lo spazio. È qui che entra in gioco la capacità di sintesi e l’abilità del recensore.
Nella parte informativa, bisogna inserire le notizie fondamentali. La regola delle 5 W (Who ? - chi? Where ? – dove ?, When ? – quando ?, What ?- che cosa ?, Why ?– perché?) fornisce una “griglia”, uno schema, che consente di circoscrivere i dati essenziali, ricorrenti in ogni situazione. Nel caso di uno spettacolo teatrale, di un libro di un album musicale, di un film, elencheremo gli elementi che identificano l’opera: autore, titolo, anno di pubblicazione, genere. Un cenno telegrafico sull’autore e sul suo percorso artistico, sempre che non si tratti di un classico o di contemporaneo universalmente noto, è sempre utile. E la trama.? Occorre condensarla in poche righe o esporla minuziosamente? In linea di massima, è bene non svelare troppo. Se si tratta di un giallo, di un film o di una pièce teatrale dal finale a sorpresa, eviteremo di svelare il finale. Se scriviamo per una rivista specializzata aggiungeremo anche i dettagli: l’ambientazione, i personaggi, la struttura, lo stile, i temi, gli spunti di riflessione, gli elementi scenici (nel caso di una rappresentazione teatrale), ecc.;
Nella parte valutativa esprimeremo le nostre valutazioni critiche. Il giudizio critico dovrà esercitarsi su elementi quali l’impostazione generale dell’opera, le questioni fondamentali che solleva, ciò che l’autore è riuscito a comunicarci, l’organicità, la coerenza tra le parti, ecc (nel caso di un libro); il riferimenti alla regía: che tipo di regía è stata scelta e perché, se rispetta o stravolge il testo, l’interpretazione degli attori, ecc., (nel caso di spettacoli teatrali/film). Nell’esporre i nostri giudizi, dovremo argomentarli, spiegare su quali elementi siamo basati.

Prima di iniziare a scrivere, costruiamo una scaletta delle informazioni. Nel corso del lavoro la scaletta potrà essere completamente modificata. Ma è importante che fin dall’inizio ce ne sia una. Una scaletta è come una mappa che ci guida lungo un percorso. Cosa fare se si incappa nella “sindrome del foglio bianco, se cioè ci si siede davanti alla scrivania, si mette mano alla tastiera (o alla penna), e poi... ci si blocca, senza riuscire ad andare avanti? Il consiglio è di cominciare a metà, proprio dal primo punto che vi salta in mente, dove sapete cosa scrivere. Dopo, troverete anche l’inizio e la fine, sempre che la stessa metà non diventi l’inizio.
La scrittura deve essere chiara ed efficace. La chiarezza di scrittura è una dote. Ma esistono molti accorgimenti per imparare a scrivere in modo chiaro. Uno dei più sicuri è il ricorso a frasi brevi. Scrivete nel modo più semplice possibile. Utilizzate la paratassi (coordinazione) piuttosto che l’ipotassi (subordinazione), evitando i periodi complicati da incisi e frasi subordinate. Eliminate le frasi secondarie. Se un periodo è troppo lungo, spezzatelo. Sbrigatevi a mettere il punto. C’è un rapporto direttamente proporzionale tra brevità e scorrevolezza (leggibilità) di un testo. Gli indici di leggibilità servono a misurare la facilità di lettura. Gli elaboratori di testo (come Word), per esempio, offrono strumenti di calcolo e di controllo, basati sulla formula di Flesch che possono darci una mano a scrivere in modo più chiaro. Il segreto è usare frasi e parole brevi. Non usate parole di cui non conoscete bene il significato. Dietro le terminologie imprecise spesso si nasconde una certa confusione di idee. Le parole difficili, rare, inconsuete rallentano la comprensione di un testo. Non usate parole straniere se c’è un corrispettivo italiano. Ovviamente un testo sarà sempre oscuro e poco scorrevole se l’autore non avrà raggiunto una sufficiente chiarezza concettuale.
Quanto all’efficacia, ecco alcuni suggerimenti per catturare l'attenzione di chi legge. Cercate un attacco energico e inventivo, d’effetto. Per esempio una frase nominale (non «La vicenda è ambientata a Milano nel dopoguerra», ma «Milano, dopoguerra»), uno slogan, un aforisma, una battuta incisiva. Evitate le espressioni banali, le frasi fatte, le ripetizioni. Va bene anche qualche interrogativa retorica, ma senza esagerare. Usate i verbi al presente: l'esposizione sarà più immediata e più agile. Chiudete la recensione con un riepilogo del giudizio o un’immagine che lasci un segno nel lettore. Dopo aver finito di scrivere, rileggete attentamente. Siate impietosi con voi stessi. Eliminate il superfluo. Spostate le informazioni che non vi sembrano ben collocate. La rilettura è fondamentale non solo per correggere, limare, eliminare, ma anche per aggiungere. I pensieri migliori, infatti, vengono in mente mentre si lavora. Dopo che si sono messe le idee l’una accanto all’altra, nascono nuovi pensieri che non si potevano prevedere nel piano preliminare. Se ritenente che siano importanti, inseriteli nella scaletta.
Per acquisire scioltezza bisogna esercitarsi. A scrivere. Ma anche a leggere. Un esercizio assai utile è imparare a smontare i testi per capire come funzionano. Imparate a essere “lettori consapevoli”. Quando un racconto, un articolo, un romanzo vi colpisce, compilatene una scheda di lettura. Un giorno vi servirà. È utile tenere anche un’agenda con sé, in cui appuntare le espressioni riuscite, le frasi d’effetto e tutto ciò che trovate interessante. Tutti i grandi scrittori ne avevano uno, in cui annotavano fatti di cronaca o spunti d’invenzione romanzesca. Come Scrivere Una Recensione Professionale

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