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Guida All' Uso Della Sedia


17 agosto 2015 ore 19:14   di Ri_Va  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 225 persone  -  Visualizzazioni: 603

Tutti noi sappiamo cosa è una sedia. La usiamo decine di volte al giorno, a casa, al lavoro, nello svago e in tutte le occasioni piacevoli e spiacevoli della vita. Ci viene avvicinata, insieme a un bicchiere d'acqua per farci riprendere da un trauma improvviso, o la eleggiamo nostra complice per aiutarci a tenere sulle ginocchia la nostra futura compagna. In ogni occasione della vita, troveremo sempre una sedia sotto di noi. In questo articolo esamineremo brevemente come utilizzare la funzione base di una sedia, ovvero come sedersi. Per il nostro scopo utilizzeremo una sedia classica, composta da quattro gambe, una seduta e uno schienale.

Individuiamo, dunque, il nostro oggetto e afferrandolo dal bordo superiore dello schienale, avviciniamolo a noi, possibilmente senza trascinarlo a terra, a meno che non sia provvisto di feltri applicati sulle parti a contatto con il pavimento. A queste condizioni potremo permetterci di farlo scorrere senza determinare rumori molesti.


Una volta di fronte al nostro strumento di seduta, abbandoniamo la presa, e in un unico movimento dell'intero corpo, compiamo una rotazione sui piedi di 180° precisi. Questo valore è estremamente importante per la nostra incolumità personale. Una differenza anche di pochissime unità in più o in meno, potrebbe condurre a esiti catastrofici nella fase successiva del processo di seduta. Generalmente, un individuo adulto, in buona salute e con funzioni propriocettive integre riesce a compiere la rotazione agevolmente e senza il coinvolgimento della sfera cosciente.

Al termine di questa operazione, il bordo della seduta rivolto a noi deve trovarsi a non più di 6-8 centimetri dalla nostra cavità poplitea. Anche questo valore va rispettato con grande cura. Valori superiori o inferiori comporterebbero notevoli rischi ortopedici.
A questo punto, il processo di seduta è quasi terminato. Accertiamoci, ma soltanto in questa sede e soltanto a scopo squisitamente didattico, della avvenuta completa rotazione del nostro corpo (180°!). Inspiriamo profondamente dal naso e trattenendo il respiro, incliniamo il busto in avanti di circa 25-30 gradi e contemporaneamente pieghiamo le ginocchia. Queste ultime, senza la nostra volontà si allontaneranno dal bordo seduta. La repentina e incontrollata variazione del valore della loro distanza dal bordo, tuttavia, non deve destare preoccupazione in quanto, ormai, se le condizioni precedenti sono state rispettate, siamo entrati in un ampio range di sicurezza. Al contempo, le mani si avvicineranno alle ginocchia, ma anche questo atto involontario fa parte dell'insieme dei movimenti posturali di adattamento dai quali siamo coinvolti.

Aiutandoci con la forza di gravità, scendiamo verso il basso, avvicinando sempre più il nostro punto di appoggio personale alla seduta. Approfittiamo dell'occasione per auscultare la variazione delle coordinate relative alla posizione del nostro corpo nello spazio, e con un atterraggio morbido ma deciso e senza ormai più timori, deponiamo i nostri più grandi muscoli sulla seduta. Ora siamo liberi di espirare dalla bocca l'aria tattenuta nei polmoni. Guardiamoci intorno e ci renderemo conto di avere una nuova luce negli occhi: lo stupore di una persona seduta.

Nel prossimo articolo analizzeremo come alzarsi da una sedia appartenente alla stessa tipologia di quella appena trattata.

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