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Guida E Consigli Per La Scelta E L' Utilizzo Ottimale Della Macchina Del Pane


15 marzo 2011 ore 18:08   di Katasea  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 530 persone  -  Visualizzazioni: 1139

E’ noto che il pane è un alimento molto importante nell’alimentazione. Ormai sono infiniti i tipi di pane esistenti e i fattori che li distinguono sono tanti, a cominciare dal tipo di farina che si utilizza, al tipo di lavorazione, di forma e di consistenza. Negli ultimi anni la macchina del pane è diventato un piccolo elettrodomestico molto presente nelle case italiane. I motivi possono essere tanti, la comodità di poter realizzarlo a casa con poca fatica, il risparmio economico che può derivarne visto che i costi del pane aumentano costantemente; la possibilità di mangiare in modo genuino etc.
Infatti con la macchina del pane si possono utilizzare pochi semplici ingredienti che si trasformano in belle pagnotte gustose, fragranti e soprattutto del casalinghe, senza la fatica e soprattutto con poche stoviglie da lavare.

Una volta programmata la macchina il procedimento di miscelazione, lavorazione, controllo e cottura dell’impasto sono regolate da un cervello elettronico presente all’interno della macchina che lavora autonomamente senza l’ausilio del nostro intervento. Inoltre con la stessa macchina, a seconda del modello e della marca, si possono realizzare marmellate, torte, impasti, pizze, focacce e tante altre prelibatezze.


I requisiti da considerare durante l’acquisto della macchina del pane sono diversi: il peso massimo della pagnotta che si può realizzare, alcune macchine arrivano ad un massimo di 1 kg, altre ad 1.5 kg, occorre considerare quali possono essere le proprie esigenze; le dimensioni della macchina che dipendono dalla sua capacità massima; il n° dei programmi che può variare, non di poco, da modello a modello; la doratura della crosta; il numero di lame impastatrici; il timer di programmazione; il consumo di corrente. Solitamente il costo della macchina varia molto a seconda di quanti di questi requisiti siano presenti e spesso anche a seconda dell’estetica.

I risultati che si possono ottenere nell’utilizzo di questo elettrodomestico sono diversi e ciò spesso dipende dagli ingredienti che si usano e dalla loro qualità. Ogni ingrediente ha una sua funzione nel processo di panificazione e una sua importanza.

Il grano è il cereale più utilizzato al mondo perché con le sue caratteristiche viene usato nella panificazione. Ci sono molte varietà di questo cereale che si possono, alla fine, dividere in due categorie: grani teneri e grani duri. I primi vengono destinati alla panificazione, mentre i secondi sono utilizzati per la produzione di pasta e di semola.

Le farine, a colpo d’occhio, sembrano tutte uguali ma in realtà ciascun tipo ha la sua caratteristica e si possono ottenere risultati migliori o peggiori a seconda di come vengono utilizzate. La conservazione della farina gioca un ruolo molto importante occorre, infatti, fare attenzione nel conservarla in luoghi asciutti e in contenitori ben sigillati per preservarne la qualità.

Anche le farine hanno una loro classificazione: quelle deboli fino a 170 W dove la W (misura la capacità di panificabilità e più è elevato questo valore e maggiore è il contenuto di glutine enzimi e zuccheri), le farine deboli sono farine adatte per fare biscotti, grissini e pasticceria; le farine medie da 180 a 340 W, adatte per fare il pane francese, all’olio o pizza; farine forti con oltre 350 W, sono farine rinforzanti da miscelare a quelle deboli per preparare pane, pizza e dolci lievitati come i croissants. Ovviamente un impasto fatto con farine deboli lieviterà prima perché opporra meno resistenza ai gas, mentre nel caso delle farine forti l’impasto sarò piuttosto elastico e non si romperà con la spinta dei gas ma si gonfierà. Così durante la cottura acqua e gas evaporano lasciando la pasta porosa e consistente, mentre gli zuccheri presenti si caramellizeranno in superfice dando alla crosta quel caratteristico colore dorato.

Ormai in vendita si trovano molti tipi di farina oltre a quelle tradizionali, proviamo a fare una breve carrellata per vederne le caratteristiche. Farina 00, miscela di farine raffinate di grano tenero che è adatta particolarmente per la realizzazione di dolci. Farina Manitoba, farina di grano tenero ottenuta dalla macinazione e lavorazione di grani teneri, è originaria del Nord America più specificamente della regione canadese di Manitoba; è una farina ricchissima di glutine, zuccheri ed enzimi che la rende molto forte, questa sua forza viene miscelata a quella debole non viene mai utilizzata da sola ed è adatta alla preparazione di Krapfen, brioche, panettoni e di tutte quelle delizie che hanno bisogno di lunga lievitazione.
Farina Integrale, è la farina ottenuta macinando tutto il grano quindi è ricca di germe e crusca che la rendono più pesante e più ricca di sostanze rispetto a quella 00. Proprio per questo il pane realizzato con l’utilizzo di questa farina risulta più piccolo e pesante e, per ovviare a questo di solito, viene mescolata alla farina bianca 0 ad alto contenuto di glutine.
Farina autolievitante è un tipo di farina che contiene un agente lievitante non indispensabile alla panificazione, di conseguenza se ne sconsiglia l’utilizzo. Farina d’Avena si produce frantumando il chicco d’avena ed è migliorare il sapore e la consistenza del pane.
Farina di Farro le sue origini sono toscane e si utilizza miscelata alla farina di grano in proporzioni variabili, come avviene anche per la farina di segale. Farina di mais, soia, riso sono tutte prive di glutine e vengono consigliate a chi ha problemi di celiachia, possono essere tutte usate miscelate con farine di frumento. Patata questo tubero lessato e ridotto in purea può essere miscelato alla farina di frumento e permette di conservare il pane più a lungo evitando che la mollica si secchi, inoltre aumenta la digeribilità del pane. In alternativa si può utilizzare il purè confezionato venduto in tutti i supermercati. Il Lievito di birra, ne esistono tre tipi di lievito in commercio: fresco, secco e a lievitazione rapida. Il lievito attiva il processo di fermentazione e produce il gas necessario alla lievitazione del pane. Di solito nelle istruzioni e nelle ricette delle macchine del pane si consiglia di usare quello secco, ma si può anche utilizzare quello fresco basta considerare che 8 gr di lievito secco equivalgono a 25 gr di quello fresco. E’ consigliabile sempre verificare prima dell’uso che il lievito sia utilizzabile, per verificare ciò è sufficiente riempire mezzo bicchiere d’acqua, un cucchiaino di zucchero e due di lievito, lasciare riposare per una decina di minuti e se il composto forma una sorta di schiuma e emana un forte aroma di lievito allora si può stare tranquilli e lo si può utilizzare. L’acqua ha un ruolo basilare nella panificazione, idrata la farina, gonfia l’amido, rende la pasta elastica e la crosta croccante e principalmente attiva l’azione del lievito. Lo zucchero contribuisce all’attivazione del lievito e ad ottenere una crosta più spessa e scura. Il miele aggiunto in piccole dosi conferisce aroma e colore alla crosta, inoltre grazie alle sue proprietà regola l’umidità del pane per cui lo si riesce a conservare più a lungo. Il sale compatta l’impasto e rallenta il processo di lievitazione, quindi occorre sempre seguire l’indicazione giusta della quantità prevista nella ricetta e viene messo distante dal lievito di cui impedirebbe l’azione. Il latte migliora il sapone del pane e tende a far formare una crosta più croccante rispetto all’acqua e una mollica più tenera e morbida. Questo vale anche per i suoi derivati che si possono anch’essi usare come ingredienti.

Bisogna sempre ricordare che è molto importante la temperatura dei liquidi nel processo di panificazione, non occorre mai superare i 45° altrimenti l’impasto non lieviterà, fino ai 45° l’impasto lieviterà in circa 3 ore e fino a 10° l’impasto avrà bisogno di ben 12 ore per lievitare.

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