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Guida: Cosa Sapere Quando Si Sceglie Uno Smartphone


22 agosto 2011 ore 17:09   di DavidBukkia  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 942 persone  -  Visualizzazioni: 1617

Oramai la gamma di telefoni portatili in grado di svolgere funzioni avanzate e che offrono la modalità di interfaccia “touch” spaziano dalla fascia di prezzo minima , e cioè inferiore ai 100 euro, sino a quella alta, e cioè superiore ai 700 euro.
Nella fascia intermedia è davvero possibile trovare una gamma di scelta vastissima, affidandosi a produttori competenti quali HTC, Samsung, LG e Apple.
Ma come scegliere uno smartphone?
E soprattutto, perchè?
Ho già trattato alcuni applicativi innovativi, come l’Augmented Reality (qui), ed altri usi di livello oramai “base” sono facilmente intuibili da tutti:
-Connessione costante con i social networks più noti, tramite applicazioni dedicate : Facebook, Twitter, Google etc...
-Possibilità di rendere connessi gli account del vostro PC di casa a quelli dello Smartphone tramite il sistema noto come “cloud” (nuvola)
-Possibilità, più o meno estese, a seconda del Sistema Operativo installato sullo smartphone, di rendere il terminale totalmente personalizzato a seconda delle nostre necessità: agenda elettronica, virtual trainer, mobile blogger, navigatore satellitare etc...
Mi riprometto di generare una serie di articoli esaustivi sugli applicativi in generale o più particolarmente su alcune funzionalità avanzate.
In questa piccola guida tenteremo di prendere familiarità con la parte fisica del telefono, partiamo quindi dalla componente maggiormente visibile del telefono, e cioè:
-Lo Schermo o “Display”.
Innanzitutto è importante fare una distinzione tra schermi “touch” e cioè che permettono l’interazione tramite il tocco e gli schermi tradizionali, che invece non permettono alcuna interazione e affidano la navigazione all’interno del sistema tramite dei tasti fisici: generalmente dei tasti cursore o una “trackball” o un sensore ottico su cui scorrere le dita.
Tra gli schermi “touch” possiamo distinguere due macro-categorie:
-Schermi resistivi: sfruttano un sistema abbastanza obsoleto che, in poche parole, consente il riconoscimento del tocco attraverso la pressione. Sono in genere poco reattivi e poco precisi, oltre a non essere quasi più in commercio.
-Schermi capacitivi: sfruttano un sistema di differenziazione del potenziale elettrico, riconoscono quindi il tocco senza bisogno che il dito sia “premuto” sullo schermo, basta semplicemente sfiorarlo affinchè la naturale carica elettrica del nostro corpo faccia il suo dovere. Sono i più diffusi, precisi e reattivi in commercio.
Un’altra importante distinzione che spesso modifica il prezzo finale del terminale è il tipo di “touchscreen” capacitivo che possiammo avere, anche questa caratteristica può essere divisa in due macro-categorie:
-Single touch: l’interfaccia riconosce un solo punto di contatto alla volta.
-Multi touch: l’interfaccia è in grado di riconoscere da due a più punti di contatto alla volta. Questa categoria è molto diffusa negli smartphone di fascia media ed alta e permette varie modalità di interrelazione gestuale tramite le dita, come il “pinch to zoom” o il “pinch to rotate” che consentono di ingrandire o ruotare documenti, foto, pagine internet etc... semplicemente “pizzicando” lo schermo, o effettuando semplici movimenti di due dita, contemporaneamente, sullo schermo. Il multitouch inoltre è quasi necessario per giocare sugli smartphones, favorendo l’emulazione a schermo di due leve analogiche, o di leva e pulsanti, proprio come un joypad fisico.
Sempre parlando di Display bisogna poi addentrarsi nel tipo di tecnologia utilizzata per avere immagine e colori vividi, risoluzione, contrasto, capacità di visualizzazione con lo schermo al sole etc etc...
-Partiamo dai classici LCD, ovvero Liquid Cristal Display, del tutto simili a quelli dei televisori o dei monitor per computer, sono in effetti la categoria più anziana, ma non per questo deprecabile. E’ possibile salvare qualche euro scegliendo un telefono con schermo LCD mantenendo ottimi colori e definizione, purtroppo il contrasto e la lettura dello schermo al sole non sono eccelse anche ai massimi livelli di retroilluminazione concessi dal terminale.
-Proseguiamo con gli schermi LED, sono sicuramente migliori degli LCD e vanno a coprire quei difetti tipici degli LCD. Inoltre soffrono molto meno di “difetti congeniti” come i famosi “pixel inattivi” che tuttora possono affliggere gli schermi LCD. Il costo è maggiore, ma non così tanto se paragonato all’incremento qualitativo.
Colori molto brillanti, ottima definizione e contrasto, lettura al sole sicuramente migliorata.
-Infine le evoluzioni AMOLED, SUPERAMOLED e SUPERAMOLED Plus, sono montati praticamente su quasi tutti i nuovi smartphones di fascia alta ed anche in qualcuno di media. I vantaggi rispetto ai LED tradizionali (invero non diffusissimi) sono una luminosità e vividezza estrema, una riduzione drastica dei riflessi solari, un minore spessore dello schermo con vantaggi in termini di peso e, non ultimo per importanza, un ridotto consumo energetico, importante caratteristica per uno smartphone.

Prima di affrontare i prossimi punti bisogna soffermarsi rapidamente sulla memoria interna ed estendibile del terminale.
Generalmente non bisognerebbe mai scegliere uno smartphone con meno di 256MB di memoria interna, questa infatti viene utilizzata dal telefono per ospitare programmi e funzioni vitali del telefono, oltre ad una serie di applicazioni che decideremo di scaricare per implementare la personalizzazione del terminale e che a volte non possono essere spostate sulla memoria esterna. 256MB è il limite minimo per un’esperienza completa e soddisfacente, anche se spesso i terminali di fascia bassa possono ospitare minore memoria. Ciò non inficia eccessivamente l’esperienza in quanto, essendo questi ultimi già limitati nel sistema operativo, non necessitano di alta capacità di memoria interna. Ad esempio un terminale con schermo single touch ha molte meno esigenze di un multitouch.
Esiste inoltre, in molti smartphones, la possibilità di avere una memoria esterna, generalmente una microSD ad alta velocità che consente la memorizzazione di fotografie, video, applicazioni ma anche files ed ogni tipo di formato che generalmente riponiamo sulle chiavette USB. Le memorie esterne hanno infatti anche questa funzione di portabilità, andando di fatto a sostituire le chiavette.
Controllate sempre sino a che capacità il terminale è in grado di gestire la memoria esterna (generalmente 8GB/16GB), e fino a quale “generazione” (più recente = più veloce nel trasferimento) di schede è in grado di supportare ed infine se nell’acquisto del terminale è inclusa una MicroSd (normalmente sono incluse MicroSD da 2GB).
La microSD può comodamente essere estratta dal telefono ed inserita in un adattatore USB per il trasferimento dati, sempre che non si preferisca lasciarla dov’è ed optare per una connessione USB diretta tra telefono e PC, o al limite una connessione WIFI o Bluetooth.


Il secondo punto importante da analizzare è la presenza o meno di svariati sensori all’interno dello smartphone, andiamo con ordine cercando di capire a cosa servono, partendo dai più comuni e scontati sino ad arrivare ai più complessi.
-Fotocamera/Videocamera: oramai arrivano ad emulare delle definizioni spaventose, anche 10 megapixel, riprese in HD a 720p o 1080p, ottima resa dei colori e nei moderni smartphones di fascia alta offrono la possibilità di effetuare foto e riprese in 3D. Ovviamente la qualità della fotocamera influenza in maniera sensibile il prezzo ma, senza superficialità, non hanno nulla da invidiare a certi modelli di fotocamere “compatte” che si trovano in commercio a 200/300 euro, senza aggiungere che la grandezza del display tramite il quale è possibile “inquadrare” il soggetto è spesso molto maggiore a quello di fotocamere anche ben più costose di 300 euro. L’aggiunta di particolari softwares gratuiti di fotoritocco consente un tipo di esperienza immediata e difficilmente raggiungibile dalle fotocamere compatte se non unite a softwares presenti sul PC di casa.
Importante è anche la presenza di LED che hanno la funzione di Flash, quasi tutti gli smartphones ne montano uno, ma i più avanzati preferiscono affidarsi alla presenza di ben due led per una qualità di immagine ancora maggiore.
Aggiungiamo anche che le caratteristiche sopracitate sono proprie della foto/videocamera “dorsale”, cioè quella posta sul lato opposto allo schermo.
Molti terminali di fascia medio/alta montano anche una fotocamera “frontale” (2megapixel di risoluzione in genere) con la funzione quasi esclusiva della “videochiamata”, quindi abbastaza utile per l’utilizzo di videochat, Skype etc...
-Microfono: scontata la presenza di un microfono in un telefono, meno la presenza di due microfoni, utilizzati per una maggiore qualità dell’audio nelle riprese e nelle conversazioni. Generalmente presenti due microfoni nei telefoni di fascia alta.
-GPS: ovvero un sistema di posizionamento satellitare che permette la localizzazione precisa del telefono. Indispensabile per l’utilizzo dei vari navigatori satellitari (gratis o a pagamento) e per le applicazioni di Augmented Reality. Presente nei telefoni di fascia medio/alta è in genere uno degli “scalini” determinanti per la differenza di prezzo tra le varie fasce.
-Antenna WIFI: consente l’allaccio a reti Wireless pubbliche e private, trasmissione dati e nei sistemi più moderni anche la possibilità di rendere il proprio telefono un “access point”, ovvero un punto a cui altri sistemi possono allacciarsi per andare in rete (sempre che si abbia una rete dati attiva). Quasi onnipresente nei telefoni di fascia medio/alta , altamente consigliato.
-Antenna Bluetooth: altro sistema di trasmissione dati, questa volto a corto raggio e generalmente dedicato ad auricolari (BT2.0 consente anche trasmissione in stereo) o a connessioni senza cavo tra due smartphones o tra telefono e PC. Quasi onnipresente in tutte le fasce.
-Sensore di prossimità: un piccolo sensore che spegne automaticamente il display quando si avvicina il telefono all’orecchio, per evitare comandi indesiderati durante una telefonata. Importante ed oramai montato su quasi tutti i telefoni di fascia medio/alta.
-Accelerometro o G-Sensor o Inclinometro: misurano l’accelerazione impressa al terminale durante i movimenti della mano. Servono principalmente alle applicazioni di Realtà Aumentata e per gestire alcune applicazioni ludiche: ad esempio guidare una macchina virtuale usando il telefono come un volante.
-Sensore magnetico o bussola elettronica: una bussola, importante per la reattività della navigazione in auto, nelle applicazioni di Realtà Aumentata e in tutti quegli applicativi dedicati al Trekking, o alla navigazione fuori pista con biciclette, moto etc.
-Giroscopio: raro, presente nei terminali di fascia alta. Migliora sensibilmente la qualità di dimensionamento spaziale offerta dall’accelerometro e relative applicazioni. indispensabile qualora voleste utilizzare lo smartphone in supporto alla navigazione aerea... Sì... uno smartphone può fare anche questo!
-Sensore di luminosità: consente la gestione automatica della luminosità dello schermo (con conseguente risparmio energetico) a seconda dell’intensità luminosa ambientale. Quasi onnipresente, molto utile.

Passiamo ora rapidamente al prossimo punto, e cioè le “prese” con le quali possiamo interfacciare il nostro smartphone ai Personal Computer.
A parte prese “specifiche” che alcuni produttori si ostinano a voler mantenere come segno distintivo e che altro effetto non hanno se non quello di rendere difficile il reperimento di eventuali cavi di riserva, generalmente i moderni smartphones sono dotati di presa USB(allaccio al PC)-MiniUSB(sul terminale) o USB-MicroUSB. Entrambe garantiscono velocità ottimale nella trasmissione dati attraverso il supporto fisico (cioè il cavo), oltre alla possibilità di ricaricare il telefono durante la sua connesisone al PC, o di utilizzarlo come modem per il PC stesso rendendo, di fatto, inutile l’acquisto delle costose ed inefficienti “chiavette dati” offerte dalle compagnie telefoniche.
Sono inoltre presenti su moltissimi dispositivi i Jack da 3.5mm che consentono l’allaccio delle "cuffiette" standard per sentire la musica, o delle casse portatili. Alcuni produttori preferiscono ovviare tale Jack standard, per sostuitirlo con prese audio dedicate, rendendo così inevitabile l’acquisto di cuffie, casse o docks esterni (nel caso di Mini e MicroUSB) della stessa marca del telefono. Tali accessori “proprietari” sono generalmente molto più costosi dei paritetici accessori “standard”, oltre ad avere la peculiarità di non offrire possibilità di variare il proprio acquisto: ad esempio optare per delle cuffie AKG, o delle casse portatili Pioneer... bisogna forzatamente optare per i prodotti della casa produttrice dello smartphone. Assicuratevi di chiarire questo aspetto con il negoziante.

Il Processore e la Scheda Video Integrata:
Partendo dalla fascia bassa/media , possiamo trovare processori che partono da 600mhz ed arrivano sino a 1000mhz.
Nella fascia alta si stanno diffondendo i “dual core” (identici a quelli dei PC) e le schede video dedicate, che tendono a non sovraccaricare il processore nel comparto grafico.
Ovviamente più alta sarà la velocità del processore, più fluida sarà la risposta del telefono nella gestione di applicazioni con grafica 3D, e gestione multitask di varie applicazioni contemporaneamente.
La presenza di un chip grafico (Nvidia Tegra) offrirà poi un’esperienza di gioco e grafica 3D che poco ha da invidiare ai PC di casa.
Il personale consiglio è di non scendere mai sotto i 600mhz di processore, e di considerare che molto dipende dalla qualità di quest’ultimo. Telefoni come il HTC Desire, terminale vecchio di oltre 16 mesi, montano processori da 1000mhz (1 gigahz)
e si attestano su una fascia di prezzo media : circa 400 euro, e poco hanno da invidiare a “fratelli” di fascia più alta.
Sapendo cosa cercare all’interno di un telefono è possibile non spendere cifre astronomiche e comunque godere in maniera invidiabile delle ultime novità tecnologiche.

La batteria:
Tutte le meraviglie incluse nelle ridotte dimensioni e peso degli smartphones hanno un elevato costo in termine energetico. I terminali con sistema operativo Android ad esempio offrono una vasta gamma di softwares gratuiti per il controllo automatizzato dei sensori e delle antenne, della luminosità dello schermo e della trasmissione dati, ma anche del processore, permettendoci quindi di personalizzare in maniera semplice ed attraverso interfacce del tutto intuitive (che hanno anche il pregio di insegnarci come funziona il nostro terminale e non di viverlo solo passivamente) l’utilizzo della batteria.
Consiglio non meno di 1400milliampere (mAh), ovviamente la batteria inficia notevolmente il peso del terminale, ma il personale consiglio è di non lesinare su questo aspetto, preferendo 20/30 grammi in più a favore di una durata maggiore. Il rischio è di avere un terminale scarico in appena 8/10 ore di utilizzo medio, e di 3/6 ore in caso di utilizzo massivo (schermo sempre acceso, navigazione, gioco).

Qualche piccolo consiglio sui materiali ed accessori:
Cercate sempre materiali di qualità, e non di design.
E’ inutile una scocca in plastica lucida e brillante, se poi doveta coprirla con un guscio siliconato perchè il materiale di scocca è scivoloso e mette a rischio 700 euro di terminale. Meglio innesti di plastica gommata, o con particolari textures che offrono un “grip” maggiore, e che comunque risultano gradevoli alla vista. Cercate sempre di preferire l’efficienza e l’ergonomia di un prodotto rispetto al suo valore in termini di Brand e Trend.
Comprate istantaneamente uno schermo plastico protettivo da applicare sul touchscreen, cercate il modello specifico per il vostro smartphone, dimensionato appositamente per il vostro schermo.
Oltre ad essere di facile applicazione, non riduce luminosità e sensibilità del tocco, inoltre proteggerà il prezioso display.
Ve ne renderete conto dopo qualche mese, quando una serie di graffi lo infesterà e dedurrete che quei 10/12 euro (buona qualità) hanno salvato un display che ne vale 10 volte tanto... se non di più.
Il guscio siliconico, anche esso dimensionato per il vostro terminale, è sicuramente utile in caso di cadute. Rimane una scelta, sicuramente migliore della “bustina”, scomoda ed odiosamente inefficace quando si tratta di rispondere ad una chiamata o di portegere il terminale da un urto.
Il consiglio è di comprare uno smartphone e goderlo per quello che è, nelle sue forme generali, di tenerlo pulito ma di non sacralizzarlo al punto da renderlo irriconoscibile, protetto e straprotetto da gusci, sacche e quant’altro.
Si tratterà di prendere l’abitudine al fatto di averlo, di non tenerlo in tasca con gli spicci o le chiavi, di non metterlo in borsa in mezzo a rossetti e graffette, di non metterlo nella tasca posteriore prima di sedersi... pochi accorgimenti vi eviteranno i bruttissimi gusci siliconici e le bustine, ma non evitate mai, ribadisco, la protezione dello schermo.

La rete dati: un altro consiglio personale è quello di tenere sempre il terminale connesso alla rete dati, onde usufruire delle varie funzionalità tipicamente presenti in uno smartphone (di cui scriverò dettagliatamente a breve). E’ inutile pensare di possedere uno smartphone senza una rete dati.
Tramite un utilizzo intensivo dei dati, quindi andando spesso su internet, tenendo connesse mail, agenda, calendario, social networks, utilizzando youtube giornalmente, non ho mai superato gli 1.5 giga di traffico dati mensile.
Tenetelo a mente quando sottoscrivete un abbonamento, rigorosamente “flat”.
Tenete a mente anche alcune piccole postille che gli esuberanti addetti ai negozi di telefonia non dicono sempre:
Il WAP non è il WEB: il WAP è un portale di proprietà del gestore (WIND, TIM etc) generalmente molto limitato, potremmo definirlo un grande sito con i suoi servizi di notizie, mail etc... oltre quel portale il traffico non rientra nell’offerta proposta. Quindi ad esempio se sottoscrivete un abbonamento “2 euro a settimana e navighi quanto vuoi”, assicuratevi che la “navigazione” sia in WEB e non in WAP, altrimenti ogni volta che uscite dal portale (ad esempio per guardare il sito di paid2write, o quasiasi altro sito, o ogni volta che la vostra mial personale si autoaggiornerà) , pagherete salato (molto salato) ogni MB scaricato e trasmesso. Assicuratevi sempre di sottoscrivere un’offerta WEB, se il negoziante non vi saprà dare delucidazioni, evitate ed andate altrove o butterete un sacco di soldi.
Il traffico VOIP, ovvero Skype e similari, spesso non è incluso nelle offerte “flat” che si basano sui GB di traffico dati. Quando sottoscrivete un abbonamento “19 euro al mese e navighi fino a 10 GB senza limiti” assicuratevi che siano inclusi anche i dati di tipo VOIP, o ogni volta che effettuerete una video chat o una chiamata VOIP (telefonata skype ad ex) pagherete salato tale traffico.
Come mai?
Beh perchè il traffico VOIP può facilmente sostituire le chiamate e le compagnie telefoniche perderebbero milioni di euro in ricariche se consentissero di includere nei “19 euro” mensili lo stesso traffico che paghereste 50 o più euro in normali telefonate.
E’ una questione di liberalizzazione dell’offerta... è come se vi impedissero di utilizzare Skype sul PC di casa al posto del telefono, o quantomeno se ogni volta che usate Skype subentrasse una tariffazione a scatti, diversa dal normale abbonamento che pagate per avere internet.
Preferite inoltre sempre l’acquisto di uno smartphone “nobrand” e cioè scevro da legami con l’azienda telefonica.
Oltre a personalizzare l’interfaccia in maniera spesso limitativa, il telefono acquistato in “comode rate”, spesso spalmate in uno o due anni, vi costerà inevitabilmente di più dello stesso modello acquistato da Mediaworld o da Expert o altrimegastores dell’elettronica.
Compratelo no brand e poi metteteci la SIM Card che preferite.

E’ tutto: avete ora una base per capire cosa c’e’ dentro uno smartphone e come scegliere un buon prodotto a fronte del suo prezzo.
Come opinione personale (abbastanza diffusa comunque) vi suggerisco un terminale HTC con sistema operativo Android, che a differenza di iPhone offre caratteristiche migliori e prezzi del 20/25% inferiori (ricordate: fuggite il Trendy!).
Un’ iPhone 4, a mio avviso, non competerà mai con un HTC Sensation in termini generali e specifici, pur costando di più... semmai potrà attestarsi vagamente sopra ad un HTC Desire, ma mantenendo una differenza di prezzo di circa 250/300 euro e comunque rimanendo tronco delle possibilità di scelta che offre un sistema Android.
Ovviamente tutto rimane nell’area dei gusti personali anche se velocità, efficienza, bellezza delle immagini sono difficilmente estrapolabili dall’oggettività.
Consigli per gli acquisti:
-Fascia bassa: Huawei Ideos, un prodotto ottimo, manca di multitouch ma utilizza Android, il costo è inferiore a 100 euro (nobrand) ed offre un’ottima introduzione al concetto di Smartphone.
-Fascia media: HTC Wildfire, ottimo compromesso, un poco vetusto ma davvero efficiente, prezzo intorno ai 250/300 euro (nobrand)
-Fascia medio alta: HTC Desire, Samsung Galaxy (vecchio), ottimi terminali, adatti alla Realtà Aumentata ed all’utenza esigente, buone capacità di grafica 3D. Prezzo tra i 400 ed i 500 euro (nobrand)
-Fascia Alta: HTC Sensation, Nuovi Samsung Galaxy, HTC EVO 3D... semplicemente il top, completi di ogni caratteristica trattata in questa piccola guida. Prezzo intorno ai 700 euro (nobrand)

Buono Samrtphone a Tutti e non esitate a chiedere delucidazioni tramite i commenti, risposte garantite nei limiti della mia conoscenza!

Articolo scritto da DavidBukkia - Vota questo autore su Facebook:
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