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Hdri: Il Tone Mapping


1 ottobre 2010 ore 08:17   di mascal  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 469 persone  -  Visualizzazioni: 728

Dopo avere finalmente creato la nostra immagine HDR, siamo pronti per elaborarla con il tone mapping. Quelli che seguono sono solo consigli, un punto di partenza per scegliere il metodo più adatto a voi. In fondo bisogna sempre ricordare che il risultato finale dipende esclusivamente dal proprio gusto estetico.

Innanzitutto spieghiamo brevemente cos’è il tone mapping… È semplicemente un’operazione matematica eseguita sulla foto, che consente di modificare l’aspetto della stessa.
Esistono diverse formule per eseguire il tone mapping, ma tutte dipendono sia da alcuni parametri, sia dalle dimensioni della foto che vogliamo elaborare. Di questo ultimo fatto dovremo tenere particolarmente conto durante le prossime fasi.


Un’altra cosa di cui tenere contro è che ogni formula ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. È estremamente difficile, per quanto non impossibile, ottenere un buon risultato utilizzando un solo tipo di tone mapping. La soluzione migliore (ed è quella descritta in questo articolo) è di sfruttare i punti di forze di due o più formule per poi unire i risultati con un programma di grafica come Gimp o Photoshop.

Iniziamo caricando in Luminance HDR l’immagine che abbiamo creato in precedenza. Se non l’avevate salvata potete ricrearla facilmente seguendo le istruzioni del precedente articolo. Clicchiamo sul pulsante “Processa immagine HDR” e concentriamoci sul pannello a sinistra della finestra: le “Opzioni di Tonemapping”.

La prima opzione che ci viene proposta è una casella a discesa per la scelta del tipo di formula che vogliamo utilizzare. Quella predefinita è la “Mantiuk ‘06”, ma le possibilità di scelta sono svariate:

- Mantiuk ‘06
- Mantiuk ‘08
- Fattal
- Drago
- Durand
- ReinHard ‘02
- ReinHard ‘05
- Ashikhmin
- Pattanaik

Nell’ultimo articolo di questa serie descriverò brevemente le caratteristiche delle varie formule e l’effetto dei loro parametri sul risultato finale. Purtroppo sul manuale che accompagna il programma la descrizione è limitata a poche formule ed è comunque molto ridotta.
In questo articolo utilizzerò le formule “Mantiuk ‘06” e “Fattal”.

Subito sotto alla scelta della formula, ci sono i parametri per regolare il risultato. I parametri sono diversi per ogni formula e hanno valori predefiniti che dovrebbero fornire i risultati migliori.
Ancora più in basso ci sono i pulsanti “Salva…” e “Carica…” che servono a memorizzare i parametri della formula visualizzata. Possono essere utili per salvare i parametri che troveremo con le nostre prove e che ci daranno i risultati che ci piacciono di più.
Dopo questi pulsanti, ci interesseranno la dimensione del risultato dell’elaborazione, la casella “Processa selezione” e il pulsante “Applica” che servirà per fare partire i calcoli.

Come accennato prima, i risultati varieranno secondo la grandezza dell’immagine, per cui trovare i parametri migliori per un’immagine di piccole dimensioni quasi sicuramente non produrrà risultati decenti per dimensioni maggiori. Per questo motivo è meglio selezionare subito la dimensione definitiva.
Il problema è che più è grande l’immagine da elaborare e più tempo impiegherà il software per produrre il risultato (anche diversi minuti). Se volete potete fare qualche prova per vedere le differenze di risultati e tempi.
Qui comunque ci viene in aiuto la casella “Processa selezione” che ho indicato poco fa. Vediamo come utilizzarla.

Cliccate sul pulsante “Immagine HDR” nella barra in alto. Sulla destra della finestra sarà visualizzata l’immagine caricata all’inizio.
Con il pulsante sinistro del mouse possiamo selezionare un rettangolo in una zona che vogliamo provare ad elaborare. Fatto questo scegliamo la dimensione più elevata per il risultato, attiviamo la casella “Processa selezione” e clicchiamo sul pulsante “Applica”.

Dopo pochi secondi (dipenderà dalle dimensioni della zona selezionata) il programma ci proporrà il risultato. Se ci soddisfa possiamo scegliere una nuova zona oppure provare con l’immagine intera.

Per l’immagine creata con le mie foto ho notato che i valori predefiniti possono andare bene, per cui si può procedere con l’elaborazione di tutta la HDR. Il risultato vi potrà sembrare un po’ scuro, ma a questo penseremo in seguito. Uno dei punti di forza della formula “Mantiuk ‘06” è la capacità di esaltare i contrasti e i dettagli dell’immagine di partenza. Di contro produce risultati molto scuri, spesso eccessivamente marcati, ma con colori poco evidenti.
Salviamo questa immagine con il pulsante “Salva come…” in alto nella finestra. Poiché dovremo elaborare successivamente i risultati, vi consiglio di salvare con un fattore di qualità 100% (vi viene richiesto al salvataggio), oppure utilizzate un formato che non comporti perdite di qualità come PNG o BMP.

Selezioniamo ora la formula “Fattal”. Questa formula, a differenza della precedente, fornisce risultati con colori molto evidenziati e di elevata luminosità. Introduce però problemi di disturbi, soprattutto nelle zone con ampie variazioni di luce.
Facendo una serie di prove ho deciso di utilizzare i seguenti valori per i parametri:

Alpha = 0,410
Beta = 0,800
Saturazione colore = 0,900
Noise reduction = 0,400

Di nuovo cliccate su “Applica” e attendete la fine dell’elaborazione. Risulterà subito evidente la differenza con l’elaborazione precedente. In particolare notate gli aloni presenti in molti contorni, come quelli delle montagne o dell’albero sulla sinistra.
In alternativa al “Fattal” potreste utilizzare la formula “Drago”. Fornisce risultati meno dettagliati e luminosi, ma in compenso è estremamente più veloce nei calcoli.

Salvate anche questa immagine. A questo punto si può uscire da Luminance HDR per passare a Gimp. Eseguitelo e caricate le due immagini che avete salvato.

Copiate l’immagine creata con la formula “Fattal” (selezionando “Copia” dal menu “Modifica”) e incollatela come nuovo livello nell’altra immagine (selezionando “Nuovo livello” dal sottomenu “Incolla come” del menu “Modifica”). Selezionate questo nuovo livello e utilizzate la modalità “Luce debole” per la sovrapposizione. In alternativa potreste scegliere “Luce forte” spostando poi il cursore della trasparenza del livello verso il 25%. Di nuovo dipenderà dal vostro gusto personale.

La foto è molto migliore, ma ancora leggermente scura, per cui possiamo procedere con la fusione dei due livelli in uno solo (“Fondi in basso” nel menu “Livello”) e visualizziamo la regolazione delle curve dal menu “Colori”. Alzando leggermente la curva nella parte centrale del grafico otterremo di schiarire la nostra immagine senza perdere troppo contrasto.

Abbiamo finalmente terminato e ottenuto una foto molto più interessante rispetto a quelle di partenza. Le possibilità sono ovviamente infinite e vi invito a fare prove con tutte le formule per il tone mapping, oltre ad utilizzare diversi tipi di sovrapposizioni. Risultati ancora più complessi si possono ottenere sovrapponendo più di due immagini realizzate con diverse formule.

Hdri: Il Tone Mapping

Qui sotto il link alle schermate del processo di elaborazione:

Selezione di una zona da elaborare
Il risultato della prima elaborazione
Il risultato della seconda elaborazione
I parametri di sovrapposizione dei livelli
La curva di regolazione del colore
Il risultato finale

Nel prossimo articolo fornirò una breve descrizione degli algoritmi per il tone mapping. Non sarà una spiegazione dettagliata, ma consentirà di comprendere meglio che risultati ci possiamo aspettare dalle varie formule. Resta inteso il fatto che il modo migliore per capire il funzionamento di una formula è quello di provarla in diverse condizioni e con diversi parametri.

Per una panoramica sulla tecnica HDR vi invito a leggere il primo articolo.
Per lo scatto delle foto e per scaricare quelle utilizzate qui leggete il secondo articolo.
Per la creazione dell’immagine HDR leggete il terzo articolo.

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