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Scegliere L' Università. Il Dilemma Della Facoltà Giusta


8 ottobre 2011 ore 14:48   di calste  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 391 persone  -  Visualizzazioni: 833

Scegliere a quale università iscriversi dopo la maturità non è mai stata una cosa semplice. Milioni di giovani hanno attraversato la fase dei dubbi, delle riflessioni, della ricerca del consiglio giusto.
L’offerta didattica negli ultimi anni è variata molto e la riforma del 1999 – quella che ha introdotto il cosiddetto “3 2”, una laurea breve di tre anni ed una specialistica di due – ha creato in molti casi situazioni paradossali, con corsi di laurea cresciuti a dismisura e obiettivi tutt’altro che raggiunti.

Lo scopo principale, difatti, era quello di inserire i subito giovani nel mondo del lavoro, dando loro l’opportunità di aprire le porte delle varie professioni anche con una laurea triennale. In verità – lo ha ammesso anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini – la nuova architettura non ha dato i risultati sperati. E molti studenti scelgono di proseguire il loro percorso formativo con la specialistica (ora mutata in laurea magistrale) perché alla fine del corso breve non riescono a trovare un’occupazione stabile. Il risultato, dunque, paradossalmente, è stato quello inverso. Se il problema prima era che gli studenti arrivavano tardi alla laurea, che in molti casi prevedeva un ciclo di studi di 4 anni (oltre a cicli di 5 o 6 anni, in base alla disciplina), così si è finito in alcuni casi per allungare ulteriormente il tempo di permanenza nelle università.


Ma al di là degli aspetti tecnici, che poi però vanno ad incidere fortemente nelle carriere dei giovani, il problema principale, come dicevamo, è spesso rappresentato dalla difficoltà di scegliere il corso giusto. C’è chi, una volta terminate le scuole superiori, ha le idee chiare e sceglie senza ripensamenti il percorso che forse ha già programmato da tempo, magari perché spinto da un genitore che pratica già una determinata professione o semplicemente perché ha da sempre una particolare passione per un campo preciso. Ma c’è anche – e qui nascono i problemi – chi non ha nessuna idea in merito alla disciplina da scegliere, oppure ne ha molte ed è incapace di imboccare con sicurezza una via.

La prima cosa da fare in questi casi è non scoraggiarsi. Il modo principale per venire fuori dal pantano è quello di orientarsi fra le diverse possibilità. Molte scuole hanno intrapreso delle collaborazioni con le varie università a loro vicine per far in modo che gli studenti seguano dei percorsi di orientamento, ma uno strumento utile sono anche i siti dei vari atenei. Atenei che, fra l’altro, organizzano sempre più spesso, nel periodo estivo, giornate di incontro proprio per favorire il primo approccio. Aiuta molto, difatti, comprendere ciò che, una volta effettuata la scelta, si andrà a fare. Le materie, i laboratori, gli stage e, infine, gli sbocchi professionali.

Già, le prospettive lavorative. Questo è uno dei principali fattori che influenzano le decisioni, ma c’è pure da dire che, gli interessi e le passioni per un determinato settore, forse dovrebbero avere la priorità. Esistono casi di scelte nate da calcoli lavorativi (come a dire: “Voglio fare il medico non perché mi affascina la professione, ma semplicemente perché so che alla fine avrò più possibilità di lavorare”) che poi si sono rivelate degli ostacoli insuperabili, proprio per la scarsa propensione dello studente a discipline che magari non rientravano nel campo di interesse principale. Ma ci sono anche casi di giovani che hanno concluso agilmente il percorso perché magari si sono adeguati bene al ciclo di studi e hanno scoperto una passione nascosta strada facendo.

In ogni caso, come detto, la precedenza forse dovrebbero averla le scelte che nascono dal piacere per lo studio di una disciplina o l’attrazione per un mestiere. Scoprire tutto ciò, in taluni casi, non è semplice una volta raggiunta la maturità. Spesso si cambia il percorso di studi universitario proprio perché ci si accorge solo dopo di quello che si vorrebbe veramente fare. In questi casi poco male, c’è sempre tempo per cambiare e bisogna trovare il coraggio di prendere anche decisioni difficili se si sente che quella è la strada maestra.

Prima di decidere, in ogni modo, e scongiurare così cambi di direzione futuri, è bene riflettere attentamente su quelle che sono le proprie attitudini, gli interessi, le passioni. E confrontarle con l’offerta didattica dei vari corsi di laurea. Sembra banale, ma c’è chi dopo aver passato il liceo “lottando” con le materie scientifiche sceglie magari la laurea in ingegneria, per poi mollare dopo pochi mesi in preda ad una crisi di panico. Esistono anche casi opposti, naturalmente. Che spiegano perché è importante ripercorrere la propria carriera scolastica per scoprire aspirazioni e predisposizioni. E’ un metodo che paga e che, quanto meno, ha il merito di evitare scelte che portano sin dalla nascita il seme dell’errore. Una mano, in questi casi, proprio perché conoscono a fondo il percorso di uno studente, la possono dare più gli insegnanti che i genitori.

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