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Telepass, Questo Sconosciuto


6 gennaio 2010 ore 19:06   di hyperalby  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 446 persone  -  Visualizzazioni: 871

Il Telepass è un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale, introdotto in Italia nel 1989 da Società Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. (oggi Telepass S.p.A.).

Opera secondo la normativa UNI-10607 del 1996, ulteriormente specificata con la UNI-10772 del 1998, affiancate nel 1999 da una normativa europea (ETSI ES 200 674-1).


Dal punto di vista tecnico si compone di un sottosistema di terra (RSE: Road Side Equipment) e di un apparato di bordo (OBU: On Board Unit), composto da un transponder da tenere sul parabrezza dell'auto nella zona dello specchietto retrovisore. Essendo un sistema DSRC a 5.8 GHz, il transponder (OBU) non ha un oscillatore locale per comunicare con il RSE, ma sfrutta la portante emessa dall'RSE stessa.

È un sistema RFID attivo, ovvero dotato di alimentazione autonoma tramite batterie nell'unità di bordo o tramite il collegamento alla batteria dell'auto. In alcune varianti, può anche essere dotato di display per trasmettere informazioni addizionali, anche se si tratta di servizi di solito riservati agli autotrasportatori.

Il funzionamento pratico è relativamente semplice: all'avvicinamento al casello un impianto ottico (CTV) riconosce il tipo di veicolo e attiva l'emissione del segnale da parte del casello.

L'impianto di bordo risponde alla "chiamata" del trasmettitore a terra, ritrasmettendo un codice identificativo univoco. La centralina a terra registra il passaggio e dà ordine di alzare la sbarra.

In caso di mancato dialogo tra le due parti del telepass, una speciale fotocamera fotografa o filma la targa, per poter risalire all'autore del transito non autorizzato o non andato a buon fine. In ogni caso, un secondo impianto ottico provvede alla conferma della classificazione del tipo di veicolo e alla sua categorizzazione in una delle 5 classi tariffarie.

Tutta la transazione avviene in pochi decimi di secondo, evitando di doversi fermare al casello: l'unico vincolo è procedere abbastanza lentamente da dare il tempo all'apparato di eseguire la richiesta, per cui è presente un limite di velocità di 30 km/h. L'eliminazione del tempo di fermata e ripartenza, e del pagamento manuale, velocizza notevolmente lo scorrimento. Il pagamento del pedaggio viene addebitato automaticamente sul conto corrente dell'intestatario dell'abbonamento e fatturato a scadenze regolari, semplificando anche la gestione amministrativa di chi usa l'auto come strumento di lavoro.

Inizialmente installato sulla tratta Prato Calenzano-Firenze Nord in via sperimentale (poco dopo il casello è presente un traliccio per la sperimentazione e la prova degli apparati), è stato installato in un primo tempo sulla Autostrada A1 nei caselli delle principali città italiane (Milano, Roma e Napoli) in occasione del Mondiale di calcio 1990, ed in seguito l'implementazione si è estesa a tutti i caselli della rete autostradale nazionale.

In origine vincolato al singolo veicolo e destinato all'utenza business, dal 1998 è stato esteso alla clientela normale e dal 2005 il servizio è stato abilitato anche per le motociclette.

Secondo i dati aggiornati all'aprile 2008, circolano 6 milioni di apparecchi Telepass, per un totale di circa 2 milioni di transiti al giorno.

Col tempo il Telepass è stato implementato anche al di fuori della rete autostradale, per il controllo dei transiti in centri storici o aree private come porti, aeroporti o grandi parcheggi.

Nell'area di Napoli-Caserta è in sperimentazione un servizio di Telepass prepagato, che non richiede l'appoggio a un conto corrente.

Articolo scritto da hyperalby - Vota questo autore su Facebook:
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Commenti

 
  • Rufus
    #1 Rufus

Cavolo quante cose che si imparano su questo sito! Grazie articolo utile e scritto molto bene.

Inserito 6 gennaio 2010 ore 23:04
 

Articolo molto interessante.

Inserito 7 gennaio 2010 ore 00:09
 

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