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Truffa Bancoposta Online: Ecco Cosa Fare


14 dicembre 2011 ore 18:15   di spaziovendita  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 3902 persone  -  Visualizzazioni: 5765

Le truffe online ormai non sono più un caso raro e sono molte le persone che vedono sparire in pochi minuti parte dei loro risparmi o peggio ancora, il conto prosciugato. Le cause sono dovute ai truffatori che escogitano sempre metodi di truffa innovativi e al passo con i sistemi di protezione.

In particolare voglio parlarvi delle truffe che avvengono sui conti online del Bancoposta, spesso a causa del phishing, ovvero il sistema fraudolento (tramite e-mail o link) di captare i codici di accesso del malcapitato mediante schermate apparentemente del sito di poste.it ma che in realtà nulla hanno a che fare che il sito di poste italiane. Difendersi dal phishing è tuttavia semplice, basterebbe non rispondere a nessuna e-mail fasulla in quanto poste italiane non invia mai e-mail sul vostro account privato e tantomeno vi chiede di cliccare su link ed inserire eventuali codici d’accesso.
Purtroppo ci sono anche altre modalità di truffa ed una in particolare può essere letale, ovvero possedere un virus trojan nel vostro pc, il quale permette l’accesso remoto a qualcun altro che visualizzerà tutti i vostri dati d’accesso e relativi codici d’operazione, compresi quelli del lettore bancoposta OTP. In questo modo, potranno impadronirsi del vostro conto senza che voi vi accorgiate assolutamente di nulla. Succede anche così che la gente vede sparire gran parte dei propri risparmi che poi vengono consumati in ricariche di carte prepagate, ricariche telefoniche, ricariche per siti di scommesse online e chi più ha più ne metta.


La prevenzione è fondamentale, ma spesso a fatto accaduto, è inutile pensarci; sorge spontanea invece la domanda: ora cosa faccio?
Il da farsi è semplice ma deve essere fatto subito, non appena vi accorgete che dal vostro conto sono state fatte operazione da voi disconosciute. Innanzitutto chiamare il numero verde 800.00.33.22e farsi bloccare l’accesso online al proprio conto Bancoposta. Bisogna recarsi immediatamente in posta, anche qui potete chiedere e verificare la disattivazione della parte online del vostro conto, chiedere l’estratto conto e la lista movimenti e con questi due copie recarsi in un ufficio delle forze dell’ordine per effettuare una denuncia contro ignoti. Personalmente vi consiglio la polizia postale, i quali sono sicuramente l’organo di polizia più competente per quanto riguarda questa tipologia di truffe e potranno stilare al meglio la vostra denuncia e ciò che dichiarate. Importante fornire tutti i dettagli dell’accaduto e portare con se magari la copia dell’e-mail o del link che vi ha indotto in errore. A questo punto dovrete ritornare in posta con la denuncia e compilare un modulo di reclamo e un disconoscimento dell’operazione fraudolenta. Consegnate il tutto all’incaricato postale e incrociate le dita.

Truffa Bancoposta Online: Ecco Cosa Fare

Purtroppo questo è tutto ciò che si può fare, molti si chiederanno: ora rivedrò i miei soldi? La risposta non è certa e dipende da diversi fattori. Innanzitutto verificare se l’indagine condotta dalle forze dell’ordine porta all’individuazione di un colpevole, una persona fisica che subirà un processo penale e pertanto voi sarete chiamati a testimoniare. Altrimenti bisogna sperare che le poste riconoscano l’operazione come fraudolenta e pertanto vi rimborsino la somma perduta. Ma i reclami delle poste sono davvero molto lenti, oltre i 6 mesi di tempo per ottenere una risposta.

Se qualcuno ha qualche suggerimento da dare a chi ha subito truffe del genere, l’area commenti alla fine di questo articolo è a vostra completa disposizione! L’unione fa la forza, e le informazioni sono preziose per tutti!

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Commenti

 
  • Geronimo
    #1 Geronimo

1) Spedire all?Ufficio reclami una raccomandata A/R contentente i seguenti documenti: ? Lettera di reclamo (datemi la mail e vi spedisco il modello); ? Modulo di disconoscimento operazioni opportunamente compilato e firmato (dovete andare a prendere questo modulo alle Poste); ? Copia originale della denuncia che avete sporto ai Carabinieri o Polizia; ? Una stampa della lista movimenti contenente anche le operazioni che disconoscete (evidenziatele) ? Fotocopia fronte-retro della vostra carta di identità; ? Fotocopia fronte-retro della carta postepay o postamat in questione; Se il furto vi è successo con la postapay, l?indirizzo a cui spedire la raccomandata è: Poste Italiane S.p.A. ? BancoPosta Regolamentazione Processi e Procedure ? Gestione Reclami Viale Europa 175 00144 ROMA Di tutti questi documenti dovete conservare una copia per voi. 2) Trascorso un mese dal reclamo, presentate subito ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, costa solo 20 euro che poi vi verranno restituiti. Il ricorso consiste nella spedizione all'ABF di una raccomandata A/R contenente il modulo del ricorso opportunamente compilato e firmato (lo dovete scaricare dal sito dell'ABF) e una copia del reclamo che avete presentato, nonchè una copia della ricevuta di ritorno della raccomandata con la quale avete spedito il reclamo. Dovete spedire una copia del ricorso anche alle Poste, allo stesso indirizzo al quale avete spedito il reclamo iniziale. una volta che il reclamo è giunto all'ABF, questi aspetta che le Poste gli confermino la ricezione della copia del ricorso. Una volta che le Poste hanno confermato la ricezione del ricorso, le Poste hanno 45 giorni di tempo per spiegare perchè non possono rimborsare per le operazioni disconosciute. Al termine di questi 45 giorni, l'Arbitro decide entro due mesi. Una volta deciso, le Poste hanno 30 giorni di tempo per rimborsare (a meno che non riescano a dimostrare una vostra colpa grave, si consideri che per l'art.10 comma 2 del D. LGS 11/2010 l'utilizzo non autorizzato della carta non è indizio di colpa grave). Casomai le Poste tardassero ad avvisare l'Arbitro del ricevimento della copia del ricorso, vi consiglio di spedire una mail all'ABF contenente una scansione fronte-retro della ricevuta di ritorno con la quale avete spedito la copia del ricorso alle Poste. Per maggiori informazioni sull'ABF andate sul suo sito. Con questa procedura sono moltissimi i clienti che hanno riavuto i loro soldi, basta leggere le decisioni dell'ABF sul loro sito. Se volete indicazioni più precise scrivete sulla pagina Facebook "Truffati da Poste Italiane ribelliamoci".

Inserito 22 dicembre 2011 ore 13:17
 
  • Geronimo
    #2 Geronimo

Secondo l?art. 10 comma 2 del nuovo D. Lgs 11/2010, "quando l?utilizzatore di servizi di pagamento neghi di aver autorizzato un?operazione di pagamento eseguita, l?utilizzo di uno strumento di pagamento non è di per sé necessariamente sufficiente a dimostrare che l?operazione sia stata autorizzata dall?utilizzatore medesimo, né che questi abbia agito in modo fraudolento o non abbia adempiuto, con dolo o colpa grave, ad uno o più degli obblighi di cui all?articolo 7?. Come è scritto anche nella decisione dell?ABF n. 244 del 04/02/2011, ?ne deriva che non solo l?uso dello strumento non basta per sostenere che ad utilizzarlo sia stato lo stesso cliente, ma si può anche rilevare che non incombe su quest?ultimo l?onere di provare che la banca sia stata inadempiente agli obblighi di legge per chiamare in causa l?intermediario, quanto piuttosto deve essere l?intermediario a provare che il ricorrente sia incorso in dolo o colpa grave rispetto agli obblighi di diligenza che le norme impongono, al fine di liberarsi dalla responsabilità sancita dal decreto legislativo 11/2010 per le operazioni non autorizzate?. Di fronte alla mancata dimostrazione di dolo o colpa grave da parte del cliente, infatti, ?il prestatore dei servizi di pagamento?, come recita l? art. 11 comma 1 del già citato decreto, ?rimborsa immediatamente al pagatore l?importo dell?operazione medesima?.

Inserito 22 dicembre 2011 ore 13:22
 
  • Geronimo
    #3 Geronimo

Come scrive l?Arbitro Bancario Finanziario nella decisione n. 951/11 del 10/05/2011, secondo ?dati ormai di comune esperienza recepiti anche dall?ambiente bancario (cfr. Rapporto ABI CIPA CNIPA sul furto di identità elettronica tramite internet, Bancaria editrice, Roma, 2006, p. 23 ss.), il furto d?identità telematica, o phishing, può essere perpetrato mediante attacchi al sistema informatico dell?intermediario e cioè attraverso comportamenti di terzi che nulla hanno a che vedere con un ipotetico difetto di diligenza del cliente?.

Inserito 22 dicembre 2011 ore 13:24
 
  • Geronimo
    #4 Geronimo

Controllate anche se gli strumenti di sicurezza fornitivi dalle poste erano a 1, 2 o 3 fattori. La fornitura di strumenti a 1 solo fattore è ritenuto dall'ABF un indizio di colpevolezza da parte dell'intermediario, il quale non vi ha reso disponibili l'utilizzo di protocolli di sicurezza adeguati.

Inserito 22 dicembre 2011 ore 13:28
 
  • Geronimo
    #5 Geronimo

Se cercate una decisione dell'ABF a favore del cliente per un caso di phishing consultate la decisione numero 1241 del 09/11/2010

Inserito 22 dicembre 2011 ore 13:33
 

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