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"tutti Indietro", La Portavoce Onu Laura Boldrini Racconta I Rifugiati Dopo I Respingimenti


18 ottobre 2010 ore 13:50   di isabella17  
Categoria Guide Manuali e How To  -  Letto da 347 persone  -  Visualizzazioni: 698

“Tutti indietro” di Laura Boldrini, portavoce dell’alto commissariato Onu per i rifugiati, è un libro che vuole fare chiarezza sul grande “equivoco della paura”. L’ha detto la stessa portavoce in occasione di uno dei tanti incontri pubblici nei quali ha presentato e promosso la sua opera, quello di Todi.

Quello della Boldrini non è, infatti, un romanzo di fantasia, ma il racconto di storie vere che l’autrice ha conosciuto nel corso delle numerose missioni che ha svolto in tanti punti caldi del mondo. “Volevo far parlare le persone che ho incontrato – spiega la portavoce Onu – i veri protagonisti di queste storie di migrazione”. L’equivoco della paura di cui parla Laura Boldrini è quello che secondo l’autrice sta attraversando l’Italia ormai da anni. La paura, infatti, è quella che gran parte dei cittadini hanno verso gli immigrati in generale, senza distinzioni tra regolari o irregolari, clandestini o non clandestini, comunitari o extracomunitari, rifugiati politici o no. Quello che fa nascere l’equivoco, secondo la portavoce Onu, è l’idea che si debba avere paura di quelle che in realtà sono vittime. In realtà, in molti casi, sono gli stessi immigrati ad avere paura di violenze e aggressioni. Emblematico il caso di Rosarno di cui l’autrice è stata diretta testimone. In quell’occasione gli stessi lavoratori stranieri chiedevano legalità e sicurezza.


La critica più dura dell’autrice va poi alla pratica dei respingimenti introdotta nel 2009 dal Governo Berlusconi. Per la Boldrini gli Stati devono attenersi alle regole. L’immigrato deve, quindi, avere accesso al territorio e deve essere identificato poi può fare richiesta di asilo politico che può essere accettata o respinta e in caso di respingimento si può fare ricorso. Le richieste di asilo sono state 31mila nel 2008, 17mila nel 2009 e si stima che quest’anno saranno circa la metà. Secondo l’autrice questa tendenza rappresenta una retrocessione dell’Italia sulla strada del diritto, della democrazia, della cultura e dell’accoglienza.

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