Condannato L' Hacker Messicano Che Rubava Le Vite
Si chiama Luis Mijangos, figlio di un agente di polizia messicano che all'età di 16 anni, coinvolto in una sparatoria, viene colpito da un proiettile vagante. L'incidente lo costringe permanentemente su una sedia a rotelle. In seguito all'infausto evento, la famiglia decide di trasferirsi in California e il giovane Luis intraprende degli studi appassionati di informtaica. In breve tempo riesce a carpire tutti i segreti necessari a violare i personal computer degli internauti. Addirittura sperimenta ed adopera software capaci di controllare, in contemporanea, ben 600 computer.
La prima vittima a fare le spese della maestria informatica di Luis è una prostituta di nome Kiki. Gradualmente la "rete" che riesce a tessere l'esperto messicano si allarga e coinvolge sempre più vittime, tra le quali alcune ragazze minorenni. Vengono rubate informazioni personali, foto, filmati. Inoltre, riesce a individuare e scaricare software capaci di utilizzare le web cam come vere e proprie spy cam. Le vittime vengono, quindi, riprese a loro insaputa nei momenti d'intimità.
L'hacker centramericano, acquisita una mole soddisfacente di informazioni sensibili e utilizzabili a fini ricattatori, provvedeva a contattare le ignare e sgomente vittime, richiedendo somme di denaro per il proprio silenzio. In caso di diniego o ancor peggio di denuncia dei perseguitati internauti, Luis minacciava la pubblicazione delle foto sexy o di materiale strettamente personale nel caso non venissero soddisfatte le proprie richieste.
Il 10 marzo 2010, in concomitanza del suo trentunesimo genetliaco, è stato arrestato e accusato di estorsione e "sextortion". Dopo due anni la condanna ricevuta è stata di sette anni di reclusione. Ai giornalisti che lo hanno intervistato, ha giustificato il suo operato asserendo: "Lo facevo per frustrazione, quelli si divertivano, facevano progetti, balli di fine anno, feste. Io non ho mai vissuto nulla del genere. E allora pensavo: perché non provi a passare delle giornate di merda come le mie?"

