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La Legge Sopa Divide Il Web, Domani Blackout Di Protesta


18 gennaio 2012 ore 18:39   di stefanos93  
Categoria Informatica e Internet  -  Letto da 522 persone  -  Visualizzazioni: 1155

Mancano ormai poche ore al blackout annunciato da alcune delle più grandi fornitrici di servizi on-line, tra cui Mozilla, Wikipedia, WordPress, Google, Minecraft, e TwitPic. Queste compagnie aderiranno a ciò che si preannuncia come il più grande sciopero della storia di Internet. La protesta di domani anticipa la già annunciata "nuclear option”, il blackout quasi totale di Internet promosso per il prossimo 23 gennaio da NetCoalition, federazione in cui si sono uniti i colossi del Web come Facebook, Google, eBay e Amazon.

A scatenare la protesta è stata una proposta di legge (SOPA, Stop Online Piracy Act) presentata lo scorso 26 ottobre alla Camera dei rappresentanti statunitense dal deputato Lamar S. Smith, rappresentante del Dristretto 21 del Texas. Questa legge, nel caso in cui venisse approvata, permetterebbe ai titolari di copyright statunitense di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti, procedendo legalmente contro i siti Web accusati di diffonderli o facilitare le infrazioni del diritto d'autore.


Il Dipartimento di Giustizia potrebbe quindi imporre ai siti di gestione dei pagamenti di intrattenere rapporti d'affari con il sito accusato delle infrazioni, o vietare ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso suddetto sito. Per fare esempi più facilmente comprensibili possiamo affermare che, approvata tale legge, diverrebbe illecito lo streaming di contenuti protetti da copyright, come video musicali da YouTube, file MP3 dall'emergente servizio SoundCloud, o film da Megavideo. Tutto ciò, secondo le Web Company sopraccitate, imbavaglierebbe il Web, che fino ad oggi è rimasto, per quanto possibile, una rete neutra e libera.

La Legge Sopa Divide Il Web, Domani Blackout Di Protesta

Nonostante la legge, se approvata, sarebbe applicata soltanto negli Stati Uniti, il portavoce di Wikimedia Italia Maurizio Codogno ha sottolineato che i server di Wiki Italia sono in territorio statunitense. Per queste compagnie infatti il problema non risiede nella legge stessa, che giustamente andrebbe a tutelare i diritti d'autore su file audio e video, ma soprattutto la rigidità della stessa, che causerebbe seri problemi ai più importanti servizi Web: tutti i collegamenti esterni presenti in un sito andrebbero infatti controllati per verificarne la regolarità. Tuttavia tali collegamenti non sono creati dei gestori del sito stesso, bensì dei milioni di utenti che ne fanno parte (basti pensare a FaceBook o Twitter), per questo non è semplice capire se siano gestori dei grandi siti Web a dover controllare i link presenti nelle proprie pagine o addirittura chiudere, o invece chi intende difendere i propri diritti d'autore a dover chiedere aiuto alle autorità competenti per effettuare una minuziosa ricerca, sicuramente più costosa.

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