Steve Jobs? Un Falso Mito
Il 5 ottobre è morto Steve Jobs, un evento a cui i media hanno dato ampio risalto tanto da renderlo un lutto universale, celebrato con gli stessi mezzi che egli aveva sviluppato. Si sono susseguite in tutto il mondo le dichiarazioni di personaggi del mondo politico, del business, dello spettacolo che hanno sottolineato il carattere visionario ed innovativo della sua opera, ma le reazioni più forti sono venute dal suo "popolo", da quelli che lo hanno considerato un "guru", un icona "religiosa" da seguire in tutto e per tutto, anche accampandosi nelle freddi notti davanti agli "Apple Store" per essere i primi ad acquistare un nuovo prodotto del marchio della mela, fino a chi lo ha addirittura accostato a Leonardo da Vinci.
Ma il dolore della morte e la sofferenza della malattia appartengono solo a coloro con cui condivideva i sentimenti e la vita di ogni giorno, persone per le quali il ricordo resterà vivo per sempre ma a tutti gli altri, a noi che abbiamo conosciuto solo il suo lato pubblico cosa resterà dopo che la notizia della sua morte e della sua eredità non comparirà più sulle pagine dei giornali? Ebbene, credo che non entrerà nella storia.
Il suo grande genio (commerciale) non è stato quello di inventare, ma di trasformare, plasmare apparecchi ideati da altri in oggetti del desiderio facendoli diventare status symbols, marchi di appartenenza ad un gregge di cui era il pastore. Ma questi oggetti fanno parte di un mondo chiuso ed elitario, anche dal punto di vista tecnico spesso incompatibili con altri hardware e software, con un prezzo decisamente molto elevato rispetto ai concorrenti.
In pratica e' stato l'ideatore di una nuova casta sociale ed in un momento in cui le risorse planetarie stanno sempre più concentrandosi in mano ad una ristretta cerchia di persone con conseguente rallentamento della crescita sociale ed economica, questo non può essere certo considerato un merito.
Ha provocato lo stesso effetto che hanno avuto nei decenni precedenti gli stilisti nel mondo della moda, creare un marchio che fosse un icona di stile e diventasse un sogno da realizzare anche per la casalinga da Voghera.

Insomma un grandissimo direttore di marketing, ha convinto milioni di persone nel mondo che la vita fosse più semplice e divertente con i suoi giocattoli, e soprattutto, come recitava il più famoso slogan coniato qualche anno fa per il rilancio del marchio Apple, "Think different", che il possederli avrebbe voluto essere appunto differenti, e sottinteso, superiori.
Ha creato uno dei marchi più conosciuti nel mondo, e la forza di un marchio è un grimaldello che apre le porte della mente dei consumatori e svuota i loro portafogli.
Ha raggiunto il risultato che ogni imprenditore sogna, creare un orda di clienti sfrenati e maniacali che non vedono l'ora di provare la venticinquesima versione dello stesso prodotto, con il prezzo sempre più alto, gettando via quella precedente.
Ma c'è anche il lato oscuro della vicenda, lo sfruttamento di uomini, donne e bambini in Asia nelle fabbriche della Foxxcon che producono per la Apple, un moderno schiavismo per di più legalizzato, che ha portato ad un numero impressionante di suicidi dei lavoratori schiacciati dalle disumane condizioni di vita nella fabbriche / prigioni e beffati dalla richiesta di impegnarsi per iscritto a non farsi del male.
Come insegna la storia la scomparsa di un dittatore spazza via i seguaci ed i castelli di carta che aveva costruito, pertanto ritengo che la fortuna di Apple sia legata esclusivamente al carisma ed alle capacità imprenditoriali del suo fondatore.
Il mercato globale, con i paesi come l'India che stanno facendo passi da gigante nella tecnologia avanzata (stanno uscendo tablets del tutto simili all'IPad ma con prezzi alla portata di tutti), la crisi mondiale economica, la sempre più vicina fine del capitalismo così come lo abbiamo conosciuto nel ventesimo secolo e di cui l'azienda di Cupertino era uno dei maggiori esponenti, sono tutti fattori che ritengo influenzeranno negativamente le vendite dei prodotti della mela nei prossimi anni, perché i consumatori finora hanno agito seguendo un istinto "bestiale" accecati dalla devozione al loro "profeta" e senza di lui è probabile che si sentiranno persi, orfani del loro mentore.
Siamo entrati in una fase storica in cui la recessione spingerà gli individui a ripensare le proprie scelte ed a individuare nuovamente le priorità di spesa di risorse sempre più esigue ed in questo processo è prevedibile che IPod, IPhone ed IPad siano destinati a finire nel cassetto dei ricordi, con buona pace dei fanatici del marchio della mela che non fatichieranno a trovare un nuovo profeta dell'effimero.
Commenti
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#2 albyW
E' quello che ho sempre pensato anche io riguardo a Apple e Steve Jobs! Finalmente qualcuno che la pensa come me...
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#3 chris
Io vi chiedo, ma vi piaceva quest'uomo? penso di si..Un essere intelligente,di valore? Il mondo ci ha perso? Non lo santifico ma sai quanto mi ha fatto pensare? Non lo capisco,ma sai quanta bellezza mi ha fatto vedere? Sono solo un uomo,ma lo era anche lui...niente di piu', ma che bella e' stata la sua vita, mi ha fatto del bene, quand'ero piccolo avevo un amiga e il suo pc era IL PC, adoravamo i macintosh, comprarli impossibile...poi e' arrivato quel genio di bill. E ci ha fatto tornare sulla terra, ma steve e' come senna... :-D
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#4 Ahboh
Quanta bellezza ti ha fatto vedere?? Ma oh, son pezzi di plastica e silicio, se voglio la bellezza me ne vado a vedere un prato in fiore, le stelle in un osservatorio o le onde che si infrangono sulle scogliere :) Oggesù... Comunque sfruttava anche i lavoratori, e il pensiero preferiva che la gente lo tenesse chiuso in scatola. Non per niente vengono censurate app, i software non sono aperti e quant'altro...
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#5 Marco
Alla fine era un uomo. Mi sfugge il passaggio quando si dice "?spesso incompatibili con altri[...] software". Una lista di almeno cinque elementi? Grazie.

Finalmente un articolo che non santifica Steve Jobs. Ottimo. 5 stelle!